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La scelta del nome con cui chiamare il piccolo è un atto di responsabilità

gennaio 13, 2015 9:30 am

Il nome ci accompagna per tutta la vita e, indipendentemente dall’essere un nome originale o meno, in qualche modo può influenzare la personalità del bambino che lo porta. Per questo va scelto con molta attenzione.

La scelta del nome per il bimbo che sta per nascere non è affatto una scelta banale. Il nome sarà per sempre impresso nella mente del bambino, sarà il suo biglietto da visita uguale in qualsiasi parte del mondo o del tempo. Saranno in molti a voler avanzare delle proposte, non da ultimo i nonni. Da noi fino a qualche tempo fa valeva la consuetudine di dare al bambino il nome del nonno paterno, del padrino o della madrina, o ancora di una persona importante all’interno della famiglia, che aveva avuto un ruolo determinante, o magari di un santo verso cui si nutriva devozione. In questo modo il bambino rappresentava una sorta di proseguimento della tradizione famigliare, assumendo il nome di una persona stimata e al tempo stesso raccoglieva l’augurio di poter essere a sua volta, così rispettata e importante. Oggi si tende a scegliere nomi dal suono gradevole, che piace alla mamma o al papà, che ricorda un film, una canzone o un libro che ha segnato un momento indimenticabile nella biografia personale dei genitori. Superate le tradizioni e le istanze religiose, la fantasia dei genitori si è davvero sbizzarrita.

Attenzione ai nomi troppo originali
Il nome deve piacere ai genitori, ma non dobbiamo dimenticare che, in definitiva, chi lo porterà per tutta la vita, sarà nostro figlio o nostra figlia. Per lui o per lei il nome ha un significato diverso da quello che aveva per noi: il personaggio che ha colpito noi potrebbe non rappresentare nulla di particolare. Potrebbe anzi sentirsi al centro di una curiosità poco gradita se i suoi amici e compagni riconoscono un nome insolito o bizzarro, che viene subito identificato con qualcosa di buffo. I bambini anche piccoli hanno un forte spirito di critica e le risatine, le battute, le storpiature non mancheranno se un loro compagno avrà un nome un po’ particolare. Pensiamo per esempio ai vip, che danno ai loro figli nomi come Oceano, Lupo, Olmo: saranno nomi importanti, ma siamo certi che non saranno per questo presi in giro dagli altri bambini? Non dimentichiamo che questi primi condizionamenti vissuti nell’infanzia possono incidere non poco sulla loro sicurezza e, soprattutto, sul rapporto con il proprio nome immodificabile per sempre.

Il nome ricorda qualcosa di bello
Mettiamo quindi da parte le nostre aspirazioni e pensiamo a quello che potrebbe fare piacere a nostro figlio. Il nome è qualcosa che accompagnerà il nostro bimbo – o bimba – per tutta la vita, un tratto distintivo nel quale si identificherà profondamente. Dovrà quindi amarlo, sentirsi a suo agio quando verrà chiamato e dovrà rispondere, dovrà inoltre, essere fiero di pronunciarlo quando dovrà presentarsi. Possiamo cercare un compromesso tra il nome che piace a noi e al nostro partner con qualcosa di più semplice e diffuso tra i bimbi di oggi. Senza necessariamente scendere nella banalità, sicuramente il panorama dei nomi è vasto e si può scegliere un nome gradevole, dotato di una certa personalità e quindi adatto a nostro figlio. Nell’infanzia è importante sentirsi come tutti gli altri, quindi il nostro piccolo sarà più che felice di avere un nome comune, perfino un po’ banale. Alcuni genitori giocano su un paio di nomi lasciando che sia il caso a scegliere. Spesso il nome prescelto è legato a momenti piacevoli della storia personale: può ricordare un vecchio amico simpatico, una compagna di classe in gamba, una persona di mondo tenuta in considerazione. Scegliendo proprio quel nome per il bambino, inconsciamente si desidera attribuire al nuovo nato le caratteristiche piacevoli e positive della persona a noi cara: è una sorta di augurio a crescere e a diventare una persona positiva. Infine, si può provare come si abbina con il cognome: se il cognome è lungo, composto o difficile da pronunciare, meglio scegliere un nome semplice, per esempio Luca, Marco, Anna, Lara. Un cognome ricco di consonanti sibilanti, per esempio di S o di Z va addolcito con un nome dal suono dolce, come Gaia, Andrea, Mattia. Se il cognome è breve e semplice, via libera a nomi lunghi come Alessandro, Margherita, Caterina e magari – se si è indecisi – sì anche al doppio nome.

Lina Rossi

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