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Svezzamento troppo dolce? Il bambino rifiuterà le verdure

settembre 15, 2015 9:49 am

Se la pappa dello svezzamento ha un sapore troppo dolce, i gusti del bambino potrebbero essere influenzati in negativo e in futuro difficilmente amerà le verdure.

Quando prepariamo le prime pappe dei nostri figli, abbiamo il piacere che mangi volentieri quello che proponiamo nella certezza che cresca sano e forte. In questa fase però i bambini stanno anche formando il loro personale gusto, quindi è bene prestare attenzione anche ai sapori dolci, salati e amari che mescoliamo insieme. Sembra infatti che proporre pappe dal gusto troppo dolce disabitui i bambini a gusti più intensi, soprattutto all’amaro – salato che è, guarda caso, il sapore classico delle verdure.

Pappe dal sapore troppo dolce
È la conclusione alla quale sono giunti alcuni studiosi dell’Università di Glasgow, autori di un’indagine pubblicata sulla rivista – Maternal and Child Nutrition. L’indagine ha analizzato oltre 300 alimenti per l’infanzia di varie marche, accorgendosi che la maggior parte di essi contiene troppa frutta e verdure come carote, mele, banane e patate di sapore dolce e quindi ben accettato dai bambini. I ricercatori hanno notato una mancanza di cibi amari a foglia verde, come gli spinaci e si sono accorti che anche negli alimenti sapidi erano presenti tracce di zucchero, fino al 7%. Ed è noto che la combinazione – dolce – più salato – aumenta notevolmente l’appetibilità di un cibo. In questo modo, però, si abituano i bambini a preferire i sapori troppo intensi, quindi artefatti, mostrando disinteresse per i gusti più naturali e delicati. Il rischio è che i bambini, già nei primi mesi di vita, siano invogliati ad assaporare il gusto troppo dolce, sviluppando così una preferenza per il trash food che oggi è tra le cause principali dell’obesità infantile.

Non si insegna ad amare le verdure
L’obiettivo dello svezzamento non è semplicemente nutrire i bambini, ma formare il loro gusto in modo che imparino ad apprezzare una grande varietà di cibi, anche quelli che hanno un sapore meno adatto alle innate preferenze. Infatti è certo che il neonato apprezza il sapore dolce del latte materno e, inoltre, le ecografie effettuate in età gestazionale mostrano che il feto è più reattivo quando la mamma assume un alimento ricco di zuccheri, che giungono al bambino attraverso la placenta. Una volta nato e, soprattutto, quando entra nella fase dello svezzamento, il gusto va però aiutato ad sperimentare altre varianti di gusti. L’ideale sarebbe che durante l’allattamento al seno la donna consumasse anche vegetali di sapore amarognolo, come spinaci, erbette e insalata, in modo che il bambino impari a sperimentare e catalogare sapori nuovi. Purtroppo, il timore che il bambino rifiuti di mangiare e, quindi, non cresca a sufficienza, è abbastanza diffuso tra le mamme e le nonne, figlie della cultura di una volta, secondo la quale non si mangiava mai abbastanza. Era pratica diffusa un tempo, e purtroppo continua ad esserlo ancora oggi, aggiungere cucchiaini di zucchero alla macedonia e intingere il ciucciotto nel miele per calmare il bambino.

Verdure amarognole fin dai primi mesi
Un tempo, però, non c’era il tasso di sovrappeso e di obesità che esiste oggi e quelle aggiunte erano spesso i soli veri sfizi dolci concessi a un bambino. Oggi invece è fondamentale che i bambini imparino ad apprezzare anche i sapori meno adatti e questo deve essere fatto subito, durante lo svezzamento, quando avviene la maturazione neurologica dell’area del gusto. Più avanti, quando il bambino avrà due o tre anni, sarà difficile far modificare le preferenze del centro neurologico del gusto: prima, invece, un bambino è più aperto alle novità e accetta con fiducia quello che gli è proposto dai genitori. Quindi è bene iniziare a inserire nel menu quotidiano più vegetali, anche quelli di gusto amarognolo, senza aggiunta di sapori artefatti: solo così imparerà ad apprezzare tante varietà di cibo.

Luisa Zotti

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