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Infertilità, il diabete può essere una delle cause

ottobre 31, 2018 1:00 pm

Tra le varie ragioni che impediscono ad una coppia il concepimento e quindi una gravidanza ci sono le alterazioni metaboliche. Una di queste: il diabete, è sempre più diffuso

L’infertilità di coppia è sempre più diffusa: secondo gli esperti, oggi il 15% delle coppie ha questo problema, anche per l’innalzarsi dell’età media in cui una donna tenta di andare incontro a una gravidanza, troppo spesso dopo i 35 anni. Il diabete può causare infertilità negli uomini perché riduce la motilità degli spermatozoi provocando difetti e immaturità cellulare rispetto allo sperma degli uomini non diabetici. Nelle donne con diabete non ci sono problemi, a meno che al diabete non si associno alterazioni come l’ovaio policistico. È però necessario controllare bene il diabete prima di pensare a una gravidanza. Infatti esiste il rischio che il bambino nasca troppo grosso perché ipernutrito dagli eccessi di zuccheri in circolo e possa andare incontro a problemi vari.

 

Tiroide e ipofisi corresponsabili dell’infertilità

Possono causare infertilità anche le disfunzioni tiroidee, riguardano soprattutto le donne, anche se è opportuna una valutazione della funzionalità tiroidea in caso di infertilità di coppia. In caso di ridotta o aumentata funzionalità della tiroide si hanno più frequenti interruzioni di gravidanza, malformazioni e complicanze. Negli uomini sia l’ipotiroidismo che l’ipertiroidismo provocano riduzione della produzione del testosterone che influenza la funzione sessuale. I disturbi dell’ipofisi di natura genetica, tumorale o infiammatoria portano a sterilità nei due sessi. L’ipofisi infatti produce gonadotropine, ormoni che controllano il funzionamento delle ovaie e la produzione degli spermatozoi. Quanto all’adenoma ipofisario, esso determina quantità eccessive di prolattina, che causa infertilità.

 

Il legame tra diabete e cisti ovariche

Ciclo irregolare, acne, sovrappeso e peluria eccessiva sul viso non vanno sottovalutate nella donna fertile, perché potrebbero essere sintomo della sindrome dell’ovaio policistico – Pcos, un disordine endocrino che colpisce fino al 10% delle donne in età riproduttiva. La sindrome causa difficoltà nel concepimento, con cicli mestruali irregolari e livelli eccessivi di ormoni maschili, interferendo sull’ovulazione: questo aspetto diventa un grosso problema nell’età adulta, quando emerge il desiderio di un figlio. Inoltre, nel 30% dei casi, se trascurata, porta ad alterazioni metaboliche come obesità, sovrappeso, diabete e insulino-resistenza: un quadro clinico con importanti ricadute sulla salute e sul benessere psicologico della donna.

In presenza di una diagnosi di Pcos, sarebbe opportuno eseguire esami come il test di carico al glucosio e il profilo lipidico, fondamentali per prevenire il decorso della malattia verso una forma più complessa con alterazioni oltre che endocrine anche metaboliche. Oltre ad una dieta equilibrata e ad una attività fisica costante, la terapia deve essere personalizzata e valutata in base ai bisogni della donna. Una particolare attenzione deve essere prestata nella pazienti in cerca di una gravidanza. In questo caso un cambio radicale dello stile di vita, specie se presenti obesità o sovrappeso, è consigliabile ricorrendo a farmaci che migliorino una condizione di insulino-resistenza e pro-ovulatori come il clomifene, terapia di elezione per le pazienti che desiderano una gravidanza.

 

Giorgia Andretti

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