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Single e adozioni

marzo 30, 2001 12:00 pm

Il nostro ordinamento non ammette questa possibilità se non in alcune circostanze espressamente previste Da anni in Italia si discute della possibilità di concedere anche a persone non coniugate il diritto all’adozione. Ma questa possibilità è stata fino ad oggi negata sul presupposto che nell’interesse del minore vale il concetto di famiglia sorretto dal vincolo…

Il nostro ordinamento non ammette questa possibilità se non in alcune circostanze espressamente previste

Da anni in Italia si discute della possibilità di concedere anche a persone non coniugate il diritto all’adozione. Ma questa possibilità è stata fino ad oggi negata sul presupposto che nell’interesse del minore vale il concetto di famiglia sorretto dal vincolo del matrimonio. Il limite è stato ribadito anche in occasione della modifica alla Legge sull’adozione, la legge 184 del 4 maggio 1983, approvata in via definitiva dal Senato il 1 marzo scorso.
Tuttavia, come già previsto dal vecchio ordinamento, il nuovo testo prevede delle eccezioni, dei casi particolari nei quali un minore può essere dato in adozione ad una persona non legata dal vincolo del matrimonio. Il nuovo articolo 21, che sostituzione l’articolo 25, consente, ad esempio, l’adozione da parte del singolo se uno dei coniugi, nel corso dell’affidamento preadottivo, muore o diviene incapace o se, sempre nel corso dell’affidamento preadottivo, interviene una pronuncia di separazione tra i coniugi affidatari. Il nuovo articolo 25, in sostituzione dell’articolo 44, ammette inoltre l’adozione anche da parte di una persona singola, se il richiedente è unito al minore, orfano di madre e di padre, da vincolo di parentela fino al sesto grado o da rapporto duraturo e stabile preesistente alla perdita dei genitori, nonché quando sia figlio di genitori in gravi e irreversibili condizioni di salute. Ancora, l’adozione da parte di persona “non coniugata” può verificarsi quando il minore sia stato adottato in precedenza dall’altro coniuge.

Quanti ritengono un diritto la possibilità di adozione anche a persone non coniugate fondano le proprie speranze sull’articolo 6 della Convenzione europea di Strasburgo che prevede l’adozione di un minore da parte del singolo. Le convenzioni internazionali, però, predispongono schemi generali oltre i quali il legislatore nazionale non può andare. Nulla, però, vieta al legislatore italiano di porre vincoli più rigidi rispetto a quelli previsti dalla convenzione. Ed è quello che è stato fatto in Italia nell’ambito dell’adozione.
In una recente sentenza la Corte costituzionale ha stabilito la costituzionalità dell’adozione da parte della persona singola, ma ne ha escluso l’applicabilità allo stato attuale della legislazione, proprio perché l’articolo 6 della Convenzione di Strasburgo attribuisce al legislatore nazionale soltanto una facoltà e non un obbligo. Ed è entro questi limiti che il legislatore italiano ha ammesso l’adozione del singolo solamente in speciali circostanze o “in casi particolari”, con la conseguenza che “la norma convenzionale – ha osservato la Corte Costituzionale – rimane in vigore come norma che autorizza il legislatore, se lo riterrà opportuno, ad ampliare l’ambito di ammissibilità dell’adozione di un minore da parte di un solo adottante, qualificandola in ogni caso con gli effetti dell’adozione legittimante”. La Corte Costituzionale ha, in questo modo, lascito aperta la porta aperto al riconoscimento costituzionale di nuovi “modelli” di famiglia presenti attualmente nella nostra società e di conseguenza alla possibilità che in un prossimo futuro la legge possa essere nuovamente modificata permettendo anche al singolo il diritto all’adozione.

In Rete:
La nuova legge sulle adozioni

 

Gaetano Franzese

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