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Il meconio ovvero le feci emesse dal bambino nelle sue prime 24 ore

febbraio 11, 2013 11:21 am

Una sostanza scura, vischiosa e di colore verdastro: è la prima emissione di feci del neonato e deve avvenire entro le 24 ore dalla nascita. In caso di mancata emissione, vanno ricercate le cause di una eventuale anormalità.

Tutti i neonati devono eliminare il meconio entro il tempo stabilito delle 24 ore. In genere sono le ostetriche del reparto a constatare l’avvenuta emissione con la segnalazione in cartella clinica. Se il bimbo viene partorito in casa, sarà la mamma ad effettuare la rimozione del meconio e dovrà riferirlo al pediatra non appena questo avviene. Per eliminare il meconio è sufficiente asportarlo con una salvietta per neonati, detergere la pelle con acqua e poco sapone delicatissimo, applicare pomata protettiva ed applicare un piccolissimo pannolino pulito. L’intestino del neonato inizierà a contenere e digerire il latte delle prime poppate, quindi immediatamente dopo aver eliminato il meconio le feci assumeranno il classico colore giallo dei lattanti.

Il meconio visto da vicino
La sua composizione chimica, pur essendo il residuo del prodotto digerito, è diverso dalle feci. Il meconio, infatti, è costituito da materiali che il bambino ha deglutito durante la vita intrauterina: liquido amniotico, urina e cellule dell’epitelio intestinale. Il colore scuro è dovuto alla presenza di bilirubina, una sostanza che deriva dalla degradazione improvvisa di molti globuli rossi, cellule del sangue che il bambino, quando è pronto per venire al mondo, inizia a produrre autonomamente. Durante la vita intrauterina, infatti, il sangue circolante nei canali sanguigni è, sostanzialmente, sangue materno: solo verso la fine della gravidanza il midollo osseo e il fegato del bambino raggiungono una maturazione sufficiente per iniziare a produrre sangue proprio. Il sangue antico viene degradato nell’intestino contribuendo appunto a formare il meconio al quale conferisce la tipica colorazione.

La mancata eliminazione è il segnale di un problema
La mancata eliminazione del meconio è il segno di una malformazione anatomica come, per esempio l’ano imperforato, la fibrosi cistica o la malattia di Hirschsprung. In tutte queste situazioni il materiale intestinale non riesce a essere eliminato. Il meconio può invece rappresentare un problema se viene inghiottito dal bambino durante il parto, in genere circa il 5% dei bambini ne ingoia. Questo rischio viene corso soprattutto dai bambini nati a quaranta settimane e tre giorni quando il liquido amniotico inizia a diminuire e la concentrazione di meconio nel liquido aumenta. L’intestino è, infatti, maturo e lo stress del parto può indurre i bambini a liberarsi delle sostanze in esso contenute, che si disperdono quindi nel liquido amniotico ridotto nel volume. Se il bambino nel canale del parto le inala o le ingerisce, può contrarre una forma di polmonite dovuta proprio alle sostanze irritanti contenute nel meconio. Per questo immediatamente prima del vagito il ginecologo aspira il liquido dalla bocca del neonato. Si tratta, comunque, di una eventualità molto rara. Maggiore attenzione deve essere posta al colore delle acque durante il travaglio: se sono di colore verdastro, è molto probabile che il liquido sia invecchiato: è un segno di possibile sofferenza fetale. La mamma deve quindi essere sottoposta l’induzione del parto e, se necessario, ricorrere anche ad un cesareo.

Giorgia Andretti
consulenza della dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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