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Grassi in gravidanza, rischi per il bebè

settembre 5, 2016 3:21 pm

Se la mamma segue una dieta troppo ricca di grassi, non solo predispone il nascituro a sovrappeso e obesità, ma può anche essere la causa di disturbi comportamentali.

Si sa che in gravidanza l’appetito è capriccioso: nei primi mesi la nausea detiene lo scettro e solo nel secondo e terzo trimestre si può avvertire una vera e propria fame, che spinge, come dicevano i nostri vecchi, a mangiare per due. Oggi è più che sicuro che questo è un comportamento sbagliato, non solo perché mangiare troppo espone la mamma a ipertensione e diabete, ma anche perché il bambino rischia, una volta nato, di avere problemi di sovrappeso in misura maggiore. Ma alcuni esperti hanno fatto anche un’altra scoperta.

I disturbi del comportamento
Una dieta troppo ricca di grassi in gravidanza può influenzare le caratteristiche metaboliche del feto, predisponendolo a obesità e diabete e questo era già un fatto noto ma, sembra essere responsabile anche di problemi comportamentali come l’iperattività. Lo sostiene uno studio del King’s College di Londra pubblicato dal Journal of Child Psychology and Psychiatry, che accusa un’alimentazione troppo ricca di grassi e zuccheri. I ricercatori hanno messo a confronto 83 bambini con problemi comportamentali con 81 coetanei che non avevano disturbi, riuscendo a stabilire come la dieta seguita dalla mamma in gravidanza avesse influenzato l’attività di un gene, l’Igf2, coinvolto nello sviluppo del feto e di alcune aree del cervello, implicate nell’insorgenza della sindrome di iperattività. Dallo studio è emerso un legame tra dieta troppo ricca di grassi e zuccheri, scarsa attività del gene e conseguente iperattività e altri problemi nel nascituro. I risultati suggeriscono che seguire una dieta salutare in gravidanza può abbassare il livello dei sintomi di iperattività e dei problemi di condotta.

La dieta giusta per la futura mamma
Insomma, nutrirsi in modo equilibrato è importante anche per aiutare il proprio figlio a essere più sano fisiologicamente ed emotivamente più concentrato, evitando così di incorrere in uno dei disturbi del comportamento che, purtroppo, sembrano sempre più frequenti: l’iperattività meglio conosciuta come ADHD. È importante tenere sotto controllo l’appetito con i cibi meno calorici: frutta e verdura. La frutta andrebbe sbucciata, la verdura lavata accuratamente per evitare il rischio di toxoplasmosi. Sono gli alimenti più sazianti, più ricchi di minerali e vitamine e poveri di grassi. Altamente sazianti sono le proteine, soprattutto quelle delle carni bianche, pollo e tacchino, del pesce, ricco tra l’altro di omega 3 che aiutano la maturazione del sistema nervoso del bambino, dei formaggi non troppo grassi e delle uova, da consumare sempre ben cotte. Sì anche a riso e a carboidrati integrali che appagano e danno energia. È bene invece ridurre al massimo i dolci ricchi di panna e zuccheri industriale, così come lo junk food: un hambuger del fast food e una porzione di patatine sono ovviamente concessi, ma solo una volta ogni tanto. Questo vale sempre, non solo in gravidanza.

Giorgia Andretti

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