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Pertosse, mamme vaccinate neonati protetti

ottobre 5, 2016 2:37 pm

Una malattia come la pertosse può essere letale per un neonato se la mamma non è protetta a sua volta. Infatti, l piccolo deve aver compiuto i due mesi per ricevere il vaccino specifico.

Qualche mese fa l’opinione pubblica fu molto scossa dal caso di una bimba di pochi giorni, deceduta in seguito alla pertosse. In quel caso, l’infezione si verificò perché la piccola, per qualche ragione, era entrata in contatto con l’agente infettivo e l’aveva contratto, ammalandosi. La piccola non era immune, infatti, il vaccino non può essere effettuato prima dei due mesi di età. L’aspetto preoccupante è un altro: il fatto che la bimba si sia ammalata significa che la malattia era presente nell’ambiente attorno a lei, probabilmente perché qualcuno l’aveva presa. Il calo della copertura vaccinale, un fatto purtroppo molto attuale, ha anche questa tra le sue conseguenze: il diffondersi di infezioni che potrebbero essere tenute sotto controllo, soprattutto per proteggere chi non ha difese, come appunto i neonati.

Vaccinare la mamma per proteggere il bebè
La pertosse può essere mortale se contratta da un neonato e qualche volta è la mamma a passarla al bambino, senza averne colpa. Per questo dal nuovo – Calendario vaccinale per la Vita – presentato dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, Siti; la Società Italiana di Pediatria, SIP; la Federazione Italiana Medici Pediatri, Fimp e la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, Fmmg; arriva l’indicazione di vaccinare la donna in gravidanza. In questo modo non solo si evita che lei stessa contragga la malattia ma soprattutto si protegge il neonato per i primi tre mesi di vita, quelli durante i quali non può essere immunizzato. Negli ultimi anni i casi di pertosse sono aumentati. La malattia che nei lattanti può avere conseguenze gravissime, a volte letali, è dovuta a una particolare tossina prodotta dal batterio patogeno, che porta a danni neurologici cerebrali, oltre ai noti sintomi respiratori come l’apnea. Risomministrare, o somministrare per chi non lo ha mai fatto, il vaccino contro la pertosse a donne incinte consente di trasmettere la protezione anche al proprio bimbo. A veicolare queste informazioni dovrebbero essere, secondo gli esperti: pediatri, medici di famiglia, ma anche ginecologi e ostetriche che organizzano i Corsi di accompagnamento alla nascita.

Pertosse, di che cosa di tratta
La pertosse è una malattia trasmessa da un batterio, la Bordetella pertussis. Colpisce a tutte le età, ma nei bambini ha sintomi più evidenti. Negli adulti può essere confusa con una banale bronchite mentre nei bambini si manifesta con i tipici colpi di tosse in sequenza anche da 20 -30, seguiti da una espirazione profonda simile al raglio di un asino, da cui la definizione di – tosse asinina – che ne permette la diagnosi. Nei bambini compaiono anche febbre, malessere, debolezza e può arrivare a serie complicazioni come polmonite ed encefalite, tanto più gravi quanto più il bambino è piccolo. La pertosse può essere curata con gli antibiotici, iniziando nelle prime ore dopo il contagio, purtroppo, non sempre è facile e, per questo è preferibile intervenire per tempo, ricorrendo al vaccino.

Giorgia Andretti

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