prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Il colore della discordia

ottobre 24, 2000 12:00 pm

Fa discutere la decisione di un giudice che impedisce ad una coppia di adottare un bimbo di colore Il caso è di quelli che suscitano polemiche e riflessioni a tutti i livelli. Il Tribunale dei Minori di Ancona, nella persona del giudice Luisanna del Conte, ha autorizzato una coppia ad effettuare un’adozione internazionale, facendo esplicito…

Fa discutere la decisione di un giudice che impedisce ad una coppia di adottare un bimbo di colore

Il caso è di quelli che suscitano polemiche e riflessioni a tutti i livelli. Il Tribunale dei Minori di Ancona, nella persona del giudice Luisanna del Conte, ha autorizzato una coppia ad effettuare un’adozione internazionale, facendo esplicito riferimento al fatto che il bimbo non fosse di colore perché, come recita il provvedimento, “i futuri genitori non sarebbero in grado di affrontare adeguatamente le difficoltà che un inserimento del genere avrebbe comportato in una piccola comunità di provincia”. La decisione ha provocato l’immediata reazione di chi, come Marco Griffini dell’AiBi, l’associazione Amici dei Bambini, opera da anni per offrire anche ai bambini più disagiati e meno “appetibili” sul mercato delle adozioni, una sorte decorosa. Il provvedimento del giudice, ha spiegato Griffini, non farebbe altro che alimentare il razzismo che spinge le famiglie idonee all’affido a privilegiare una tipologia di bambino che viene definita “europea”, quindi del tutto assimilabile, nelle caratteristiche somatiche, ai nostri bambini. Tale tendenza incoraggerebbe le coppie a rivolgersi soprattutto verso il bacino dei paesi dell’Est, Ucraina in testa, che verrebbero letteralmente saccheggiati. In queste nazioni, al contrario di ciò che si riscontra nei paesi africani o sudamericani, i bambini non vivono una situazione di completo abbandono ma vengono prelevati dai collegi dove risiedono perché le famiglie non sono in grado di garantire loro il giusto sostentamento. E dire, argomenta Griffini, che di “ultimi degli ultimi”, i bimbi che vivono situazioni di profonda incuria, ce ne sono veramente troppi ma, come succede per i 220 piccoli brasiliani pronti all’adozione, mancano le richieste.

Questa vicenda ha aperto molteplici fronti polemici. E’ sempre vero che le piccole comunità di provincia non siano umanamente e psicologicamente “attrezzate” per accogliere ed integrare adeguatamente un bambino di colore? Raggiunta dalle aspre critiche, il giudice Del Conte si è giustificata affermando che sono sempre più spesso i genitori a escludere la possibilità di adottare un bimbo nero per non farsi carico dei problemi che il processo d’integrazione comporta inevitabilmente. E’ anche vero, ha ribattuto Griffini, che tutti i bambini stranieri, con il loro carico di sofferenza e disagio psicologico, arrivati nel nostro paese, affrontano lunghi e tormentati periodi di adattamento, sia che si stabiliscano in grossi centri urbani sia che risiedano in piccole località di provincia. Inoltre non è difficile pensare che la cultura della solidarietà che resiste ancora nelle comunità più piccole, possa risultare funzionale ad un più rapido e indolore inserimento del “soggetto” estraneo.

Inoltre, rimane ancora inevasa la domanda, che spesso anche i magistrati evitano di porsi, se le coppie che decidono di adottare un bimbo, italiano o straniero che sia, tentino così di soddisfare un proprio bisogno o seriamente vogliano offrire al piccolo condizioni di vita più umane. Le attitudini delle coppie che richiedono di adottare un bambino risentono spesso di pressioni estranee alla semplice volontà di accogliere e amare una creatura sfortunata, rispondendo ad esigenze di “accettabilità” sociale. In questo caso, evidentemente, accollarsi il carico, spesso molto oneroso, di introdurre un bambino di colore nella nostra società, esplicitamente tollerante ma tacitamente ancora ostile alla diversità, diventa una variante non prevista e, possibilmente, da evitare accuratamente.

In Rete:
Associazione Amici dei Bambini
Associazione Nazionale Magistrati Minorili e per la famiglia
Elenco di tutte le associazioni per l’adozione

 

Giancarlo Strocchia

- -


ARTICOLI CORRELATI