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Gravidanza, viaggiare in aereo è possibile ma solo fino a 37 settimane

giugno 6, 2013 10:06 am

Le mamme in attesa possono viaggiare in tutta tranquillità in aereo a patto che il viaggio avvenga entro l’ottavo mese. Devono essere osservate solo alcune piccole regole per non sottoporre il fisico a stress inutili.

L’estate è vicina ed in molti approfittano del mese di giugno per una settimana al mare, magari al Sud Italia dove il clima è già sufficientemente caldo oppure si prende un piccolo anticipo delle vacanze di agosto. E può capitare di dover compiere un viaggio di piacere o anche di lavoro quando si aspetta un bambino, infatti, viaggiare in aereo è possibile a patto di essere alla soglia della 37a settimana di gravidanza. Importante, non debbono essere presenti: problemi cardiaci o al sistema respiratorio, forme di anemie ed assenza di problemi emorragici. La rassicurazione viene da una fonte autorevole, il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists inglese, la società scientifica si occupa di rilevanti temi in campo ostetrico e ginecologico. La prima buona notizia: i metal detector per la rilevazione dei dispositivi sospetti non sono dannosi ne per le mamme e ne per il pciccoli. Questi strumenti non emettono raggi X.

Combattere il rischio di trombosi venosa
Ovviamente qualche precauzione va presa prima di mettersi in viaggio. È necessario sottoporsi a una accurata visita ginecologica, eventualmente effettuando un’ecografia per essere rassicurati sulla salute del bambino e sulle condizioni del sacco amniotico. Il controllo è necessario soprattutto se il viaggio è lungo e la futura mamma deve restare seduta nell’ambiente pressurizzato per diverse ore. Infatti, deve essere escluso anche il minimo rischio di incorrere in una trombosi venosa profonda, un disturbo della circolazione potrebbe esporre alla formazione di coaguli, i così detti trombi. Il ginecologo è al corrente se la donna è portata a questo tipo di problema e può quindi dare il suo consenso al viaggio. Comunque, anche in assenza di rischi è bene adottare alcune strategie in grado di ridurre al minimo qualsiasi incidente. È preferibile indossare calze elastiche ma se il caldo non lo consente dovrebbero essere indossate calzature che non comprimano il collo del piede, l’ideale sono dei comodi sandali. Le gambe non vanno tenute accavallate, ma il più possibile distesa davanti a sé. Almeno ogni mezz’ora è opportuno alzarsi e fare due passi lungo il corridoio per riattivare la circolazione. Mentre si sta sedute, si possono eseguire esercizi rotatori del piede così da aiutare la circolazione: le caviglie fanno fatte roteare, i piedi nel complesso vanno riattivati con movimento di allungamento – tacco-punta – e piegate più volte le gambe. I cibi ricchi di vitamina C come gli agrumi, i pomodori e i kiwi dovrebbero essere consumati in abbondanza soprattutto i giorni precedenti la partenza, aiutano a mantenere la fluidità del sangue.

Il momento giusto per volare
Per il resto, se la gravidanza procede senza problemi una donna può viaggiare in aereo fino all’ottavo mese, circa alla 37a settimana. Il periodo più indicato per gli spostamenti è il secondo trimestre: il rischio di una interruzione spontanea di gravidanza è quasi azzerato, l’addome è ancora di dimensioni ridotte ed il parto è lontano. Le compagnie aeree hanno regole diverse per le mamme in attesa, anche se non è escluso che tali norme possano essere modificate alla luce di quanto enunciato dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. Per le gravidanze singole il volo è consentito fino alla 35ma-36ma settimana, per gravidanze gemellari fino alla 32ma settimana. Viene sempre richiesta la compilazione di un modulo internazionale, il Medical Information Form – Medif, sullo stato di gravidanza. E’ preferibile avere con sé un certificato medico che attesti l’epoca gestazionale e la data presunta del parto. Il viaggio deve essere evitato se la gravidanza è a rischio per complicanze come ipertensione, diabete gestazionale non trattato, anemia, problemi alla placenta e rischio di parto prematuro. Il clima secco in cabina e gli sbalzi di pressione possono indurre accelerazioni del battito cardiaco, innalzamento della pressione arteriosa e difficoltà respiratorie, quindi il volo è controindicato per le gestanti con difficoltà cardiovascolari anche se lievi. In ogni caso la gestante, per qualsiasi malessere, deve avvisare il personale di bordo – non dimentichiamolo – le hostess sono preparate ad assistere una donna in caso di parto improvviso.

Giorgia Andretti

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