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Settimana allattamento al seno, si celebra in tutto il mondo

ottobre 2, 2017 10:00 am

La prima settimana di ottobre è dedicata all’allattamento al seno: in tutte le nostre città si svolgono incontri per diffondere la cultura di questo atto naturale e insostituibile

Dal primo al sette ottobre si celebra anche nel nostro paese la Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno: un evento importante che coinvolge operatori sanitari, enti e soprattutto mamme per riportare sotto gli occhi di tutti l’importanza di nutrire al seno i propri bambini. Secondo gli esperti, sono davvero pochissimi i casi in cui una donna non è in grado di allattare: serie malattie o grande prematurità del bambino. Negli altri casi, l’allattamento al seno va incentivato, perché è un gesto naturale, assicura il miglior nutrimento per un bambino, poiché soddisfa tutte le esigenze nutrizionali, lo protegge dalle allergie e lo rassicura, visto lo stretto contatto con il corpo della mamma. Inoltre, allattare aiuta l’utero a riprendere più in fretta le dimensioni originarie e, a quanto sembra, svolge anche un’azione protettiva nei confronti del tumore della mammella. Gli eventi promossi in tutta Italia sono molti, clikka qui per visualizzarli.   Ecco, da parte di Guidagenitori.it  alcuni punti che sfatano convinzioni comuni sul tema dell’allattamento che spesso ne costituiscono un ostacolo. Resta comunque comprensibile l’atteggiamento della donna che non desidera allattare per propri problemi psicologici, noi deve per questo essere colpevolizzata, deve restare una scelta della donna 

 

La forma del seno non incide

È dimostrato da anni che le dimensioni del seno non hanno niente a che vedere con la produzione di latte. Migliaia di donne che indossavano una prima di reggiseno hanno allattato senza problemi i propri figli, esattamente come chi aveva il seno più grosso. È infatti la ghiandola mammaria a produrre il latte, mentre le dimensioni del seno sono determinate soltanto dalla quantità di grasso che circonda la ghiandola stessa e i dotti galattofori, che portano il latte al capezzolo. Anche i capezzoli piccoli o rientranti non costituiscono un impedimento all’allattamento naturale. I neonati, infatti, non prendono in bocca solo il capezzolo, ma anche parte dell’areola: hanno quindi un appiglio sufficiente per poter succhiare. Lo stesso meccanismo della suzione aiuta i capezzoli rientranti a fuoriuscire. In commercio esistono comunque appositi strumenti che possono aiutare le donne che hanno questi problemi.

 

L’importanza di iniziare subito

Il colostro è il primissimo latte che viene prodotto poche ore dopo la nascita del bambino. Considerato povero e inutile fino a qualche decennio fa, recentemente sono state rivalutate le sue proprietà uniche per il benessere del neonato. Giallastro, più denso rispetto al latte vero e proprio, è ricchissimo di zuccheri, fornendo energia pronta al neonato, ma povero in grassi. Il colostro aiuta anche l’intestino del bebè a liberarsi in fretta del meconio, una sostanza scura e viscosa, piena di sostanze di scarto dell’organismo,  le prime feci del bambino. Per tutti questi vantaggi, sarebbe importante che ogni mamma cercasse di dare al proprio figlio almeno un po’ di colostro, attaccandolo al seno subito dopo il parto. In questo modo si stimola la montata lattea: più il bimbo succhia, più latte è prodotto dal seno e più ovviamente il neonato è spinto a succhiare. In questo modo nelle prima settimane il bambino si regola autonomamente mangiando quando ne ha la necessità, senza orari precisi. La mamma può seguire un regime alimentare vario e completo, con qualche caloria in più ma senza eccedere, evitando gli alcolici e l’eccesso di caffè. Prima di assumere un farmaco è meglio chiedere al medico.

 

Come rendere efficace l’allattamento

Oltre a nutrirsi bene, la neomamma deve cercare di riposare il più possibile. Per i primi mesi, è bene lasciare da parte le faccende di casa e approfittare di tutti i momenti in cui il neonato riposa per fare un sonnellino. E’ sufficiente una mezz’ora per sentirsi ricaricate e per compensare le notti insonni. Per scaricare la fatica e favorire il riposo, è utile anche fare un po’ di attività fisica, una passeggiata di buon passo due o tre volte la settimana, e mettere in pratica le tecniche di rilassamento che si imparano durante i corsi di preparazione al parto. La posizione in cui tenere il bimbo durante la poppata è fondamentale per una corretta stimolazione del capezzolo e quindi per la produzione del latte, oltre che per la prevenzione delle ragadi.   La mamma deve star seduta comoda con la schiena appoggiata e ben diritta. Il neonato deve essere accostato al seno e non viceversa: per fare ciò può essere utile un guanciale da appoggiare sotto il bebè. Il corpo del bimbo deve essere girato verso quello della madre, pancia contro pancia. Il capezzolo deve essere offerto solo quando la bocca è ben spalancata bene.

 

Giorgia Andretti

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