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L’affidamento familiare

novembre 10, 2003 12:00 pm

Ecco cosa prevede la legge che regola questa preziosa possibilità per i bambini che hanno bisogno d’amore Considerare di diventare affidatari di un minore comporta un percorso burocratico, che per fortuna si è snellito. La vera difficoltà sta nel fatto di dover mettere in conto la temporaneità dell’affidamento (che va in genere da pochi mesi…

Ecco cosa prevede la legge che regola questa preziosa possibilità per i bambini che hanno bisogno d’amore

Considerare di diventare affidatari di un minore comporta un percorso burocratico, che per fortuna si è snellito. La vera difficoltà sta nel fatto di dover mettere in conto la temporaneità dell’affidamento (che va in genere da pochi mesi a un massimo di due anni) e, di conseguenza, il dispiacere che si proverà in seguito alla separazione dal minore. Ancor più dell’adozione, l’affidamento è quindi uno straordinario gesto d’amore per il quale, più della legge, conta la disponibilità e la generosità.
Per chi volesse saperne di più possiamo cominciare ricordando che l’affidamento dei minori è disciplinato dalla Legge 149 del 2001 che modifica la legge 184 del 1983. Si può ottenere l’affidamento temporaneo di un minore quando la sua famiglia d’origine non è in grado di assicurargli l’assistenza morale e materiale necessaria e il piccolo si trovi quindi in un ambiente familiare non idoneo. Possono essere oggetto di affidamento tutti i minori, anche non cittadini italiani, che si trovano nel territorio dello Stato. La situazione deve essere temporanea e non duratura. Tra le novità della nuova legge, la scomparsa degli orfanotrofi e degli istituti di assistenza pubblici e privati che, entro la fine del 2006, dovranno essere sostituiti dalle case famiglia. Il bambini con meno si 6 anni, in ogni caso, non possono essere affidati a istituti ma solo a comunità di tipo familiare.

Tipologie dell’affidamento
E’ un aspetto poco noto dell’affidamento. La legge prevede modalità diverse, scelte tenendo in considerazione le esigenze e gli interessi del bambino.

  • Affdamento può avvenire anche solo per una parte della giornata o della settimana, quando cioè i genitori d’origine non possono assicurare una presenza costante accanto ai figli.
  • Per un tempo breve e prestabilito a causa di una necessità transitoria, come ad esempio un ricovero in ospedale di un genitore, al temine della quale il bambino tornerà nella sua famiglia d’origine.
  • Per un tempo prolungato. E’ la modalità più comune ma anche più problematica perché non si può definire in anticipo la durata precisa. In questi casi si può solo fare un progetto di affidamento per un certo periodo e verificare di volta in volta se è attuabile il rientro del minore nella famiglia d’origine o è necessario intervenire con altre soluzioni.

    Possono diventare affidatari di minori

  • Un’altra famiglia
  • Coppie senza figli
  • Una singola persona
  • Una comunità di tipo familiare
  • Fino al 31/12/2006 anche un Istituto di assistenza pubblico o privato ma solo per bambini con più di 6 anni

    Chi può proporre l’affidamento

  • Gli stessi genitori in difficoltà
  • Il servizio sociale locale a seguito di denuncia o segnalazione da parte degli organi di pubblica sicurezza.

    Chi lo dispone

  • I servizi sociali locali, previo consenso dei genitori, del genitore esercente la potestà o del tutore, sentito il minore con più di 12 anni e anche il minore di età inferiore in considerazione della sua capacità di discernimento. In questo caso (detto affido consensuale) è reso esecutivo dal giudice tutelare e non può durare più di due anni
  • Il Tribunale per i minorenni quando i genitori o il tutore del minore non concordano sull’affidamento ritenuto necessario dai servizi assistenziali (affido non consensuale). Si applicano gli articolo 330 e seguenti del codice civile (Decadenza della potestà sui figli)

    La procedura

  • Chi intende prendere un bambino in affidamento deve dichiarare la propria disponibilità al servizio sociale locale, che valuta l’idoneità del richiedente ad accogliere minori.
  • Un’istruttoria accerta l’effettiva situazione di abbandono e affida il minore a quelli tra gli aspiranti che sono i più idonei a soddisfare le sue esigenze.
  • Nel provvedimento del servizio sociale locale con cui si dispone l’affidamento devono essere indicati: il servizio a cui è attribuita la responsabilità del progetto e la vigilanza durante l’affidamento; le motivazioni; la prevedibile durata; i tempi e i modi dell’esercizio dei poteri riconosciuti all’affidatario; le modalità di rapporto dell’affidato con la propria famiglia d’origine. Il servizio competente deve riferire al giudice tutelare o al Tribunale per i minorenni ogni evento di particolare rilevanza ed è tenuto ad una relazione semestrale sull’andamento del programma di assistenza. Il servizio sociale, nell’ambito delle proprie competenze, su disposizione del giudice ovvero secondo le necessità del caso, svolge inoltre opera di sostegno educativo e psicologico; agevola i rapporti con la famiglia di provenienza ed il rientro nella stessa del minore secondo le modalità più idonee, avvalendosi anche delle competenze professionali di altre strutture sul territorio
  • Nel provvedimento deve essere indicato il periodo di presumibile durata dell’affidamento che deve essere rapportabile al complesso di interventi volti al recupero della famiglia d’origine del minore. Tale periodo non può superare i 24 mesi ed è prorogabile dal Tribunale per i minorenni qualora la sospensione rechi pregiudizio al minore.
  • L’affidamento cessa con provvedimento della stessa autorità che l’ha disposto

    Obblighi degli affidatari
    Accogliere nella propria famiglia il minore e provvedere al mantenimento, all’educazione e all’istruzione di questi, tenendo conto delle indicazioni dei genitori o del genitore (se ancora esercente la potestà) o del tutore, ed osservando le prescrizioni stabilite dall’autorità affidante. In ogni caso l’affidatatario esercita i poteri connessi con la potestà parentale in relazione agli ordinari rapporti con la scuola e le autorità sanitarie. L’affidatario deve essere sentito nei procedimenti civili in materia di potestà, di affidamento e di adattabilità relativi al minore affidato.

    In Rete
    Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie
    www.sos-affido.it

     

    Antonella Valentini

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