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Allergie ai cibi, come prevenirle in gravidanza

dicembre 5, 2017 9:59 am

Consumare cibi allergizzanti, come le arachidi e le uova, durante i nove mesi e l’allattamento non è pericoloso, anzi può aiutare a prevenire le allergie alimentari nel bambino

Via la frutta secca, le uova, le fragole, il pesce e tutti i cibi ritenuti allergizzanti: ecco quello che si è sempre raccomandato alle donne in gravidanza, in modo particolare se, in famiglia, c’erano casi di allergie alimentari. Una misura precauzionale forse poco utile, se si tiene conto del fatto che le allergie ai cibi, negli ultimi anni, sono tutt’altro che diminuite. Per questa ragione, oggi si sta indagando nella direzione opposta, ovvero quella di esporre un organismo in via di formazione a potenziali allergeni, così che il sistema immunitario impari a riconoscerle e ad abituarsi ad esse.

 

Più anticorpi con i cibi allergenici

Sì, quindi, ad arachidi, uova, pesce anche in gravidanza, per la prevenzione delle allergie alimentari del bambino. Lo raccomanda uno studio condotto presso il Boston Children’s Hospital e pubblicato sul Journal of Experimental Medicine. Gli esperti hanno condotto esperimenti su topolini con un sistema immunitario umanizzato. Si è quindi scoperto che sia l’esposizione in utero a cibi allergenici, sia durante l’allattamento da parte di mamme che hanno mangiato in gravidanza e continuano a consumare cibi allergenici, protegge i cuccioli dallo sviluppare allergie alimentari. Indagini sul latte materno delle topoline hanno mostrato di essere più ricco di anticorpi specifici per quei cibi e, probabilmente, questi anticorpi passano ai piccoli attraverso l’allattamento. Inoltre, gli scienziati del prestigioso ospedale pediatrico statunitense hanno notato i cuccioli allattati da mamme consumatrici di cibi allergenici sviluppano nel proprio organismo cellule immunitarie regolatorie, chiamate cellule T Reg.in grado di inibire le reazioni allergiche.

 

Anche per i bebè umani

Il prossimo passo sarà quello di capire se lo stesso meccanismo vale per gli esseri umani. Al momento gli scienziati stanno arruolando donne che allattano per studiare la composizione del latte materno umano così da confrontare i due tipi di latte: quello di donne che hanno consumato cibi allergenici con quello di donne che non ne hanno mangiati. Tutto ciò per capire se anche nell’uomo le allergie alimentari sono prevenibili già prima della nascita e con l’allattamento. In realtà, anche nella nutrizione pediatrica da tempo si sta verificando un cambio di tendenza: mentre i cibi allergenici un tempo venivano somministrati il più tardi possibile, dall’ottavo-nono mese in poi, ancora più tardi in caso di allergie in famiglia, oggi gli esperti hanno individuato una finestra  per iniziare, si colloca tra il quarto e il sesto mese di vita, in cui il sistema immunitario del bambino è particolarmente attivo. Sembra che i cibi introdotti in questa fase siano riconosciuti meglio dal sistema immunitario. La ricerca insomma procede sulla via del proporre, non dell’eliminare. È bene però evitare di prendere iniziative fai da te, soprattutto in svezzamento: è bene chiedere sempre al pediatra, che conosce la storia medica del nostro neonato.

 

Lina Rossi

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