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Il latte umano, un alimento irripetibile

maggio 2, 2016 3:02 pm

Così prezioso e così complesso: il latte materno è talmente unico che gli esperti lo stanno ancora studiano. Ha la capacità di mutare per adattarsi alla crescita del bambino.

Unico tra tutti i tipi di latte umani, così complesso da non essere stato ancora stato codificato completamente dagli scienziati: è il latte materno, l’alimento che per secoli, prima che fossero messi a punto i prodotti di formula, ha permesso la sopravvivenza della specie e i cui benefici non smettono di essere scoperti. Gli ultimi esperti in ordine di tempo sono i ricercatori dell’università di Zurigo, hanno pubblicato una revisione di diversi studi sulla rivista Trends in Biochemical Sciences.

Zuccheri per nutrire i batteri intestinali
Contiene oltre 200 tipi di zuccheri diversi, in quantità doppia rispetto al latte vaccino ed è il più complesso tra quello di tutti i mammiferi. Si è scoperto che queste molecole non servono soltanto a nutrire il bambino. I neonati alla nascita sono completamente privi di flora intestinale, mentre a pochi giorni di vita hanno una popolazione di milioni di batteri buoni. Merito proprio di questi zuccheri, che costituiscono il nutrimento dei batteri. Il primo obiettivo del latte materno è quindi favorire la crescita e la colonizzazione dell’intestino da parte di specifici gruppi di batteri che sono in grado di digerire queste molecole di zucchero. In questa fase, il latte si chiama colostro ed è un liquido denso e giallognolo, ricco di acqua e digeribile, perfetto nei primi giorni di vita, quando il piccolo tende a perdere liquidi e può disidratarsi. Inoltre, le proteine contenute nel colostro forniscono al bebé particolari anticorpi: le immunoglobine A e le IgA, sostanze di difesa che vanno a rivestire le pareti intestinali, favorendo lo sviluppo del sistema immunitario del bambino per proteggerlo da infezioni, malattie e reazioni allergiche.

Anticorpi per lo sviluppo del sistema immunitario
Inoltre le sue molecole rallentano la crescita di batteri pericolosi, coordinando l’attività delle cellule dei globuli bianchi. Il latte materno ha anche un’altra straordinaria proprietà: si modifica nel tempo, cambiando la sua stessa composizione, per rispondere meglio alla necessità di crescita del neonato. Dopo circa 10 giorni il seno materno produrrà il latte vero e proprio: fluido e dal sapore piuttosto dolce. Questo latte offre al piccolo tutto il nutrimento di cui ha bisogno e nel modo più equilibrato. È la richiesta del bambino stesso a regolare la formazione e l’afflusso di latte. La quantità prodotta ogni giorno aumenta progressivamente per il primo mese di allattamento arrivando a produrre tra i 600 e i 900 grammi al giorno fino al sesto mese. In caso di gemelli, il seno riesce a produrre la doppia quantità di latte per assicurare nutrimento a due bambini. Dopo un mese dalla nascita, quando il sistema immunitario del bambino è già maturo e autonomamente funzionante, la composizione del latte si modifica ulteriormente e il livello di anticorpi materni si riduce, mentre diminuisce la differenziazione delle sue molecole di zucchero. Al contrario aumenta il numero di grassi e di altri nutrienti che sostengono la crescita. Ecco tutte le ragioni per cui la scienza dell’alimentazione, nel corso del tempo, ha cercato di imitare il più possibile il latte di donna. I risultati sono piuttosto soddisfacenti e per fortuna esistono questi prodotti in grado di soddisfare le esigenze nutrizionali del neonato nel caso la mamma non possa allattare. L’allattamento al seno dovrebbe essere garantito al piccolo per almeno sei mesi. In caso di difficoltà nell’attaccare il piccolo al seno è opportuno farsi aiutare da consulenti dell’allattamento, per non privare il bambino di questo nutrimento unico e speciale.

Giorgia Andretti

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