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Un pericolo durante il sonno

aprile 16, 2007 12:00 pm

Le cause della morte in culla sono ancora sconosciute, ma alcune raccomandazioni aiutano a ridurre i rischi Probabilmente non c’è mamma che non si sia alzata di notte per andare a controllare il respiro del proprio bambino appena nato, accompagnata dall’ansia di quell’evento terribile che è la “morte in culla”. Definita dalla sigla inglese di…

Le cause della morte in culla sono ancora sconosciute, ma alcune raccomandazioni aiutano a ridurre i rischi

Probabilmente non c’è mamma che non si sia alzata di notte per andare a controllare il respiro del proprio bambino appena nato, accompagnata dall’ansia di quell’evento terribile che è la “morte in culla”. Definita dalla sigla inglese di SIDS – che sta per Sudden Infant Death Sindrome – , questa morte, che colpisce i bambini di pochi mesi mentre dormono tranquilli, è oggetto da tempo di studi e ricerche in tutto il mondo. Nonostante siano stati compiuti molti passi in avanti nella ricerca, le cause di questa che rimane la prima causa di morte nel primo anno di vita, e che colpisce prevalentemente i neonati tra i 2 ed i 5 mesi, non sono ancora state individuante con certezza. Tuttavia, nell’attesa di risultati più esaurienti, qualcosa si può fare per prevenire la Sids e ridurne sensibilmente l’incidenza: seguire alcuni accorgimenti che ormai, in modo incontrovertibile e su base scientifica, hanno dimostrato la propria validità.

Come prevenire i rischi

  • Innanzi tutto mettere a dormire il neonato a pancia in su. Prima dell’ultimo decennio veniva dato il consiglio opposto, cioè quello di far dormire il bambino a pancia in giù, ma dove si segue il nuovo consiglio dei medici, le morti per Sids sono diminuite almeno del 50%. Lo provano i dati di quei Paesi industrializzati (Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Olanda, Svezia, Norvegia, Australia e Nuova Zelanda), in cui sono state lanciate campagne di informazione di massa finalizzate alla diffusione di poche norme comportamentali.
  • Nella carrozzina o nel lettino non mettere cuscini o peluche, né utilizzare trapunte di plastica sotto il lenzuolo.
  • La mamma non deve fumare in gravidanza.
  • Il bambino non deve essere esposto al fumo passivo.
  • Fare attenzione al caldo eccessivo. Non si deve coprire troppo il bambino né farlo soggiornare in un ambiente eccessivamente riscaldato. La temperatura ideale dovrebbe sempre aggirarsi intorno ai 18-20 gradi.
  • Se possibile allattare al seno il bambino, perché il latte materno è il migliore alimento.

    Più sicuri con l’elettrocardiogramma
    Una speranza nella lotta contro la Sids si è aperta di recente con le conclusioni di uno studio tutto italiano durato quasi vent’anni e condotto su oltre trentamila bambini. Si è scoperto che in circa metà dei casi la morte in culla è dovuta ad uno squilibrio dell’attività cardiaca, chiamata “Sindrome del QT lungo”, che si può rilevare con un semplice elettrocardiogramma. Ai bambini in cui si riscontra questa alterazione cardiaca si possono somministrare betabloccanti, farmaci che possono tenere il ritmo del cuore sotto controllo e ridurre fino all’uno per cento il rischio di Sids.
    Un elettrocardiogramma in epoca neonatale, tra il 15° e il 25° giorno di vita, potrebbe contribuire all’identificazione precoce dei piccoli a rischio per malattie cardiovascolari.
    Per questo motivo il ministero della Sanità ha proposto di inserire nel prossimo piano sanitario nazionale l’elettrocardiogramma gratuito per tutti i neonati nei primi giorni di vita.
    Nel frattempo comunque, le mamme che lo desiderano possono richiedere la prescrizione dell’elettrocardiogramma entro il primo mese di vita del piccolo al pediatra di famiglia.

    In Rete:
    Associazione Semi per la Sids
    Associazione Sids International

     

    Angela Salini

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