prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Le mamme usano il bambinese, i papà parole compiute: bene in entrambi i casi

giugno 3, 2015 2:33 pm

Il linguaggio dei bambini è influenzato dal modo in cui mamma e papà si rivolgono a loro: le mamme usano un linguaggio infantile, i papà parole serie. Proprio questa alternanza consente un sano sviluppo linguistico.

I papà di oggi sono moderni e disponibili, cambiano il pannolino e si alzano durante la notte, giocano con i figli, ma proprio non voglio sapere di utilizzare il bambinese o motherese, quel linguaggio infantile, inesistente, che ogni mamma crea a misura del proprio bebè, modificando l’intonazione e storpiando un po’ le parole. I papà parlano al proprio figlio come se fosse un adulto, utilizzando termini complessi. Chi ha ragione? Entrambi. Sia il tipo di linguaggio usato dal papà, sia quello della mamma sono necessari all’arricchimento linguistico del bambino e al suo sviluppo neurologico.

La ricerca premia i due linguaggi
La differenza tra i genitori e’ evidenziata da una ricerca della Washington State University, la prima su questo tema, presentata all’Acoustical Society of America conference, dalla quale però emerge anche che questo non rappresenta particolarmente un problema, perché entrambi gli approcci fanno bene alla crescita nel linguaggio dei bimbi. I ricercatori hanno registrato tutte le conversazioni di un gruppo di famiglie con bambini piccoli nel corso di una giornata: un software ha analizzato nel differenze in come i genitori parlavano ai loro figli o agli adulti. È emerso che le madri, quando parlavano con i piccoli avevano un tono di voce più alto, che scendeva e saliva di più che rispetto a quando si rapportavano con un adulto, mentre i padri utilizzavano lo stesso modello di intonazione, senza differenze rispetto all’interlocutore. Gli autori della ricerca sostengono che non è un difetto dei padri: anche questo tipo di linguaggio è essenziale per l’apprendimento dei figli, ma in un modo diverso. I genitori sono complementari per l’apprendimento delle lingue dei loro figli.

Parlare ai bambini è fondamentale
L’importante è che al bambino si parli, senza stordirlo di raccomandazioni ovviamente, ma inserendo il piccolo nei discorsi quotidiani della famiglia durante il gioco, la pappa e le normali attività. Parlare con il nostro piccolo ha un’importante funzione nella sua relazione psico-cognitiva verso il mondo esterno, perché lo abitua anche a relazionarsi con gli altri, a comprenderli, a farsi capire con chiarezza. Non perdiamo quindi occasione di parlare con il bimbo sempre, tutte le volte che vogliamo, pronunciando le parole in modo chiaro e dolce. Non occorre inventarsi nulla di particolare, basta raccontargli quello che si sta facendo con lui ad esempio: – adesso vieni con la mamma che facciamo un bel bagnetto. Hai visto che bella vaschetta con acqua tiepida e profumata? – oppure – andiamo a preparare la cena per il papà che torna stanco. Che ne dici se cuciniamo gli spaghetti al sugo? – e così via. Importanti anche le parole sonore per esempio quelle che compongono una canzone o una filastrocca. I bambini ne percepiscono l’effetto calmante, le ripetizioni hanno suoni gradevoli e rassicuranti. Poco per volta imparano a memorizzarli e, quindi, a imparare il loro significato. Cantare una canzone al nostro bambino o sussurrargli una filastrocca in particolari momenti, per esempio quando deve fare la nanna o quando è un po’ nervoso, ha non solo l’effetto di calmarlo, ma contribuisce non poco al suo sviluppo neuro-linguistico. E, poco per volta, il piccolo inizierà a imitare i genitori: avviene attorno all’anno, quando inizia ad associare a un suono il senso compiuto di una parola. È il primo passo verso la conquista del linguaggio.

Sahalima Giovannini

- -


ARTICOLI CORRELATI