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L’avvio del parto: segnali fisiologici annunciano il parto imminente

maggio 2, 2013 10:18 am

Alcuni segnali sono inconfondibili: l’addome è sceso, un liquido denso e rossastro può fare la sua comparsa ma soprattutto, hanno inizio le contrazioni. Ecco tutti i passaggi per capire se il nostro bambino sta per nascere.

Il pensiero più assiduo di una donna in stato interessante è: riuscirò a capire quando il mio bimbo starà per nascere? E questa una domanda ricorrente e tutte noi mamme almeno un paio di volte di siamo poste. La risposta ci è arrivata dalle nostre mamme e dal nostro ginecologo: è l’istinto di madre a far capolino all’improvviso. Anche se si tratta del primo bambino, la donna riesce perfettamente a rendersi conto quando è il momento di recarsi in ospedale. Ci sono infatti segnali inconfondibili a testimoniare l’evento imminente. Solo una piccola percentuale delle gravidanze si conclude esattamente nei giorni presunti: molti bambini nascono prima e altrettanti dopo tale data. Per questo è importante imparare a conoscere il proprio corpo ed i segnali che questo le invia: contrazioni intense e ravvicinate, perdite e dolori addominali.

Come cambia il corpo pochi giorni prima
Verso la fine della gravidanza, l’addome perde la classica conformazione rotonda e assume un aspetto a pera, più basso e con una punta accentuata. È il primo segno dell’avvio al parto. Il bambino, infatti, ha assunto la posizione a testa in giù, con il capo incuneato tra le ossa pubiche e il sederino rivolto verso l’alto. Inoltre, nelle ultime settimane si avverte ancora di più il bisogno di urinare, conseguenza della pressione esercitata dalla testa del bambino sulla vescica quando si trova nel canale del parto. Fino a tre giorni circa prima del parto si verifica la cosiddetta marcatura o segnatura. Consiste nella perdita di un tappo di muco che copre e chiude il collo dell’utero, per tutta la gravidanza il tappo ha avuto il compito di impedire il passaggio delle infezioni dall’esterno e proteggere da colpi e traumi. Il tappo è un piccolo ammasso gelatinoso opaco, segnato di sangue, è possibile notarlo sugli slip o durante le pratiche di igiene intima. La quantità gelatinosa è scarsa ed è ben diversa dalla rottura delle acqua. Infine, nelle ultime settimane si possono avvertire difficoltà digestive, nausea, dolore e senso di pesantezza nella zona lombo-sacrale della schiena. Questi disturbi sono dovuti al volume e alla posizione del bambino, ha ormai raggiunto ragguardevoli dimensioni e preme sugli organi interni, come stomaco e intestino, rendendo più difficoltose le funzioni digestive e intestinali.

Quando è il momento di prepararsi
Le manifestazioni del parto imminente sono invece le contrazioni vere e proprie. Inizialmente durano pochi secondi, con il passare delle ore raggiungono la lunghezza di un minuto, con intervalli sempre più ravvicinati. Sono spasmi piuttosto intensi, simili ai dolori mestruali ma più accentuati e si manifestano con una sensazione di irrigidimento e di tensione all’addome. Il dolore si irradia dalla schiena alla parte anteriore del corpo, o dalla parte superiore a quella inferiore dell’addome e può coinvolgere anche la schiena e le reni. Si verifica, inoltre, la rottura del sacco amniotico, una membrana anelastica che contiene il liquido amniotico e avvolge il bambino. Per questo, si rompe sotto la spinta delle contrazioni, la sua rottura lascia fuoriuscire il liquido amniotico, solitamente in un unico fiotto. A volte la rottura del sacco amniotico precede la comparsa delle doglie, si manifestano circa 24 ore dopo. In altri casi, le contrazioni prendono l’avvio anche se non si è ancora verificata la rottura del sacco amniotico. In alcuni casi si verifica una perdita di liquido lenta e poco percettibile. La comparsa di muco sanguigno è un’altra delle possibili manifestazioni del parto imminente. Si tratta di una perdita di sangue vischioso simile al sangue mestruale, ma più denso ed è costituita dalle cellule di rivestimento dell’utero in via di sfaldamento. In genere, il parto si verifica 24-48 ore dopo la comparsa di sangue.

Lina Rossi
Consulenza della dott.ssa Anna Maria Vulpiani
Specialista in Ginecologia a Roma

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