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Allattamento al seno, le regole per iniziare bene

ottobre 3, 2016 3:10 pm

Allattare il proprio bambino al seno è importante ma non sempre la neo mamma sa come fare. Gli esperti della Società Italiana di Neonatologia spiegano alle mamme come iniziare bene.

Non c’è nulla di più naturale che allattare al seno il proprio bambino: basti pensare a quello che succede in natura, tra le bestiole. Eppure non tutte le mamme si avviano con serenità a questa esperienza. La fatica del parto, l’impegno che comporta prendersi cura del neonato, le prime difficoltà se il piccolo non si attacca al capezzolo sono spesso incentivi a lasciare perdere. Secondo gli esperti, soltanto il 10% mamme continua a nutrire al seno il bambino oltre i 6 mesi, rispetto al 90% che comincia a farlo. Già al momento della dimissione la percentuale scende al 77% e dopo 4 mesi meno di un terzo delle mamme allatta ancora. Per stimolare le neo mamme a proseguire l’allattamento il più a lungo possibile, la Società Italiana di Neonatologia in occasione della Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno, che si svolge proprio in questi giorni, ha messo a punto un decalogo.

1. Informarsi: comprendere realmente i benefici dell’allattamento al seno è essenziale per trovare la motivazione a nutrire così il proprio bambino. Il latte materno è ricco di anticorpi che stimolano le difese del piccolo contro le malattie, è nutrizionalmente perfetto, è alla temperatura giusta ed è sempre disponibile ed è gratuito;

2. Creare legame con bimbo: la donna deve essere lasciata tranquilla, sostenuta senza ingerenze o critiche, anche se costruttive. È la mamma che stabilisce con naturalezza qual è la posizione migliore per allattare il proprio bimbo e non sempre è quella classica con il piccolo tra le braccia. Molte allattano a letto sdraiate su un fianco. Ad altre piace la posizione sotto braccio, detta anche a presa da pallone da rugby, con i piedini sotto il braccio e il viso rivolto al seno;

3. Allattare a richiesta: soprattutto nei primi giorni si devono ascoltare le esigenze del bambino. Lo stomaco del neonato è piccolissimo, può contenere quantità minime di latte e, soprattutto, è ancora abituato a una nutrizione quasi continua come quella che riceveva nell’utero. Quindi le sue esigenze alimentari, brevi ma frequenti, vanno assecondate. Più avanti, il bambino imparerà ad assumere più latte e le poppate si distanzieranno;

4. Niente cucciotto nei primi giorni: se il bambino si abitua al ciuccio può faticare ad attaccarsi al seno, quindi va evitato nelle prime settimane. Dalla 3-4° settimana in poi può essere utile perché ha effetti protettivi sulla sindrome della morte improvvisa;

5. Latte artificiale solo se non ci sono alternative: se la mamma non ha latte, se ha malattie che le impediscono di allattare, se per qualsiasi ragione il bambino non riesce a nutrirsi al seno, si può chiedere al pediatra un suggerimento per il latte di formula, ma deve essere davvero l’ultima possibilità;

6. Considerare le banche del latte: alcune donne che hanno tanto latte lo offrono alle banche, dove viene trattato e preparato per essere offerto ai bambini che non possono assumere altri tipi di latte;

7. Donare il latte, se è tanto: se si ha la fortuna di avere tanto latte, si deve considerare la possibilità di donarlo. Per i prematuri il latte di donna è un vero e proprio farmaco salvavita. Neonati pretermine: Quando il latte materno non è subito disponibile per i prematuri, soprattutto quelli di peso alla nascita inferiore a 1500 g ricoverati in Terapia intensiva neonatale, il latte umano donato può essere considerato alla stregua di un farmaco essenziale.

8. Tirare e conservare il latte: il latte può essere spremuto manualmente o con appositi tiralatte. Serve per assicurare nutrimento al figlio nel caso in cui ci si debba assentare, può essere riposto anche in freezer e per mantenere attiva la ghiandola mammaria se il piccolo poppa meno efficacemente se ad esempio è raffreddato;

9. Nutrirsi bene: una dieta varia e sana, adatta alle esigenze della mamma, è essenziale per donna e bimbo. Non serve mangiare tanto più del solito, poiché a una donna che allatta bastano 500 Kcal al giorno in più. È inutile anche eliminare particolari alimenti per prevenire le allergie e non è vero che determinati cibi o bevande possano far aumentare la produzione di latte. È vero che si deve bere molta acqua perché il latte è costituito proprio di acqua. Se si segue una dieta vegetariana o vegana, ci si deve far consigliare da un esperto perché eliminare le proteine animali significa esporre il piccolo a carenza di vitamina B12. Vanno eliminati tutti gli alcolici, anche quelli a bassa gradazione come la birra;

10. Non prestare fede ai falsi miti: si può continuare ad allattare anche se ci sono lesioni al capezzolo o se la mamma ha l’influenza o il raffreddore. L’interruzione non deve mai essere troppo brusca. Una donna miope, infine, può allattare senza problemi.

Lina Rossi

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