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Ascoltare e cantare ninna nanna in gravidanza

marzo 15, 2017 1:00 pm

Prendere l’abitudine di cantare o ascoltare una ninna nanna al piccolo che si sta aspettando, lo aiuta non solo a rilassarsi ma ad agevolarne il sonno una volta nato

A tutte le mamme piace cantare al proprio bambino una ninna nanna, una semplice canzoncina o una filastrocca: il momento classico è prima di mettere il piccolo nel lettino. La voce della mamma, nota già durante la gravidanza, rilassa il piccolo e predispone al riposo. Inoltre il momento del canto serale è un’occasione per stare vicini, per condividere l’intima emozione di un legame speciale, tra mamma e neonato e, perché no, coinvolgendo anche il papà. Secondo un gruppo di esperti italiani, le future mamme dovrebbero imparare presto, fin dalla gravidanza, a cantare per il piccolo che aspettano: perché il bambino ascolta tutto, eccome. Impara a riconoscere la voce materna e le vibrazioni che si producono con il canto lo confortano e gli regalano sicurezza.

 

Bimbo più sereno se la mamma canta

Sembra anche che quando la mamma canta al bambino, questi dopo la nascita sia più sereno e meno soggetto a coliche e risvegli notturni. Lo rivela uno studio condotto presso l’Università Milano Bicocca e l’ospedale San Gerardo di Monza e pubblicato sulla rivista Women and Birth, secondo il quale l’esposizione alla musica può avere effetti vantaggiosi sul comportamento del feto e del neonato e anche sulle emozioni della gestante e della neomamma. Gli esperti hanno voluto verificare l’effetto della ninna nanna anche prima della nascita, quindi hanno coinvolto 83 gestanti cui è stato chiesto di canticchiare ninne nanne prima e dopo la nascita del bebè e 85 donne in attesa, che erano lasciate libere di decidere se cantare o meno. Quasi tutte le donne che cantavano ninne nanne hanno riscontrato una maggiore serenità e senso di relax e a tre mesi dal parto un legame più saldo col neonato. Nel gruppo della ninna nanna si sono ridotti in modo significativo il pianto del bambino nel primo mese di vita, la frequenza delle coliche, i risvegli notturni e anche lo stress materno.

 

I benefici del canto della mamma

Il senso dell’udito si sviluppa  già nel secondo trimestre di gravidanza e il bambino riesce a percepire, anche se in modo ovattato, i rumori e i suoni che provengono dall’esterno o anche dal corpo della mamma. La musica, le sirene delle ambulanze, le frasi ad alta voce pronunciate da altre persone giungono alle orecchie del piccolo, ma solo i rumori prodotti dall’organismo della mamma, come il battito del suo cuore o il suono della sua voce ha un effetto benefico sul piccolo. Alla stimolazione uditiva si accompagna infatti anche una di tipo sensoriale, perché il suono è accompagnato anche da una vibrazione che si trasmette dalle corde vocali al resto del corpo, giungendo anche al piccolo, coccolandolo e accarezzandolo. Se una mamma prende l’abitudine di cantare una ninna nanna al piccolo nel pancione, questi si abituerà al ritmo, dal quale si sentirà coccolato e confortato e lo stesso effetto si ripeterà una volta che il piccolo sarà venuto al mondo. I benefici della ninna nanna ci sono anche nel caso in cui un bimbo abbia qualche problema all’udito: infatti quando la mamma lo tiene stretto tra le braccia e canta, il piccolo avverte le vibrazioni della cassa toracica, come tenere carezze. Inoltre beneficia del sorriso e dello sguardo dolce della mamma, ricevendo ugualmente un grande giovamento sensoriale e affettivo.

 

Sahalima Giovannini

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