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Depressione post partum, dove rivolgersi

maggio 13, 2016 3:02 pm

La festa della mamma è appena passata e ha parlato di gioia e felicità, ma non sempre le neo-mamme sono serene. È importante aiutarle a combattere la depressione dopo il parto.

La nascita di un bambino dovrebbe essere il momento più felice nella vita di una donna. Almeno, spesso è così e lo è nell’immaginario collettivo. In realtà, ci si scontra spesso con difficoltà oggettive, come il fatto di essere sole a gestire un bambino piccolo, la mancanza di sonno e di energie, i problemi economici e gli squilibri ormonali responsabili del pianto. Sta di fatto che invece di essere felici si è giù di morale, o decisamente depresse. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, già nelle prime due settimane dopo il parto può subentrare la Maternity Blues, un disturbo caratterizzato da fragilità emotiva e tendenza al pianto. Il Blues riguarda una percentuale che varia tra il 30 e il 70% delle neo-mamme.

Dalla tristezza alla depressione vera
La Maternity Blues si risolve spontaneamente a distanza di qualche settimana dal parto. La donna recupera parte delle sue energie fisiche, sviluppa un attaccamento con il bambino. Tra madre e figlio si crea un legame affettivo e comunicativo che permette di alleviare le difficoltà psicofisiche e di crescere insieme. Questo succede soprattutto alle donne che possono contare su una valida rete di aiuti famigliari, su un compagno presente e su una relativa stabilità economica, ma non sempre è così. A volte la depressione lieve non si risolve, pur senza un apparente motivo e può evolvere in forme più serie: dalla depressione post partum vera e propria, che riguarda circa il 15% delle donne alla Psicosi Post-Partum, in realtà rara perché riguarda lo 0,1% delle neo-mamme, ma che può avere conseguenze molto serie, con ripercussioni sul benessere della donna e sulla sicurezza stessa del bambino. E’ quindi importante intervenire prontamente alle prima avvisaglie, quando il passaggio spesso impercettibile dalla Maternity Blues alla depressione rischia di non essere identificato, soprattutto da occhi non esperti come quelli del compagno o delle nonne. Il conforto affettuoso, fatto di frasi come – come fai a non essere felice, con un bambino così bello e sano –  non sono purtroppo di aiuto, anzi possono contribuire a far sentire la mamma un’ingrata o come minimo una persona inadeguata e ad aumentare il malessere.

Occorre una diagnosi precoce
Il compito di fare la diagnosi per tempo spetta agli operatori sanitari esperti, come quelli dell’Ambulatorio Perinatale dell’Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma, un centro da poco inaugurato per combattere la depressione dopo il parto. Intervenire prontamente è fondamentale anche e soprattutto per la futura salute mentale del bambino. Questi disturbi riguardano la donna nel primo anno di vita del neonato, in un momento particolarmente significativo in cui il piccolo instaura la relazione di attaccamento con la mamma, risulta evidente come il disagio della donna possa influenzarne lo sviluppo. Numerosi sono gli studi scientifici che correlano lo stato depressivo della mamma con lo stile di attaccamento del figlio e la sua salute mentale: tra questi, un’importante ricerca longitudinale di recente pubblicazione sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry – Murray et al.2011, ha evidenziato come figli di donne con depressione post-partum, monitorati periodicamente fino ai 16 anni, abbiano maggiori probabilità di cadere in depressione rispetto a figli di neo-mamme non depresse.

Anche l’Associazione Guida per Genitori  offre un servizio  di consulenza diretta on-line da oltre 15 anni rispondiamo a tutte le domande che pervengono in redazione nell’arco di 48 ore in modo privato e gratuito, fornendo in questo modo oltre al supporto medico-psichiatrico anche consigli sanitari. Utile è l’auto somministrazione del Test di Edinburgh, il punteggio ottenuto, rispondendo alle 10 domande, sarà  l’indicatore di una eventuale depressione.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Direttore scientifico di Guidagenitori.it

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