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Ciucciotto, si può dare o no ai bambini

novembre 17, 2017 9:59 am

Se usato bene, il ciucciotto o succhietto non è vietato ai bambini, perché sembra protettivo contro la sindrome della morte improvvisa. È bene però seguire alcune regole

Non è vero che è diseducativo verso il seno, che non aiuta a diventare grandi, che interferisce con l’allattamento al seno: il ciucciotto, o succhietto o ciuccio che dir si voglia, se usato con intelligenza è un importante strumento nei primi mesi di vita. E sembra che possa avere un’azione protettiva nei confronti della morte in culla. La rivista americana Pediatrics qualche tempo fa pubblicato uno studio scientifico, condotto da pediatri e neurologi, che hanno esaminato ben 384 studi condotti sulla SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), sindrome della morte in culla del lattante, che colpisce in modo inspiegabile i bambini piccoli, sotto l’anno di età, apparentemente sani.

 

Utile contro la SIDS

Gli esperti sono giunti alla conclusione alla conclusione che il ciuccio utilizzato durante il sonno notturno e diurno diminuisce il rischio di SIDS di un valore variabile dal 30 al 60 per cento. Il ciuccio tiene attivo il 17riflesso della suzione, impedendo al neonato di scivolare in una  fase di sonno profondo, che può indurre apnee non regolari, in cui il bambino resta a lungo senza respirare e quindi rischia il decesso. Il ciuccio, mantenendo attivo il riflesso della suzione, impedisce che si arrivi al sonno profondo, allontanando insomma il rischio della sindrome. Ovviamente è necessario applicare anche le altre raccomandazioni: dormire sulla schiena, non fumare in presenza del bimbo e non coprirlo eccessivamente quando è a letto, nemmeno se ha la febbre, non metterlo a dormire tra i due genitori. I pediatri inoltre ribadiscono l’azione protettiva dell’allattamento al seno. Inoltre, il ciucciotto tiene tenere attivo il riflesso della suzione, l’istinto a succhiare che manifesta il neonato e che esiste ancora prima della nascita. La suzione stimola la produzione del latte materno ed è un’esigenza psicofisica, che regala benessere e sicurezza al bambino. Il ciuccio ha quindi una certa utilità nelle situazioni in cui il bimbo può essere soggetto ad ansia o malesseri. Può aiutare a capire se il bambino ha fame oppure ha solo voglia di coccole

 

Quando è meglio di no

In alcuni casi, invece, è bene limitare l’uso del ciucciotto o farne a meno del tutto. Succede per esempio se il bambino fatica ad attaccarsi al seno materno: lingua e labbra del piccolo si pongono in modo molto diverso attorno al capezzolo rispetto a quanto accada con il ciucciotto. Se un bambino si trova più a proprio agio con il ciuccio, tenderà a preferire anche la tettarella del biberon, rispetto al seno materno, soprattutto se il latte della mamma è scarso o il piccolo ha poco appetito. Altro errore frequente purtroppo ancora oggi è il fatto che soprattutto i nonni intingono la punta del ciuccio in zucchero o miele, rendendolo quindi ancora più appetibile per il piccolo che in questo modo è maggiormente gratificato. Lo zucchero e il miele, però, si rivelano dannosi per i denti, che iniziano a spuntare dal sesto-settimo mese in poi. Inoltre il miele può dare reazioni allergiche o di botulismo. Il ciucciotto è sconsigliato in caso di otite, perché se non è ben pulito può favorire l’ingresso nella bocca del bimbo di germi e batteri, che risalgono fino all’orecchio. Quando un bambino ha un’arcata superiore stretta o sporgente, il ciuccio andrebbe evitato perché può rendere più serio il problema. Infatti il ciuccio tende a spingere gli incisivi superiori ancora più avanti, rendendo il palato ancora più allungato. Di conseguenza, quando spunteranno i denti definitivi, questi avranno poco spazio e tenderanno a disporsi in modo accavallato l’uno sull’altro.

 

Giorgia Andretti

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