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Il ‘rito’ del bagnetto

settembre 8, 2008 12:00 pm

Quando, come, con quali prodotti: suggerimenti utili per gestire al meglio questo momento di intimità La prima e più comune domanda è: quando va fatto il primo bagnetto? Niente di più semplice, bisogna solo aspettare la caduta del moncone del cordone ombelicale, che di solito avviene entro i primi 15 giorni dalla nascita. L’acqua infatti…

Quando, come, con quali prodotti: suggerimenti utili per gestire al meglio questo momento di intimità

La prima e più comune domanda è: quando va fatto il primo bagnetto? Niente di più semplice, bisogna solo aspettare la caduta del moncone del cordone ombelicale, che di solito avviene entro i primi 15 giorni dalla nascita. L’acqua infatti ostacola la cicatrizzazione dei tessuti. Nel frattempo il neonato va deterso con spugnature d’acqua tiepida su tutto il corpo, eccetto la zona del cordone ombelicale. Quando l’ombelico si è completamente cicatrizzato si può passare all’immersione. Ecco allora tutto quello che dovete sapere per gestire al meglio questo importante momento di intimità con il vostro bambino.

L’occorrente
La pelle del bebè risulta molto fragile nei primi giorni di vita. Questo vuol dire che bisogna trattarla con estrema cura, dandole il tempo di rafforzare progressivamente la sua funzione di “barriera” naturale. Per non irritare la pelle delicata del bebè, occorrono quindi detergenti specifici per l’infanzia. Il mercato propone una vasta gamma di prodotti: dalla saponetta al bagnoschiuma, all’olio da bagno, allo shampoo. Fra i più delicati quelli con un ph di circa 5,5, il più simile alle condizioni fisiologiche della cute. Indicati, soprattutto se il bebè è predisposto a reazioni allergiche, sono gli oli da bagno che svolgono un’azione lenitiva e idratante e addolciscono l’acqua molto calcarea. Per controllare la temperatura dell’acqua, che deve avere una temperatura di circa 37° C, è utile il termometro apposito, mentre per detergere con delicatezza è pratica una spugna naturale o un guanto morbido che permettono di pulire anche le zone più delicate senza il timore di graffiare o irritare la pelle sensibile del bebè. Non bisogna poi dimenticare l’accappatoio o il telo in spugna di cotone da tenere vicino alla vasca, in modo da non dover lasciare da solo sul fasciatolo il bambino dopo il bagno.

L’ambiente
Per il benessere del piccolo l’ambiente dove si fa il bagnetto deve essere tiepido ma non eccessivamente riscaldato: la temperatura ideale è intorno ai 23° C. Uno sbalzo eccessivo tra il luogo del bagnetto e gli altri locali potrebbe provocare al bambino raffreddore, tosse o mal di gola. Occorre utilizzare una vaschetta abbastanza ampia per permettere al bambino di muoversi e distendersi, e questa deve essere piena d’acqua, in modo che il piccolo resti immerso fino al collo e non prenda freddo.

Il momento giusto
Per fare il bagnetto non c’è un’ora fissa, ma l’esperienza consiglia di farlo prima del pasto serale, tre le 19 e le 20. Il bagno ha un effetto distensivo sul bambino: è quindi un metodo naturale ed efficace per favorire la nanna nelle ore notturne anche nei bebè più irrequieti e, a livello pratico, la mamma può contare anche sull’aiuto del papà, consentendogli di stabilire un rapporto di intimità con il neonato.

Come lavarlo
Il bebè va adagiato in vasca con gesti pacati ma sicuri, immergendolo nell’acqua gradualmente. Il piccolo va sostenuto passando un braccio dietro la schiena e appoggiando il capo sull’avambraccio. Con la mano libera si procede poi alla pulizia del viso, collo, torace e gambine. Poi il bebè va girato sorreggendogli il petto con il braccio, per detergergli la schiena e il sederino.
Tutti questi movimenti vanno compiuti con molta dolcezza, rivolgendosi al piccolo in tono rassicurante, guardandolo negli occhi e parlandogli, per aiutarlo a prendere confidenza con l’acqua. Per favorire un buon rapporto con l’acqua occorre maneggiare il piccolo con sicurezza altrimenti il piccolo potrebbe innervosirsi, non tanto per paura dell’acqua quanto per la sensazione di disagio trasmessagli da chi lo accudisce: se infatti i genitori toccano il bimbo con incertezza e temono di fargli male, gli comunicano ansia e lo inducono a diffidare dell’acqua.
Il bagnetto può diventare anche un’occasione per giocare con il bimbo: dopo i tre mesi i genitori possono fare il bagno con il bambino con l’unica accortezza di lavarsi bene sotto la doccia prima di entrare in vasca.

Come asciugarlo
Terminato il bagnetto occorre asciugare accuratamente il bebè: è opportuno tamponarlo con la massima delicatezza per non irritare la pelle e asciugare bene le zone delle pieghe (inguine, sederino, ascelle) per prevenire il ristagno di umidità che favorisce la macerazione della cute.
Dopo si può usare anche un po’ di talco versandone una piccola quantità sul palmo della mano per poi massaggiarlo delicatamente sulla pelle, evitando così che il piccolo possa inalare il prodotto e irritare le mucose.

Il massaggio
Il rito del bagno dovrebbe terminare con un massaggio rilassante al neonato. Oltre a infondere una sensazione di benessere, infatti, la manipolazione è essenziale per la conoscenza tra genitori e figlio: attraverso il tatto si crea un linguaggio speciale, profondo e istintivo, che rafforza il rapporto affettivo. Anche per questo motivo, quindi, è bene che mamma e papà si alternino.

 

Angela Salini

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