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Il pianto dei neonati disorienta i genitori

maggio 31, 2016 9:21 am

Davanti al pianto disperato di un neonato ogni genitore è disorientato e senza soluzioni e poco conta se è il primo, il secondo o il terzo bimbo nato, l’esperienza non è sufficiente.

Non importa quanti figli si hanno già avuto, capire il perché un neonato piange disperatamente è davvero un’impresa. Ci si sente smarriti, come se la testa andasse in tilt e non fosse più in grado di ragionare. È una sensazione comune a molti genitori e non si tratta solo di un impressione soggettiva: il pianto dei bambini modifica realmente le reazioni nervose dei genitori, inducendo il cervello a funzionare in modo diverso.

Genitori smarriti dal pianto del neonatoi
Lo conferma una ricerca canadese, pubblicata sulla rivista Plos One: gli autori dello studio piegano che il pianto dei bimbi può modificare le modalità con cui mamma e papà pensano e agiscono. Per giungere a questa conclusione sono stati svolti test su un campione di 12 volontari, ai quali è stato chiesto di svolgere alcune mansioni, come per esempio identificare i colori di una parola stampata senza badare al significato, dopo aver sentito dei bambini ridere o piangere. Nel frattempo veniva svolto un elettroencefalogramma. Si è scoperto che coloro a cui era stato fatto ascoltare il pianto erano più lenti, meno attenti ed erano soggetti a una sorta di conflitto cognitivo a livello cerebrale Coloro che avevano ascoltato la risate dei bambini erano più attenti. A parere degli esperti, il fatto che il pianto sia così distraente ha un significato bio-antropologico: è preliminare al richiamo dell’attenzione da parte dei genitori fin dalle epoche in cui la specie umana correva più rischi di oggi in termini di sopravvivenza e dunque tutta l’attenzione doveva essere dedicata al bambino in lacrime.

Come capire e come comportarsi
Il problema del piccolo che piange è un vero e proprio enigma e nemmeno i genitori più navigati riescono a interpretare. È vero che per i genitori al primo figlio può essere ancora più complesso. Va detto che il pianto strillato, con il visino arrabbiato, può indicare un bisogno da soddisfare, per esempio la fame o il pannolino sporco che dà fastidio. Il pianto cantilenato è indice di stanchezza e nervosismo: il bimbo ha bisogno di essere cullato un pochino e poi di essere messo a riposo, perché potrebbe aver vissuto esperienze, come una passeggiata troppo movimentata o una visita dei parenti che possono averlo stancato. Il pianto disperato è indice di un dolore fisico: per esempio un dolore addominale da colica o un fastidio particolarmente intenso per i denti. È giusto dedicare la dovuta attenzione per soddisfare la necessità del bambino, senza viziarlo troppo correndo da lui ogni volta che piange. Il piccolo però va ascoltato e capito perché il pianto è l’unico modo che conosce per comunicare le sue necessità. È anche importante non perdere la calma. Troppi genitori, specialmente se single o soli, perdono la testa e possono avere reazioni esagerate con il bimbo. Prima che questo accada è essenziale chiedere aiuto a un parente, a un amico oppure al consultorio, a disposizione per qualsiasi difficoltà dei neogenitori.

Sahalima Giovannini

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