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Più vitamina D alle mamme che allattano

settembre 7, 2016 3:31 pm

Le donne in allattamento dovrebbero assicurarsi una giusta quantità di vitamina D, è utile per rafforzare le ossa del bambino e le proprie. Vediamo a quali fonti attingere

È stata per troppo tempo sottovalutata la vitamina D, oggi è certo che, se carente nell’organismo, le ossa si indeboliscono. È anche possibile che dosi troppo basse di questa sostanza coincidano con un calo del tono dell’umore e della capacità di concentrazione. A rischio di carenza è soprattutto la donna che allatta il proprio bambino. Il latte, infatti, apporta al piccolo calcio e altri minerali, proteine e vitamine tra cui la D. Per la produzione del latte tali sostanze vengono sottratte al corpo della madre. Ecco perché è importante fare scorta di questa vitamina.

Tanto sole, pesce e uova
In particolare è essenziale l’assunzione di vitamina D nella forma attiva, chiamata acido docosaesaenoico o DHA, necessario per un corretto sviluppo delle strutture cerebrali e retiniche. Si raccomanda in allattamento, cosi come in gravidanza, l’assunzione di 100-200 mg/die di DHA in più rispetto a quanto indicato per la donna adulta. La dose maggiore di questa preziosa sostanza è assicurata prima di tutto dall’esposizione al sole: è bene approfittarne in estate e nei mesi in cui i raggi sono ancora intensi, ricorrendo a una protezione solare adeguata, non troppo alta per evitare di schermare proprio tutti i benefici raggi. Nei mesi di sole, la quantità di vitamina D che viene sintetizzata è poi immagazzinata nel fegato, dove resta come scorta nei giorni di minore irradiazione solare. È bene ricordare che il sole aiuta di più le donne con pelle chiara, mentre quelle con carnagione olivastra o scura hanno un filtro naturale nella melanina e possono avere qualche difficoltà in più. La vitamina D si può procurare anche con il cibo, anche se in quantità più limitate: dal salmone e da altri pesci grassi, dalle uova, dal latte e da alcuni vegetali di colore verde.

Può essere utile un supplemento
Ricorrere a un integratore di vitamina D per le donne che allattano può essere un vantaggio per i bambini, possono così contare su livelli più alti di questa vitamina, essenziale soprattutto nelle prime fasi della crescita, per fissare il calcio e il metabolismo delle ossa. La carenza di vitamina D espone al rachitismo, una malattia delle ossa che consiste in uno scarso sviluppo per la carenza di calcio, la cui dose adeguata è garantita anche dall’apporto sufficiente di vitamina D, per evitare di avere le ossa deboli e fragili. È quanto risulta da una ricerca dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, pubblicata su Journal of Nutrition. Gli studiosi hanno coinvolto 90 donne, in allattamento esclusivo al seno per sei mesi. Dai risultati è emerso un aumento significativo dei livelli di vitamina D nel sangue dei neonati le cui madri hanno assunto una quantità maggiore di vitamina. È quindi opportuno parlare con il proprio ginecologo, per sapere se è il caso di ricorrere a una specifica integrazione.

Sahalima Giovannini

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