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Indagine tra le neo mamme: meno ragazzine, sempre più ultra quarantenni

gennaio 30, 2015 10:42 am

A partorire sono sempre più donne oltre i quarant’anni e molto meno ragazze sotto i diciotto anni. La SIGO ha messo in luce tutti i rischi legati ad una gravidanza avanti negli anni sia per la donna sia per il bambino.

Diventare mamma oggi in Italia è una realtà che sta cambiando profondamente. Ogni anno nascono oltre 500 mila bambini, le cui madri, in media, hanno 31,5 anni – dieci anni fa era di 28,9. Una media che decresce anche perché, per fortuna, è in calo il numero delle mamme minorenni se non addirittura adolescenti e perché, d’altra parte, aumenta il numero delle partorienti dopo i 40 anni. Nascono anche meno bambini: il numero medio per donna è di 1,29 mentre nel 2013 ne sono nati circa 20 mila in meno rispetto all’anno precedente. Sono i dati evidenziati da un’indagine condotta dall’Istat e commentati dalla Società italiana di Ginecologia e Ostetricia – SIGO.

Occorre sempre attenzione alla contraccezione
Le mamme giovanissime sono una realtà in calo. Nel 2013, le partorienti sotto i 19 anni sono state 8.085: un calo del 17% rispetto a tre anni prima – 1.732 in meno. Le madri con meno di 18 anni, invece, sono state 1.922. Le mamme giovanissime vivono soprattutto nel sud e nelle isole – 60,4%, mentre nel nord-ovest sono il 16,6%, nel nord-est il 10,3% e nel centro il 12,7%. Il dato elevato delle giovani mamme al sud e isole dovrebbe farci porre qualche domanda: è la contraccezione che non decolla oppure è ancora una forma di fuga dalla casa paterna in quelle aree con cui le prospettive di crescita e lavoro sono ancora un miraggio? I ginecologi italiani si stanno attivando per portare avanti progetti di contraccezione, per fare in modo che nelle giovanissime si assuma un atteggiamento più consapevole nei confronti della contraccezione e della maternità. I progetti attivi sono www.sceglitu.it
e www.contraccezionesmart.it siti dedicati alla sessualità responsabile, con esperti a disposizione per rispondere in tempo reale alle domande degli utenti, con approfondimenti e video. Per quanto riguarda l’uso dei contraccettivi – riporta la SIGO – soltanto poche regioni italiane raggiungono oggi i livelli europei. Per questo l’associazione lancia un appello alle istituzioni affinché sia approvata una legge che renda obbligatoria l’educazione sessuale a scuola. L’educazione sessuale non è però soltanto finalizzata alla prevenzione delle gravidanze indesiderate, ma anche e soprattutto è educazione alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, purtroppo, sempre più diffuse. Gli esperti intendono collaborare con il Ministero dell’Istruzione per portare avanti un lavoro organico e di collaborazione con il personale docente.

La nuova realtà delle mamme over 40
Saltando a una fascia di età completamente diversa, sono in aumento le neo-mamme con più di 40 anni, rappresentano oggi l’8% di tutte le partorienti d’Italia. Tra il 2010 e il 2013 sono aumentate del 12%, passando da 34.770 a 39.835. Le partorienti a 45 anni o più, invece, nel 2013 sono state 2.983. Quanto alla loro distribuzione sul territorio, la maggior parte si trova nel nord ovest e nel centro Italia – 27% nord-ovest, 26% centro, 20% sud, 18% nord-est, 9% isole. Secondo i ginecologi è necessario un nuovo approccio di tipo medico. Una gravidanza oltre i 40 anni può comportare dei rischi. Aumentano le probabilità di aborto e di malattie a carico del fegato, dei reni e dell’apparato cardiovascolare, in particolare di ipertensione e diabete per la mamma. Possono insorgere problemi legati al parto, come emorragie, o nel post parto, dal momento che i tessuti sono meno elastici. Per il bambino, il rischio maggiore è quello delle alterazioni cromosomiche, come la responsabile della sindrome di Down. Per evitare queste situazioni, oltre al monitoraggio della gravidanza da parte del ginecologo, è necessario mantenere sano l’organismo della donna con gli stili di vita e la dieta. Abitudini alimentari sbagliate e alcuni comportamenti scorretti come fumo, sedentarietà o abuso di alcol sono sempre più diffusi tra le italiane. Infine, per combattere la mortalità materna, bassissima in Italia ma più frequente tra le donne non giovanissime, la SIGO, assieme all’Istituto Superiore di Sanità ha recentemente lanciato un progetto pilota di monitoraggio della mortalità materna in cinque regioni, si concluderà con una conferenza il prossimo 5 marzo.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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