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L’enzima SGK1 è il responsabile di infertilità e aborti spontanei

gennaio 16, 2012 11:44 am

Sia l’infertilità che l’aborto spontaneo riconoscono nell’enzima SGK1 una delle cause dell’eventuale accadimento drammatico. E’ il risultato a cui sono giunti i ricercatori dell’Imperial College of London. Sono molte le donne che aspettano la fine del terzo trimestre per diffondere tra parenti e amici la lieta notizia di un bimbo in arrivo. Il motivo è…

L’enzima SGK1 è il responsabile di infertilità e aborti spontanei

Sia l’infertilità che l’aborto spontaneo riconoscono nell’enzima SGK1 una delle cause dell’eventuale accadimento drammatico. E’ il risultato a cui sono giunti i ricercatori dell’Imperial College of London.

Sono molte le donne che aspettano la fine del terzo trimestre per diffondere tra parenti e amici la lieta notizia di un bimbo in arrivo. Il motivo è presto detto: nei primi tre mesi dell’attesa il rischio di aborto spontaneo è reale. L’interruzione involontaria di gravidanza è un evento doloroso e frequente e colpisce circa un decimo delle donne. Per fortuna, non è di impedimento a future gravidanze: sono molte le donne che, anche dopo un aborto spontaneo, hanno avuto una o più gravidanze serene risoltesi con la nascita di splendidi bambini. E oggi, a seguito di ricerche approfondite, alcuni studiosi hanno individuato una sostanza coinvolta nell’interruzione spontanea di gravidanza: la notizia fa sperare in un futuro senza più aborti spontanei.

Infertilità e aborti legati a un enzima?
L’«interruttore» della fertilità femminile, causa del distacco e morte dell’embrione si chiama SGK1. Si tratta di un enzima che, secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine, sarebbe connesso da una parte all’infertilità, dall’altra al rischio di aborti spontanei. Il fattore è stato individuato dagli studiosi dell’Imperial College di Londra, i quali hanno messo in evidenza come la scoperta potrebbe rappresentare un primo passo per le donne con difficoltà a concepire o andate incontro ad aborti ricorrenti. Gli studiosi hanno esaminato campioni di tessuto prelevati da 106 donne in cura all’Imperial College Healthcare NHS Trust e scoperta la presenza nella mucosa uterina delle donne con infertilità inspiegata elevati livelli dell’enzima SGK1 e, al contrario, livelli bassi dell’enzima nei tessuti delle donne che soffrivano di aborti ricorrenti. Il team ha poi continuato gli studi sui topi: quando i ricercatori hanno bloccato, nelle topoline, il gene che attiva l’enzima SGK1, queste non hanno avuto problemi a rimanere incinte. Le loro cucciolate, però, erano più piccole e sono stati rilevati segni di sanguinamento in utero. Tutto questo, secondo gli esperti, indicherebbe di come la mancanza dell’enzima renda più probabile un aborto spontaneo.

E’ importante affidarsi con fiducia al ginecologo
Gli esperimenti condotti dai ricercatori suggeriscono l’importanza di una di SGK1 durante il periodo fertile per attivare una gravidanza. L’analisi sui tessuti umani ha messo in evidenza che alti livelli dell’enzima provocano difficoltà nel rimanere incinta. Trattamenti potenziali, in futuro, potrebbero fondarsi sul bloccare la presenza di SGK1 prima di sottoporre la donna alla fecondazione in vitro per aumentare le probabilità di dar vita a una gestazione. Un’altra applicazione potenziale potrebbe essere, al contrario, l’aumento di SGK1, come un nuovo metodo anticoncezionale. In attesa di ulteriori dati scientifici, se è la gravidanza che si sta cercando, il consiglio valido è sempre quello di affidarsi a un bravo ginecologo, con il quale instaurare un rapporto di fiducia e confidenza. Già dalle prime visite, dalle ecografie e dalle analisi del sangue, il nostro medico potrà rendersi conto se la gravidanza è a rischio oppure no. Sarà sempre il ginecologo a dispensare i suggerimenti validi finalizzati al buon proseguimento della gravidanza o semplicemente dare le indicazioni per una vita quotidiana più rilassata, senza stress e sforzi eccessivi al fine di proteggere la crescita in utero del bambino.

Giorgia Andretti

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