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Non scuotere mai un neonato se non smette di piangere

novembre 13, 2017 9:59 am

Un neonato scosso con troppa forza, può riportare danni cerebrali permanenti, l’evento si chiama sindrome del bambino scosso, può capitare quando si è esasperati del suo pianto

Chi ha un bambino piccolo sa quanto i primi mesi possano essere duri: spesso il piccolo piange per ore, senza un apparente motivo. Forse ha le coliche gassose, forse ha fame o per il nervosismo non riesce a prendere sonno… mentre i genitori sono distrutti dall’impossibilità di riposare e dalle nuove responsabilità. Si cercano tutti i sistemi per farlo stare tranquillo e, alla fine, la stanchezza e la frustrazione possono prendere il sopravvento: e ci si sfoga sul bambino, scuotendolo, per indurlo a smettere.

 

Una campagna contro questo fenomeno

È una situazione che va evitata con tutte le proprie forze, a costo di rivolgersi a un medico per curare la propria stanchezza o ad affidare il bambino alla nonna, alla tata, per riprendersi un po’. Se il piccolo viene afferrato e scosso con violenza, che si trovi nel lettino oppure che sia sollevato, può andare incontro a quella che viene definita Shaken Baby Syndrome – SBS – Sindrome del bambino scosso, le conseguenze possono essere molto gravi: danni cerebrali, disabilità e addirittura morte. In Italia il fenomeno è ancora poco noto, ma questo non significa che non esista: secondo i pronto soccorso che accolgono casi di neonati sottoposti a scuotimento, questa sindrome nel nostro paese ha un’incidenza di 30 casi su 100.000 nati l’anno, proprio come negli Stati Uniti. Per questo motivo, Terre des Hommes ha lanciato – Non scuoterlo! – una campagna di sensibilizzazione supportata da uno spot tv con protagonista l’attore Alessandro Preziosi, papà di due figli ormai grandicelli. Inoltre, Terres des Hommes ha realizzato un sito, sul quale è possibile reperire informazioni sui segnali rivelatori di un neonato che ha subito lo scuotimento, come intervenire e a quali strutture ospedaliere rivolgersi.

 

Le conseguenze dello scuotimento

Esiste un periodo chiamato – Purple Crying – attivo fino ai diciotto mesi di vita, durante il quale il bimbo verso sera piange senza un apparente motivo, incessantemente e non lo si riesce a consolare. Questo può indurre una sensazione di frustrazione nei genitori, mista a senso di impotenza e fallimento, ai quali si aggiunge la stanchezza per le notti in bianco e per le altre incombenze quotidiane. Afferrare il bambino e scuoterlo è una reazione purtroppo frequente, umana forse, ma inammissibile e pericolosa perché può causare danni neurologici dovuto al trauma cerebrale  irreversibili al neonato, con conseguenze che si porterà dietro per tutta la vita. Nei lattanti la testa è pesante, mentre i muscoli del collo sono ancora deboli. Il cervello ancora in via di sviluppo e più vulnerabile all’insulto, anche perché le ossa del cranio sono ancora debolmente saldate. Il movimento violento dello scuotimento fa spostare la testa avanti e indietro, in un modo che somiglia al colpo della frusta durante un tamponamento. Lo scuotimento causa uno stato di sofferenza acuta ai nervi e ai vasi sanguigni che irrorano il sistema nervoso e l’encefalo e il piccolo può andare incontro a decesso. Se il bimbo sopravvive, può riportare per sempre cecità e disabilità cognitive: tutto questo perché un genitore ha perso la testa, senza immaginare le possibili conseguenze.

 

Giorgia Andretti

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