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Acido folico in gravidanza, perché è necessario

novembre 2, 2016 3:48 pm

Solo tre donne in gravidanza su dieci assumono abbastanza acido folico, uno dei nutrienti necessari per contrastare l’anemia nella mamma e la spina bifida nel feto.

Da oltre vent’anni si sa che una adeguata assunzione di acido folico in gravidanza ha due effetti benefici, uno sulla donna e una sul bambino: per la mamma, aiuta a formare nuovi globuli rossi e quindi contrasta il rischio di anemia, in sinergia con il ferro; per il bebè, favorisce la maturazione del sistema nervoso e lo sviluppo della spiona bifida. Nonostante la consapevolezza di questi benefici ormai ampiamente riconosciuti, secondo gli esperti sono ancora troppo poche le donne che non fanno scorta di questo prezioso nutriente.

Un elemento che non deve mancare
Assumere regolarmente acido folico almeno tre mesi prima del concepimento e per tutta la gravidanza permetterebbe di prevenire fino al 70% dei casi di spina bifida, eppure, solo il 30% delle donne in attesa lo assume a sufficienza. I neonatologi denunciano allarmati questa situazione chiedendo alle aziende alimentari di aggiungere ad alcuni prodotti questa vitamina, parte del gruppo B, in attesa che venga emanata una legge specifica in merito. Negli Stati Uniti, per esempio, l’acido folico è presente in una grande varietà di alimenti ad ampio consumo, quindi è sufficiente consumare regolarmente quegli alimenti fortificati per assicurarsi la quantità corretta di acido folico. In Italia non esiste ancora nulla del genere e l’assunzione di acido folico è legata a quanto una donna è resa consapevole dell’importanza di questa sostanza dal proprio ginecologo: alcuni, per esempio, ritengono che se questo nutriente non viene assunto nelle primissime settimane della gestazione, è del tutto inutile, poiché il tubo neurale del feto si chiude entro il terzo mese di gravidanza. Le malformazioni del tubo neurale riguardano circa 5.000 neonati ogni anno.

Ecco come farne scorta
E’ di fondamentale importanza iniziare a prendere acido folico prima dell’inizio della gestazione, se si ha intenzione di avere un bambino. Se la donna arriva al concepimento con una dose di acido folico adeguata nel sangue, le probabilità di mettere al mondo un bambino con problemi di spina bifida si riducono di molto. In ogni caso, l’acido folico è anche utile per prevenire l’anemia nella gestante, un disturbo molto frequente per tutta la gravidanza. L’acido folico può essere assunto in compresse prescritte dal medico, che contengono la dose ideale per la gestante di 400 microgrammi al giorno. È però possibile trovarla anche in alcuni alimenti, per esempio negli spinaci e nei vegetali a foglia verde, nella frutta secca, nei legumi, nelle banane nel latte. In questi cibi si trova però in modo naturale e, pur assicurando la dose minima indispensabile a una donna non in attesa, tra 50 e 200 mcg al giorno, non sono sufficienti per una donna in attesa. Sono quindi necessarie le integrazioni con i farmaci o i cibi fortificati. Negli USA, da quando è stata introdotta la legge sulla fortificazione di alimenti, secondo i Centers for Disease Control and Prevention, l’incidenza dei difetti del tubo neurale si è ridotta del 35%. In Europa, dove questo uso non esiste ancora, i difetti di spina bifida sono rimasti invariati. La quantità di acido folico non deve però essere superiore al il livello indicato di circa 400 mcg, al giorno, un dosaggio di quattro volte superiore il normale nel sangue, potrebbe stimolare lo sviluppo dell’autismo  nel feto.

Giorgia Andretti

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