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Adozione a distanza, come funziona

settembre 24, 2015 9:25 am

Adottare a distanza significa inviare una piccola quota mensile ad una ONLUS per garantire cibo, medicine ed istruzione a un bambino a cui questi privilegi sono negati.

Esiste un modo semplice, efficace e, a dirla tutta, nemmeno troppo costoso per fare del bene agli altri: si tratta dell’adozione a distanza. In pratica è prendersi cura di un bambino attraverso l’invio di una quota mensile ad una delle organizzazioni umanitarie seriamente accreditate che si occupano di farla arrivare a destinazione. In Italia l’adozione a distanza è ancora poco diffusa, ci sono ancora molti dubbi in proposito… se, invece, ci si affida ad un’organizzazione seria, si può stare sicuri di portare aiuto concreto a un bambino, garantendogli ogni giorno cibo, farmaci e l’istruzione.

Come iniziare un’adozione a distanza
Spesso a sottoscrivere l’adozione a distanza sono famiglie con figli e che desiderano dare una mano alle famiglie nelle regioni più disagiate del mondo: dall’Africa al Medio Oriente, ad alcune zone dell’America del Sud. A scegliere un’adozione a distanza però sono spesso anche i sigle, coppie di anziani già nonni, coppie difidanzati che voglio farsi un regalo generoso e non solo centrato su se stessi. Per essere sicuri di rivolgersi ad un’associazione seria, si può cercare in rete alla voce Adozioni a distanza: compariranno i nomi di organizzazioni con tanto di codice fiscale, indirizzo di sede legale le quali in modo trasparente propongono a chi intende adottare due tipi di possibilità: comunitaria oppure personalizzata. L’adozione comunitaria significa prendersi cura di un gruppo di persone, per esempio di una casa famiglia oppure di una scuola o di un paese, fornendo una cifra che verrà destinata di volta in volta a progetti, come la costruzione di un pozzo, l’acquisto di materiale didattico o di medicine. L’adozione personalizzata si focalizza invece su un bambino, non necessariamente orfano: spesso è un bambino inserito in una famiglia poverissima e, aiutando lui, si dà una mano a tutta la famiglia.

Il rapporto con il bambino adottato
La quota che viene versata periodicamente non è necessariamente fissa. Di solito per le adozioni personalizzate la cifra viene versata una volta al mese e si aggira tra i venti e i trenta euro al mese circa. Per le adozioni comunitarie si possono corrispondere cifre diverse, a intervalli maggiori di tempo, per esempio 50 euro ogni due mesi. Una volta deciso il tipo di adozione si possono prendere i contatti con l’associazione, telefonando, scrivendo con posta tradizionale oppure attraverso il web. Successivamente si sarà contattati per decidere il tipo di progetto o adozione che si vuole sostenere e stabilire le modalità del contributo periodico. La serietà dell’associazione si può misurare anche con il fatto che vengono mantenuti i contatti tra il bambino o la comunità adottata, la famiglia e l’organizzazione stessa, che invia periodicamente il rendiconto delle cifre versate e ogni anno manda un modulo per scaricare le quote nella dichiarazione dei redditi. Il modo in cui vengono utilizzate le cifre viene testimoniato da foto, documenti, lettere spesso scritte dal bimbo adottato mostrando in questo modo i progressi a scuola proprio grazie all’aiuto della famiglia. L’adozione a distanza insomma è un modo concreto per fare del bene, più che mai oggi quando tante persone stanno vivendo momenti di difficoltà e di dolore.

Lina Rossi

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