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Gravidanza: eccesso di acido folico e rischio autismo

maggio 24, 2016 9:23 am

L’acido folico e la vitamina B12 sono raccomandati al giusto dosaggio, vietato esagerare di propria iniziativa, il feto potrebbe essere esposto ad un maggior rischio di sviluppare autismo.

Da anni, l’acido folico è raccomandato fin dai primi mesi di gravidanza, anzi gli esperti suggeriscono di assumerlo non appena si decide di mettere in cantiere un bambino. E’ però importante attenersi alle dosi prescritte dal medico senza esagerar. L’eccesso potrebbe causare disturbi neurologici al bambino, predisponendo addirittura a un maggiore rischio di autismo. Secondo uno studio condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, negli USA, l’eccesso di folati raddoppierebbe il rischio di comparsa di disturbi dello spettro autistico. Il rischio aumenterebbe ancora di più se, oltre al troppo acido folico, si assume anche una quantità eccessiva di vitamina B12.

Una dose giusta, mai eccessiva
La ricerca ha evidenziato che donne con un livello di acido folico superiore a quattro volte la norma nel sangue, il rischio di disturbo dello spettro autistico nel bambino è più che raddoppiato. I folati si trovano in molti alimenti, soprattutto nei vegetali a foglia verde. L’acido folico è spesso utilizzato nei supplementi vitaminici o contenuto in una serie di alimenti fortificati: questo però avviene negli USA, mentre nel nostro paese è una realtà non ancora presente. Forse, non del tutto a torto, perché il consumo di alimenti naturalmente arricchiti potrebbe far assumere senza volerlo quantità davvero eccessive, soprattutto se oltre ai cibi si prendono anche gli integratori. Insomma, un adeguato supplemento di queste sostanze in gravidanza è protettiva proprio per prevenire difetti del tubo neurale come la spina bifida e garantire il corretto sviluppo nervoso del piccolo. Ciò che non bisogna fare è scivolare nell’eccesso opposto, poiché questo può provocare dei danni.

A cosa servono i folati
I folati sono sostanze fondamentali per la crescita cellulare e lo sviluppo nervoso. Se non sono presenti in quantità adeguate nell’organismo della donna ai primi stadi di gravidanza, possono verificarsi difetti congeniti e un rischio di disturbi dello spettro autistico. Eppure moltissime donne non assumono una quantità adeguata di folati o non li assorbono in maniera corretta, incontrando stati carenziali. Secondo dati dei Center Disease Control, una donna americana su quattro in età fertile presenta deficit di folati che non viene quasi mai scoperta poiché la folatemia non viene monitorata di routine in gravidanza. Lo studio presentato a Baltimora aveva anche l’obiettivo di far luce su questa diffusa carenza, ma ha scoperto anche il problema opposto: anche l’eccesso può essere dannoso quanto il difetto. Ha coinvolto 1.391 coppie madre-figlio della Boston Birth Cohort. Le madri sono state reclutate al momento del parto tra il 1998 e il 2013 e seguite per diversi anni, dopo aver effettuato il dosaggio dei folati nel sangue materna entro i primi 1-3 giorni dal parto. Una donna su 10 presentava dei livelli di folatemia in eccesso. La maggior parte delle donne ha dichiarato in effetti di aver assunto supplementi multivitaminici in gravidanza, comprendenti acido folico e vitamina B12. È possibile che queste mamme, oltre ad un eccesso di supplementi vitaminici, abbia consumato anche una quantità elevata di cibi fortificati con acido folico. Non si esclude nemmeno che alcune donne siano predisposte ad assorbire maggiori quantità di folati o a metabolizzarli più lentamente. Insomma, occorrono maggiori certezze, ma anche in questo caso è essenziale non sottovalutare mai l’eccesso di quello che può fare bene come gli integratori e i cibi fortificati: prima è indispensabile discuterne sempre con il proprio ginecologo.

Giorgia Andretti

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