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Stabiliti i tetti di spesa

aprile 4, 2003 12:00 pm

Dal ministero delle Pari opportunità la delibera che dovrebbe aiutare i genitori ad orientarsi.

La più costosa è quella in Russia, quasi 9.500 Euro, quella meno costosa in Bielorussia, 1.900 Euro: questi i tetti di spesa massimi e minimi fissati per l’adozione di un bambino straniero contenuti in una direttiva firmata dal ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo e pubblicata dalla Commissione per le adozioni internazionali. “Con queste tabelle i costi dell’adozione – ha spiegato il ministro Prestigiacomo – sono più trasparenti e certi. Sono stati individuati tetti di spesa sia per i costi interni al nostro Paese che per quelli da sostenere nei singoli Paesi stranieri. Avere certezze sui costi ci consentirà inoltre di prevedere ulteriori agevolazioni per le famiglie meno abbienti che oggi hanno difficoltà a sostenere gli alti costi”.

I costi dei servizi in Italia
Con la messa a punto dei tetti di spesa per l’adozione internazionale (un lavoro realizzato insieme alla Commissione e agli enti autorizzati), gli aspiranti genitori hanno ora a disposizione un punto di riferimento che permetterà loro di non perdersi nel mare magnum dei costi, finora del tutto senza controllo. Agli enti che non rispettano i tetti massimi stabiliti potrà essere revocata l’autorizzazione a lavorare all’estero.
Per i costi interni, quelli cioè necessari in Italia per l’avvio e il disbrigo delle pratiche, sono state fissate tre fasce che si basano sui servizi forniti. La fascia A (servizi essenziali) prevede un massimo di spesa pari a 1.360 Euro, la fascia B (servizi di base più integrativi) 2.231,62 Euro, la fascia C (servizi che mirano ad un ulteriore supporto della coppia) 3.596,32 Euro.

I costi burocratici e di assistenza all’estero
Per le spese all’estero, la direttiva distingue i costi burocratici da quelli dell’assistenza offerta dagli enti autorizzati. Il documento comprende quattro tabelle riferite a quattro continenti, all’interno delle quali sono poi indicati i costi Paese per Paese. Ecco nel dettaglio i parametri massimi contemplati.
Africa – Camerun 6.100 euro; Madagascar 5.270; Marocco 3.493,88.
America Latina ed America Centrale – Bolivia 7.167,13 euro; Brasile 6.571,36; Cile 6.963,11; Cile forfettario 5.739; Colombia 8.596,59; Costa Rica 4.584; Ecuador 5.473,28; El Salvador 7.311,45; Guatemala 8.250; Haiti 5.605,15; Honduras 9.200; Messico 5.061,90; Peru’ 6.689,91; Venezuela 6.434,44.
Asia – Cambogia 6.352,21; Filippine 6.285,63; India 6.736,27; Nepal 7.585,57; Pakistan 5.452; Sri Lanka 5.454,53; Thailandia 4.038,45; Vietnam 8.015,59. –
Europa dell’Est– Albania 5.276,27; Bielorussia forfettario 1.900; Bulgaria 7.247,80; Moldavia 4.581,20; Polonia 6.100; Romania 4.131,90; Russia 9.453,16; Russia Mosca forfettario 7.800; Russia S. Pietroburgo forfettario 6.900; Ucraina 5.223,18.

 

Matteo De Matteis

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