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Donne a rischio rosolia

settembre 16, 2016 3:26 pm

Ancora oggi troppe donne in età fertile non sanno se sono immuni o meno alla rosolia, una delle malattie infettive che può causare gravi danni al feto.

Una su tre: è la quota delle donne che non sa se è protetta dalla rosolia, una malattia infettiva pericolosa quando si aspetta un bambino. Se contratta in gravidanza, infatti, può causare gravi disturbi alla vista, all’udito e al sistema nervoso del feto. Oggi c’è un’arma importante per chi non si è ammalata di rosolia da bambina, acquisendo così l’immunità: si tratta del vaccino, disponibile nel programma vaccinale dell’infanzia assieme a quella contro il morbillo e la parotite. Per farla, però, è necessario sapere con certezza di essere a rischio, perché non ci si è mai ammalate. Questa consapevolezza nel nostro paese è poco diffusa.

Vaccinata o no?
Solo quattro donne su dieci sono vaccinate contro la rosolia e una su tre non sa se è protetta contro questa malattia che può causare malformazioni congenite al bambino. E’ quanto emerge dal monitoraggio condotto nel periodo 2012-2015 dall’Istituto Superiore di Sanità – ISS: tra le donne in età fertile esiste una consapevolezza molto scarsa del problema legato all’infezione in gravidanza. La quota di donne che rischiano sicuramente di ammalarsi perché non vaccinate e mai ammalate può sembrare contenuta, infatti è di circa il 2%, ma una quota piuttosto alta, più di una donna su tre, pari al 37%, non è a conoscenza del proprio stato immunitario nei confronti della rosolia. La percentuale di donne non consapevoli del proprio stato immunitario varia tra le diverse Regioni. Si va dal 62% della Calabria al 28% del Veneto. Per quanto riguarda la copertura vaccinale, il 41% delle donne dichiara di essere stata vaccinata contro la rosolia ma anche per quest’indicatore i valori vanno dal 21% della Valle d’Aosta o il 27% della Calabria al 65% del Veneto. La percentuale di donne vaccinate è maggiore tra le più giovani: è massima 57% nella classe di età tra i 18 e 24 anni grazie all’offerta della vaccinazione nell’adolescenza prevista dal Piano di eliminazione della malattia, mentre nelle generazioni successive diminuisce gradualmente 44% tra le 25-34enni e 34% tra le 35-49enni.

Rosolia, perché è un pericolo
La rosolia è pericolosa per il feto se viene contratta durante la gravidanza perché il virus di questa malattia riesce a passare la barriera placentare e a provocare conseguenze anche serie per la salute del nascituro. Il periodo più a rischio è il primo trimestre. E’ in questi mesi infatti che gli organi del bambino si stanno formando. Se la futura mamma contrae la malattia in questo periodo, espone il figlio al rischio di lesioni alla vista, all’udito, al cuore e al sistema nervoso. Il pericolo diminuisce nel secondo trimestre di gestazione ed è minimo nel terzo, quando gli organi sono completamente formati. E’ quindi importante, se la donna ha in progetto una maternità, di sottoporsi ad un esame specifico, il rubeo test, per accertarsi di aver acquisito gli anticorpi. Se l’esito è negativo, è opportuno che la donna si sottoponga alla vaccinazione, facendo molta attenzione a non concepire per quattro mesi. Solo dopo questo periodo il rischio di patologie è scongiurato.

Lina Rossi

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