prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Ibuprofene in gravidanza, quali rischi

febbraio 22, 2018 9:10 am

In gravidanza è necessario essere molto caute nell’assumere farmaci di qualsiasi tipo. L’ibuprofene, ad esempio, può causare infertilità nel feto femminile, se assunto a lungo

L’ibuprofene è un farmaco analgesico-antinfiammatorio di uso comune, viene assunto quando si ha mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori mestruali. Può aiutare anche a tenere sotto controllo la febbre ed esiste anche in versione pediatrica come alternativa al paracetamolo. Non è necessario presentare la ricetta medica, almeno per gli adulti: per questa ragione, viene considerato un farmaco innocuo e non sono poche le donne in gravidanza che lo assumono. Invece è bene prestare attenzione: quando si aspetta un bambino, anche per il farmaco più banale è importante chiedere al ginecologo o almeno al farmacista. Non significa che ci si debba tenere il mal di testa o il mal di denti quando si è in attesa, ma è bene esser prudenti per non far correre dei rischi al bambino che si sta aspettando.

 

Uno studio sugli effetti dell’ibuprofene

È il caso appunto dell’ibuprofene, usato per cefalea, nevralgie ed emicrania. La sua prolungata assunzione, in particolare nei primi tre mesi di gravidanza, può mettere a rischio la fertilità dei feti femminili. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Human Reproduction, l’ibuprofene potrebbe avere effetti dannosi sulle cellule germinali femminili del feto. In particolare, ridurrebbe la scorta ovarica, con ripercussioni negative dunque sulla futura fertilità della bambina che sta per nascere. Gli esperti hanno esaminato l’impatto dell’ibuprofene sullo sviluppo delle ovaie studiando campioni di tessuto ovarico prelevato da 185 feti umani all’età gestazione di 7-12 settimane. Nella prima fase dello studio, il team ha analizzato il sangue prelevato dal cordone ombelicale di 13 dei feti le cui madri avevano assunto ibuprofene nelle ore precedenti l’interruzione della gravidanza, per rivelare se la sostanza avesse effettivamente attraversato la barriera placentare. Alcuni campioni non sono stati esposti a ibuprofene, mentre altri sono stati coltivati con varie concentrazioni del farmaco. Dopo sette giorni, i campioni immersi nell’analgesico, a una concentrazione pari a quella dei livelli effettivamente riscontrati nel cordone ombelicale, mostravano una riduzione di circa il 50% del numero di cellule ovariche e tra il 50 e il 75% in meno di cellule germinali, rispetto a quelli non esposti al principio attivo. In questi campioni si è riscontrato un aumento della morte cellulare e un numero inferiore di cellule in grado di moltiplicarsi. Il danno è più intenso entro la 12° settimana di gravidanza, ma la buona notizia è che, se si sospende il farmaco, il danno stesso tende a ridursi.

 

Cautela per qualsiasi farmaco

I tassi di fertilità sono diminuiti negli ultimi anni, quindi gli esperti si stanno muovendo in diverse direzioni per comprenderne la ragione. I farmaci non sono gli unici responsabili, ci sono anche ragioni ambientali e sociali. Le indicazioni per le donne incinte, quindi, non cambiano: possono assumere antidolorifici, ma solo quando necessario e alla dosa più bassa e per il minor tempo possibile. Si consiglia inoltre di preferire il paracetamolo all’ibuprofene e di non assumere ibuprofene dopo la 30ma settimana di gravidanza. Per quanto riguarda gli altri farmaci e gravidanza, è sempre bene essere cauti: la semplice aspirina, per esempio, non può essere assunta in gestazione, così come certi sciroppi per la tosse, i lassativi chimici, moltissimi ansiolitici e alcuni antidepressivi. Anche i farmaci dermatologici, che siano per bocca o per uso locale, vanno evitati. Lo stesso discorso vale per i farmaci attivi sulla tiroide. Per quanto riguarda gli antibiotici e gli antimicotici, invece, dipende dal principio attivo: se ci si deve curare, è quindi possibile ricorrere ad un’alternativa sicura. È sempre però necessario evitare il fai da te, in gravidanza ancora più che in altri momenti. Si deve sempre chiedere al medico.

 

Giorgia Andretti

- -


ARTICOLI CORRELATI