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Alcol tolleranza zero, in gravidanza può causare nel feto la Sindrome Alcolica

marzo 29, 2012 9:24 am

La tendenza delle donne in età fertile è bere alcolici con leggerezza. Questo non solo può danneggiare la loro salute ma in caso di gravidanza, potrebbe causare al bambino seri problemi sia fisici che cognitivi.

Un boccale di birra in pizzeria. Lo spumante in ufficio per festeggiare la promozione del collega. Un happy hour con quel cocktail il cui sapore dolce nasconde l’aroma forte della vodka o del gin. Ancora, una cena speciale con il nostro partner. Le occasioni per bere alcolici, oggi, sono quotidiane e fin troppo frequenti per chiunque. Per noi donne, però, questa abitudine si rivela decisamente più pericolosa: se restiamo incinte, il rischio di mettere al mondo un bambino affetto dalla cosiddetta sindrome feto-alcolica (o alcolico fetale) è reale. Il piccolo rischia cioè di venire al mondo con seri disturbi fisici e cognitivi.

La sindrome feto alcolica
La sindrome feto alcolica è una patologia congenita del feto, caratterizzata da problemi della crescita, dismorfologie facciali e ritardi cognitivi. È nota da diversi decenni ma, inizialmente, veniva attribuita a problemi degli spermatozoi, oltre che a fattori ambientali e genetici. Solo negli anni Sessanta del secolo scorso, gli esperti collegarono la sindrome all’abitudine di bere troppo. Oggi, il dato preoccupante è che il disturbo si presenta con maggiore frequenza nel nostro paese, rispetto al resto del mondo. Secondo l’allarme lanciato dal professor Nicola Surico, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), in Italia i dati di incidenza della sindrome feto-alcolica sono superiori rispetto alla media mondiale. “A fronte di una media mondiale pari a 0,7 neonati con sindrome feto-alcolica su mille – ha affermato il professor Surico – nel nostro Paese si sale a 3,7-8,8 ogni mille”. Un dato che deve indurre a riflettere. L’esperto ha proseguito dichiarando che molte donne non si rendono conto dei rischi che può causare l’alcol in gravidanza. Bere durante l’attesa può provocare danni cerebrali e problemi morfologici, perché l’alcol aumenta all’interno dell’organismo del feto la produzione di radicali liberi, sostanze che causano l’ossidazione delle cellule e possono avviare processi infiammatori e degenerativi, tali da indurre malformazioni a un feto che sta crescendo.

L’organismo femminile è più sensibile
Le donne hanno una massa corporea ridotta rispetto all’uomo. Inoltre, l’organismo femminile contiene meno acqua. Di conseguenza, la concentrazione di alcol nel sangue femminile è più elevata, a parità di assunzione rispetto all’uomo. Per questo la donna è più sensibile a tutti gli effetti tossici di vino, birra e superalcolici. La questione diventa ancora più seria se la donna resta incinta e, nell’attesa di scoprirlo, continua a bere. L’alcol e, in modo particolare, l’acetaldeide (una sostanza derivata dalla metabolizzazione dell’alcol) giungono facilmente al bambino attraverso il flusso sanguigno della placenta, esplicando i suoi effetti dannosi, che sono tanto più potenti e responsabili di malformazioni, quanto più precocemente giungono al feto. In altre parole, se una donna beve molto nei primi tempi della gravidanza, corre un rischio davvero elevato di mettere al mondo un bambino affetto da sindrome feto-alcolica. Sempre secondo gli esperi della Sigo, le donne in età fertile, sessualmente attive, che consumano più di 7 bevande a settimana, raggiungono la quota fatidica di 80 grammi di alcol puro al giorno: quanto basta per rischiare di dare alla luce un bambino con deficit intellettivi, cognitivi e psicosociali. Anche l’assunzione abbondante e sporadica di alcol rappresenta un pericolo per lo sviluppo del feto, poiché il consumo di alcol può influire sul suo sviluppo in ogni momento della gravidanza. Per questo, è importante che gli esperti della sanità e della comunicazione si impegnino per rendere le giovani donne consapevoli dei danni che il consumo di alcol può causare a loro e al bambino. Noi di Guidagenitori siamo ancora più drastici e consigliamo di smettere del tutto di bere sia durante i nove mesi, sia se si sta pensando di mettere in cantiere un bambino.

In che cosa consiste la sindrome feto-alcolica
Gli effetti dell’alcol nel feto possono causare disturbi a vari livelli. Alcuni bambini possono essere soggetti a disturbi del comportamento e dell’apprendimento. Possono soffrire di disturbi neurologici e neuropsicologici che comprendono, per esempio, disturbi del sonno e riflesso di suzione ridotto, ritardo mentale, deficit di attenzione e memoria, iperattività, alterazioni della motricità fine, difficoltà nell’eloquio e deficit uditivi. Altri piccoli possono invece nascere soggetti a manifestazioni fisiche di questa sindrome, a carico soprattutto del viso e del capo. Hanno caratteristiche pieghe agli angoli degli occhi, fessure oculari strette, strabismo, naso corto e piatto, fronte lunga e stretta. Anche la struttura scheletrica vive le conseguenze dell’eccesso di alcol assunto. I ragazzini con sindrome feto-alcolica, soprattutto negli anni dell’adolescenza, sono mediamente più piccoli e più gracili rispetto alla media. Altra manifestazione collegata alla sindrome è la ridotta circonferenza del cranio, segno esterno della presenza di un danno cerebrale. I bambini nati da mamme che consumano alcol, infine, possono andare incontro a seri problemi a carico del cuore.

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Giorgia Andretti

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