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Il feto ride e piange

febbraio 16, 2004 12:00 pm

La scoperta è di alcuni medici inglesi che hanno utilizzato una nuova tecnologia in 3 dimensioni Dopo appena 26 settimane dal concepimento, il feto già sorride, sbadiglia, stringe gli occhi e piange. Lo rivelano le dettagliate immagini ottenute grazie ad una nuova tecnologia ecografica in 3 dimensioni utilizzata per la prima volta da un esperto…

La scoperta è di alcuni medici inglesi che hanno utilizzato una nuova tecnologia in 3

dimensioni

Dopo appena 26 settimane dal concepimento, il feto già sorride, sbadiglia, stringe gli occhi e piange. Lo rivelano le dettagliate

immagini ottenute grazie ad una nuova tecnologia ecografica in 3 dimensioni utilizzata per la prima volta da un esperto londinese di ostretricia. La

rivoluzionaria scoperta avvenuta al Create Health Centre for Reproduction and Advanced Technology, smentisce la teoria seguita finora secondo la quale i

bebè imparano a sorridere alcune settimane dopo la nascita copiando le espressioni che vedono sul volto della madre.

“Nelle prime sei

settimane dopo la nascita – ha spiegato il professor Stuart Campbell, pioniere dell’innovativa tecnica – i neonati non sorridano. Ma la nostra

ricerca ha rilevato che prima della nascita, la maggior parte dei bambini sorride spesso. Questa circostanza potrebbe indicare – ha ipotizzato lo

studioso – che i bambini hanno un’esistenza tranquilla e senza problemi quando sono ancora nell’utero e che reagiscono in maniera negativa al trauma

della nascita e alle difficoltà di interagire con un ambiente nuovo e strano”.

Il professor Campbell ha utilizzato dei macchinari

ecografici altamente sofisticati per ottenere le immagini in movimento e fisse, che vengono poi ombreggiate per mostrare nel dettaglio i lineamenti del

volto del feto. La tecnologia potrebbe ampliare notevolmente le conoscenze sulla salute fetale aprendo la strada a nuove scoperte. “Ci sono molti

interrogativi – ha affermato il professore – sui quali ora si può indagare. Perché il feto sorride o piange? Perché è felice? Quali sono gli

eventi che lo disturbano? Perché stringe gli occhi visto che si ritiene sia al buio nel grembo materno?”. Gli studiosi non sanno se il sorriso del

feto sia dovuto ad una reazione emotiva o se si tratti semplicemente di un movimento facciale. Ulteriori ricerche tenteranno di sciogliere il dilemma

verificando anche se le espressioni del feto cambiano per effetto di stimoli esterni come la musica o di pratiche invasive come l’amniocentesi e la

villocentesi.

 

Angela Salini

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