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Gestosi in gravidanza: un aiuto dall’aspirina

luglio 24, 2017 10:00 am

Le donne a rischio di gestosi o pre-eclampsia possono trarre beneficio dall’assunzione dell’acido acetilsalicilico – aspirina, probabilmente perché rende il sangue più fluido

La gestosi, conosciuta anche come pre-eclampsia, è una delle più frequenti e temute complicazioni della gravidanza. Consiste nell’aumento di pressione arteriosa, nell’accumulo di liquidi nei tessuti con rischio di parto prematuro e distacco di placenta, quindi implicando un serio rischio per la mamma e il bambino. Il rimedio classico consiste nel monitoraggio dei valori pressori, nel riposo a letto e una dieta a bassissimo tenore di sodio. Spesso può rendersi necessario intervenire con un cesareo per far nascere il bambino.

 

Un disturbo pericoloso

La pre-eclampsia può comparire dopo la 20° settimana di gestazione e si manifesta con un aumento improvviso della pressione arteriosa e una elevata concentrazione di proteine ​ nelle urine. La gestosi va tenuta sotto controllo da subito, perché, se non trattata, può trasformarsi in eclampsia vera e propria, con insorgenza di attacchi convulsivi fino al rischio estremo del coma. Si presenta più spesso nelle gravidanze gemellari e nelle donne che si alimentano in modo sbilanciato. È caratterizzata da valori di pressione compresi tra 140/90, da albuminuria – presenza di albumine nelle urine – a causa di alterazioni renali e da gonfiore a viso e mani. Possono comparire anche mal di testa, fotofobia e scintillii e dolori addominali. Per la diagnosi si rendono necessari dei test di laboratorio specifici per verificare la funzionalità epatica, renale e l’analisi della raccolta delle urine delle 24 ore per verificare la perdita totale delle proteine. Se la gestosi è moderata la donna deve riposare a letto e deve essere visitata almeno ogni due giorni.  Se le condizioni non migliorano deve essere considerato il ricovero in ambiente ospedaliero. Prima della 34° e la 35° settimana di gravidanza si cerca di portare la gravidanza più a lungo possibile,  dopo tale periodo è preferibile indurre il parto o considerare un parto cesareo

 

La speranza dallo studio

Un rimedio contro questa pericolosa complicanza sembra provenire dall’acido acetilsalicilico: assumere aspirina in gravidanza aiuterebbe le donne a prevenirla. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, secondo il quale a trarre beneficio da questa sostanza, conosciuta ormai da tempo immemorabile, mostra che a beneficiare dell’acido acetilsalicilico a basse dosi per la prevenzione della pre-eclampsia non sono solo le  donne in assenza di problemi, ma anche quelle più a rischio. La terapia con aspirina a basso dosaggio aveva già dimostrato di essere efficace per la prevenzione della patologia in donne in assenza di sintomi. I ricercatori del King’s College Hospital di Londra si sono concentrati sugli effetti in donne considerate ad alto rischio. Il trial clinico, in doppio cieco, ha coinvolto 1.620 donne predisposte alla malattia di 13 reparti di maternità tra Regno Unito, Spagna, Italia, Belgio, Grecia e Israele. Le donne sono state assegnate casualmente in due gruppi: il primo è stato trattato con 150 mg di aspirina al giorno dall’11° alla 14° settimana di gestazione fino alla 36° mentre il secondo gruppo ha ricevuto un placebo. Nel gruppo sottoposto alla terapia con aspirina, i casi di pre-eclampsia sono stati 13 – l’1,6% – mentre nel gruppo di controllo ha migliorato 35 casi – il 4,3%. Tra i due gruppi non c’erano, invece, differenze significative rispetto ad altre complicanze o effetti collaterali.

 

Sahalima Giovannini

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