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Igiene e medicazione del cordone ombelicale

maggio 11, 2016 4:23 pm

Nei primi giorni dopo la nascita è importante dedicare più attenzione al moncone, residuo del cordone ombelicale ed alla piccola ferita che resta dopo la sua caduta.

Della sua presenza non rimane che un piccola fossetta in mezzo all’addome. Eppure – lui – il cordone ombelicale, è il tramite fondamentale tra la mamma e il bimbo durante la vita fetale, è attraverso il cordone che avvengono tutti gli scambi di ossigeno e di sostanze nutritive. Subito dopo la nascita, il cordone viene reciso a circa 5 centimetri dall’addome del piccolo. Resta un piccolo moncone somigliante a un bastoncino arrotolato su se stesso, destinato a cadere circa due settimane dopo la nascita. Nel frattempo, però, ha bisogno di molte cure: va disinfettato con cura tutti i giorni, anche più volte al giorno. Ecco come procedere.

L’igiene giorno per giorno
Il moncone deve essere disinfettato almeno una volta al giorno e comunque ogni volta che la garza in cui è avvolto si bagna di pipì. La regolarità della medicazione va seguita anche dopo la caduta del moncone. La ferita ha bisogno di circa sei – otto giorni per cicatrizzare completamente. Eseguire la pulizia del monconcino non è difficile, bastano pochi accorgimenti. Con una garza sterile imbevuta di disinfettante si deterge delicatamente l’attaccatura, quindi con una seconda garzina asciutta si avvolge bene il moncone, cercando di compiere più giri possibile. La medicazione si fissa al pancino con una reticella tubolare elastica precedentemente tagliata a uno spessore di circa 5 centimetri. Dopo che il moncone si è staccato, si pulisce la ferita con una garza imbevuta di disinfettante, quindi si cerca di lasciare la parte il più possibile all’aria, in modo che la crosticina asciughi bene e quindi, una volta secca, cada spontaneamente. Per sicurezza, è bene osservare le manovre delle puericultrici del nido nel reparto maternità: sarà una preziosa guida per quando, a casa, bisognerà ripeterle.

A che cosa prestare attenzione
Per pulire il moncone e poi la ferita vanno utilizzate solo ed esclusivamente garze sterili. Vanno evitate bende, cerotti e cotone idrofilo: irritano la pelle e impediscono l’evaporazione del disinfettante, favorendo la macerazione della pelle. Se il neonato piange mentre viene medicato, nessuna paura: il moncone è completamente insensibile. Il pianto è dovuto verosimilmente alla sensazione di freddo che il disinfettante provoca sul pancino. Dopo che il moncone è caduto, invece, è bene utilizzare disinfettanti non irritanti, del tipo acqua ossigenata, così da non provocare bruciore alla ferita, non ancora del tutto cicatrizzata. Attenzione invece a eventuali infezioni: anche se raramente, il moncone può infettarsi. L’onfalite è causata da un batterio, lo Staphylococcus aureus. Si manifesta con secrezioni giallastre, dolore nella zona dell’ombelico e a volte febbre. E’ necessario consultare il pediatra e se necessario, prescriverà una cura antibiotica. Il granuloma si verifica se la cicatrizzazione procede lentamente. Si forma una sporgenza accompagnata da secrezione di pus. In genere il pediatra consiglia l’applicazione locale di nitrato d’argento. L’infiammazione guarisce in pochi giorni. È bene rivolgersi al pediatra se si notano tracce di secrezione giallastra sulla garza o sulla cicatrice e se l’ombelico presenta un rigonfiamento che si accentua quando il piccolo piange, tossisce o compie uno sforzo ed ancora, se la pelle attorno all’ombelico è irritata.

Sahalima Giovannini

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