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La depressione può sciupare la gravidanza, complice la crisi economica

dicembre 28, 2012 9:30 am

Il perdurare della crisi economica può essere una delle cause del peggioramento della depressione in gravidanza. A sostenerlo sono in risultati di una ricerca condotta su 367 donne con depressione perinatale.

E’ stato reso noto l’identikit delle partorienti con episodi di depressione a ridosso del parto: 34 anni, grado di istruzione medio, stato sociale medio, gravidanza complicata da patologie specifiche, passato di crisi depressive e o ansiose, scarsa presenza del compagno, della famiglia, degli amici e disoccupata. E’ questo il risultato della ricerca condotta in Lombardia negli anni 2008 – 2011.

La ricerca in Lombardia
Lo studio è stato voluto dal Direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli Prof. Claudio Mencacci ed ha coinvolto 189 donne in gravidanza e 178 nell’immediato post-partum. L’aspetto economico è forse il primo grande ingrediente a destabilizzare una neo mamma: mettere al mondo un figlio non significa soltanto partorirlo ma provvedere a tutto quanto un bimbo può aver bisogno, dall’alimentazione al vestirlo fino a provvedere alla sua istruzione. I nove mesi della gestazione sono bellissimi e sentire la vita prendere corpo nel ventre è una sensazione meravigliosa. Purtroppo, però, le notizie economiche si infiltrano nei pensieri di ogni persona a maggior ragione in quelli della donna in attesa. La gestazione per eccellenza è il tempo della riflessione e dei ragionamenti su come sarà il bimbo che si aspetta e quale futuro avrà. Di certo, sentir parlare di crisi, di posti di lavoro che forse non ci saranno più o delle difficoltà a cui si dovrà andare incontro, non predispone alla serenità necessaria ad una donna in attesa. Fa poi capolino un nuovo elemento tra i fattori che predispongono alla depressione non meno importante di quello economico: l’immigrazione ed è anche comprensibile il perché. Le donne immigrate di qualsiasi cultura portano il loro bagaglio di isolamento e solitudine, fattori predisponenti alla depressione tra cui: lo stress derivante dal processo di acculturazione, le difficoltà dell’apprendimento della lingua italiana e l’inserimento tre le pieghe della nostra cultura. Tutto questo costituisce una forte limitazione a giovarsi dei servizi sanitari e sociali del nostro paese.

Il sostegno della famiglia
Considerato che uno dei fattori predisponenti il disagio è la pregressa depressione di cui si è sofferto prima della gravidanza, va da se che il sostegno della propria famiglia di origine è importante. E’ un segno di riconoscimento dell’appartenenza ad un nucleo famigliare. Una madre, una sorella o una cugina sapranno essere accoglienti con la donna in gravidanza, lo sapranno fare non solo perché con molta probabilità ne hanno sofferto a loro volta ma perché debbono difendere la famiglia e lo faranno con tutti i mezzi a disposizione. Anche in questo caso però, non tutto corrisponde a quanto si vorrebbe: il compagno, i genitori, gli amici….sono tutti super indaffarati a correre dietro alle esigenze della vita ed il tempo per accompagnare una gestante nel cammino dell’attesa è sempre più limitato lasciando così tanto tempo libero per correre dietro ai pensieri non sempre positivi che accompagnano una gravidanza.
Ogni anno sono ben il 16% le donne presenta durante questo momento della vita disturbi dell’umore tra 55mila e le 80mila.

La prevenzione momento fondamentale

Come sempre la prevenzione deve essere il primo impegno nel rispetto della salute e scoprire con largo anticipo se la donna potrebbe sviluppare o meno la patologia depressiva è di fondamentale importanza. L’associazione senza fine di lucro Guida per Genitori fin dal 2002 è in prima linea per la prevenzione della depressione post-partum e lo ha fatto sia con la diffusione di un leaflet di oltre un milione di copie distribuite in 185 centri nascita pubblici che con la pubblicazione del test di Edinburg, lo strumento per capire quanto si è predisposti a sviluppare una forma depressiva. A completamento del lavoro di informazione è tutt’ora attivo il centro di ascoltodove è possibile richiedere qualsiasi informazione o consiglio ed esperti psichiatri risponderanno nell’arco di 48 ore privatamente e nel rispetto dell’anonimato. La prevenzione è quind il primo passo da compiere perché, per usare le parole del prof. Menecacci: ”Un ritardo diagnostico di un disturbo dell’umore, dall’ ansia alla depressione; puo’ avere importanti ripercussioni sulla donna e sul nascituro”. Inoltre, sono attivi sei i centri di eccellenza che trattano la depressione sia post-partum che pre-parto: Milano, Torino, Pisa, Catania, Napoli ed Ancona. Nelle strutture di questi ospedali oltre alla ricerca viene svolto anche il lavoro di sostegno attraverso servizi vari.

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Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica

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