Famiglia: Leggi e Diritto

Quando il dubbio diventa certezza, il test conferma la gravidanza

22 febbraio 2012 in La gravidanza

Happy young woman holding positive pregnancy test....

 

Quando il test di gravidanza indica con forza le due linee colorate, la gioia ed il timore si mescolano in un turbine di altalenanti emozioni. È normale quando ci si trova a vivere un evento così straordinario.

Le mestruazioni sono in ritardo ed il dubbio in pochi minuti viene dissipato dal test di gravidanza: è positivo, aspettiamo un bambino. Nello stesso istante le emozioni della gioia e del timore, così distanti tra loro in natura, si compenetrano regalandoci un’unica emozione. Difficile dirlo, difficile semplificare. Perché l’arrivo di un figlio, evento meraviglioso, non sempre capita al momento giusto: a volte non è pianificato, oppure non è ancora il momento giusto, il partner non è quello “per sempreâ€, oppure ci sono difficoltà economiche. Ogni situazione ha la sua storia, ma noi vogliamo qui soffermarci alla sorpresa dell’attesa, al desiderio realizzato. A quando il figlio è stato pensato, desiderato e progettato con la persona giusta. E adesso finalmente il test di gravidanza ha dato responso positivo. La prima sensazione è di profonda incredulità. Un avvenimento così straordinario sta capitando proprio a me? Sono fortunata, sono l’artefice del futuro del mondo, mio figlio ha iniziato a crescere nel mio corpo. Eh sì: avere un figlio è un miracolo straordinario, riempie di orgoglio e di gratificazione, fa sentire come privilegiate custodi di un meraviglioso segreto.

Un figlio è un evento naturale
Eppure è proprio così. Avere un figlio è sicuramente l’avvenimento più bello che possa capitare nella vita, ma è anche il più naturale. Pensiamoci: da sempre il mondo va avanti perché le femmine delle specie animali vivono la gravidanza. È un fatto puramente biologico e anche noi, femmine della specie umana, facciamo parte di questo perfetto e perpetuo meccanismo. Quindi, sì, è normale che stia capitando e che questa volta tocchi a noi. Assaporiamo la gioia profonda che arriva dalla consapevolezza di far parte del grande cerchio della vita. Sembra irreale, l’addome è ancora piatto e, a parte un po’ di gonfiore al seno e forse qualche leggera nausea, non ci sono segni esterni dell’arrivo di nostro figlio. Tra qualche mese, però, il corpo inizierà a lievitare e crescerà di pari passo con l’aumento della nostra consapevolezza. E, quando nostro figlio sarà stretto tra le braccia e ancora di più quando lo vedremo crescere, ci sembrerà tutto normale e reale: saremo entrate anche noi nella grande categoria delle madri.

Oggi ci sono tanti controlli medici
L’euforia, la piacevole incredulità per qualcuna di noi si potrebbe mescolare a un po’ di timore: timore che non tutto possa andare avanti bene, che il piccolo possa avere dei problemi, che possa accadere qualcosa e stravolgere il corretto andamento della gravidanza. Anche questo è un pensiero ricorrente ed è legato proprio all’enorme felicità che si prova nello scoprirsi in dolce attesa. Per evitare una delusione, veniamo proiettate nel mondo del pessimismo: così, se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto, siamo pronte ad accogliere le brutte sorprese. La serenità è d’obbligo: lo stress e l’ansia in arrivo sul binario delle emozioni non giovano alla piccola realtà che sta prendendo corpo. Una realtà da non sottovalutare: la gravidanza si conclude con la nascita di uno splendido bambino. Questo vale ancora di più al giorno d’oggi, quando la medicina riesce a stare vicino a mamma e bimbo, mettendo a disposizione ecografie, metodi di indagine pre-natale, integratori e altri strumenti per prevenire e scoprire per tempo eventuali disturbi. Anche tanti problemi materni si possono oggi curare: dal diabete gravidico all’ipertensione, all’anemia. Rispetto al passato mamma e bambino insomma possono contare su un valido sostegno, da parte del ginecologo ma anche delle ostetriche, hanno un ruolo sempre più importante ed alle quali è bene rivolgersi con fiducia. Tutto, insomma, fa pensare che le cose andranno bene e dobbiamo quindi fare uno sforzo per pensare in positivo.

Niente timori per quanto riguarda il lavoro
A proposito di dubbi, qualcuna potrà anche avere delle preoccupazioni per quello che riguarda la vita lavorativa. Proprio così: perché oggi il lavoro e la carriera sono importanti per le donne. La crisi economica induce a investire molto sulla propria occupazione, a impegnarsi e a fare di tutto per non perdere il posto. Per fortuna, al giorno d’oggi la maternità è accettata dalla aziende, quindi la donna in attesa è tutelata dalla legge. Se non intervengono complicazioni si può lavorare fino a otto mesi, oppure, se i problemi di salute hanno preso il sopravvento, il ginecologico può certificare lo stato di malattia. E’ possibile restare a riposo già prima del fatidico settimo mese. Possiamo stare tranquille anche da questo punto di vista, insomma. E possiamo anzi goderci il benessere e l’euforia che molte di noi provano in attesa al punto di pensare alle nausee mattutine come un segno positivo per rinnovarci la nostra grande magia. Ci si sente più serene ed euforiche e spesso anche più creative: lavoriamo meglio e con più lena, quasi a preparare il futuro per noi stesse e per nostro figlio. In questo modo possiamo essere sicure che parte del nostro lavoro sarà pronto per chi ci sostituirà e, in seguito, per noi quando rientreremo. La creatività che coglie molte di noi prosegue anche in altri settori diversi dal lavoro: ci sentiamo piene di voglia di fare, di idee e di buone intenzioni. Approfittiamo di questo stato di grazia per preparare la cameretta del bambino con il lettino, il fasciatoio e il resto, acquistiamo gli indumenti senza aspettare troppo: dal settimo mese saremo più ingombranti a causa del pancione e, più concentrate sul parto, saremo più meditative, più dedite a pensare quello che ci aspetterà in travaglio.

E il momento del parto?
Appunto, il parto: il grande punto interrogativo delle donne in attesa per la prima volta. Alcune affrontano il tutto con fatalismo, altre invece sono decisamente spaventate. Anche in questo caso, pensiamoci: il mondo è arrivato a noi da migliaia di anni solo perché ogni donna ha vissuto la magica esperienza del partorire un figlio: il futuro. Insomma, è vero, il parto non è mai una â€passeggiataâ€, il dolore c’è, è reale ma così come inizia… si allevia e va via all’improvviso, in un solo momento si passa dal dolore alla gioia di guardare in viso nostro figlio. Ce la faremo, quindi. Tanto più che oggi, diversamente rispetto al passato, possiamo contare su un’assistenza medica più che valida, esiste la possibilità del parto in analgesia, ci sono varie tecniche per alleviare il dolore pur mantenendo l’efficacia delle contrazioni. Bando ai timori, quindi: concentriamoci solo su nostro figlio e sulla meravigliosa avventura che stiamo vivendo insieme.

Giorgia Andretti

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