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I piccoli nati prematuri sono in aumento, tra i molteplici fattori anche gli stili di vita

novembre 30, 2012 12:45 pm

Viene definito prematuro un parto tra la 37ma e la 42ma settimana. Fino a qualche decennio fa queste nascite erano un’eccezione, oggi sempre più bambini nascono in questo periodo e molti addirittura prima della 32ma settimana.

Alcune settimane fa si è celebrata la giornata mondiale dedicata a tutti i neonati prematuri, a tale propositola SIN- Società Italiana di Neonatologia, in assenza di politiche nazionali attente e adeguate ha voluto sollecitare una maggiore informazione al fine di prevenire e assistere al meglio i piccoli prematuri.

In crescita le nascite premature in Italia
I dati forniti dalla SIN mostrano un quadro davvero allarmante. Ben il 6,9%, ossia circa quarantamila bimbi, vengono alla luce prima della 37ma settimana di gestazione e tra questi il 2% nasce prima della 32ma settimana. Purtroppo circa il 10%  dei prematuri non sopravvive. Le nascite premature sono quindi in crescita così tanto da potersi considerare un problema di salute pubblica.  E’ doveroso pertanto promuoverne la conoscenza, educando alla massima prevenzione, diffondendo una cultura di assoluta umanizzazione nell’accoglimento responsabile di queste fragili vite e di sostegno socio-sanitario alle famiglie chiamate ad affrontare una situazione complicata e difficile. L’obiettivo è quello di raggiungere la concretizzazione del pieno diritto alla vita e alla salute, già garantiti loro dalla giurisprudenza e dalla bioetica. La stessa società di neonatologia evidenzia inoltre il peso economico delle nascite premature, soprattutto nei casi più complicati relativi alle nascite addirittura precedenti alla 28ma settimana, arrecano alla società in termini di cure, volte ad aumentarne la percentuale di sopravvivenza e limitare al massimo le possibili conseguenze patologiche e di disabilità. Per tutti questi validissimi motivi nel 2010 la SIN, parte attiva nella realizzazione del “Manifesto dei diritti del bambino nato prematuro”, promosso dall’Associazione Vivere Onlus, ha permesso che l’Italia si posizionasse in cima ai paesi aderenti all’appello delle Nazioni Unite.

Probabili cause di un parto prematuro
Sono davvero molti i fattori, non sempre isolabili, che predispongono ad un parto prematuro e comunque nella quasi nella totalità dei casi  sono legati ad una condizione materna.

Fattori materni:

  • patologie della mamma passate o perduranti nel periodo della gravidanza: anemia e quindi bassa percentuale di globuli rossi deputati al trasporto dell’ossigeno nel sangue,   scarsa alimentazione, scarso nutrimento al feto; diabete, insufficiente o assente produzione di insulina, competente al trasporto degli zuccheri dal sangue ai tessuti, per fornire energia all’organismo; malattie renali, possono causare intossicazioni dell’organismo; disfunzioni cardiache, con difficoltà per la mamma di sostenere anche la circolazione fetale;
  •  patologie specifiche della gravidanza: gestosi con sintomi di gonfiore agli arti inferiori, innalzamento della pressione arteriosa e presenza di proteine nelle urine, ipertensione arteriosa, infezioni di varia origine come appendice, polmoniti ecc., disturbi placentari, anomalie uterine;
  •  gravidanze a rischio per gemellarità;
  •  gravidanze medicalmente assistite, da cui spesso originano gravidanze plurime;
  •  gravidanze ravvicinate nel tempo e ripetute. Alcune volte il rischio di parto prematuro si instaura in donne che presentano un collo dell’utero “incontinente” ossia con pareti rilassate e dunque non capaci di sostenere per il tempo necessario il feto. In questi casi molto frequentemente si ricorre ad un intervento chirurgico, in anestesia totale, che apporta un supporto artificiale di materiale atossico ai tessuti stessi, cosiddetto cerchiaggio;
  • età della gestante inferiore ai 20 e superiore ai 38 anni.

Fattori fetali:

  • crescita intrauterina rallentata;
  • patologie  del cordone ombelicale;,
  • malformazioni genetiche.

A tutte queste possibili cause vanno aggiunti gli stili di vita scorretti come l’alcolismo, la tossicodipendenza o tabagismo. Ed infine, cause legate a stress fisici o psicologici della partoriente, come l’eccessiva esposizione alla fatica o sofferenze emotive gravi come lutti in famiglia. Tutte situazioni sfavorevoli o di disagio, che inducono il piccolo feto a cercare altrove e cioè nella vita extrauterina un ambiente a lui più congeniale.

L’importanza della prevenzione e terapie adottate
La prevenzione in gravidanza è molto importante e quindi tutti i fattori di rischio debbono essere monitorati. Si dovranno assolutamente evitare tutti i tipi di stress e adottare uno stile di vita congeniale alla gravidanza. Nonostante il costante monitoraggio dell’iter gestazionale alcune gravidanze possono interrompersi comunque prima del previsto. Innanzitutto, è bene informare tutte le donne in gravidanza affinché  sappiano riconoscere i più evidenti segnali di rischio. Ad esempio una donna con contrazioni ripetute nel tempo, con intervalli sempre più brevi, dolore associabile a quello mestruale che si irradia ai lombi e alla schiena, con forte indurimento addominale nel momento della contrazione, non dovrebbe assolutamente sottovalutarle, ma rivolgersi prima possibile nella struttura ospedaliera più vicina.  Saranno i ginecologi a valutare il singolo caso specifico e l’opportunità di guadagnare settimane di gestazione a favore della maturazione del feto oppure a prendere la decisione di intervenire con il parto a causa delle inadatte condizioni intrauterine.

Tutti i rischi di un prematuro
Un piccolo nato tra la 24ma e la 32ma settimana può andare incontro ad una serie di disabilità più o meno gravi, in particolare di tipo neurologico-sensoriale. E’ proprio per questo chela SINrende noto il suo impegno affinché tutte le strutture ospedaliere italiane siano dotate di reparti di neonatologia e terapia intensiva, rigorosamente a misura dei neonati e delle loro famiglie. Un bimbo che vede la luce alla 34ma settimana non ha ancora la maturità fisica, in particolare cardiaca, polmonare e immunologica, per poter vivere autonomamente fuori dal corpo materno e quindi necessita di cure attente e continue da parte del personale medico, che ne monitorizza minuto per minuto i parametri vitali e quindi le condizioni di salute. Immediatamente dopo la nascita il piccolo viene posto in una culla termica, un ambiente con temperatura costante intorno ai 37° e umidità elevata, il piccolo per proteggere la sua delicatissima epidermide. L’incubatrice imita lo stesso ambiente uterino garantendo al piccolo l’ambiente ideale fino al momento in cui avrà raggiunto un sufficiente grado di maturazione. La ventilazione meccanica permette inoltre al bimbo di avere la giusta ossigenazione, viene applicata soprattutto alle nascite precedenti alla 32ma settimana ed al di sotto dei 1500 gr di peso.  Nel periodo di permanenza nell’incubatrice il bimbo viene accudito costantemente dal personale sanitario,  attraverso gli oblò è possibile effettuare qualsiasi manovra si renda necessaria ma può, soprattutto, ricevere le carezze della mamma indispensabili ad una sua veloce ripresa. Non è raro che il piccolo sia dotato di cateteri per via venosa o sonde, che attraverso l’esofago giungano allo stomaco, per la somministrazione di nutrimento e liquidi o farmaci  tipo gli antibiotici o farmaci per la pressione e le funzioni cardiache. La permanenza nel “nido” ospedaliero può prolungarsi per settimane e comunque fino al raggiungimento di un sufficiente grado di maturazione tale da rendere possibile il primo contatto  con il corpo della mamma per  promuovere l’avvio dell’allattamento al seno, e del papà, per i primi emozionanti scambi di coccole come ad esempiola Marsupioterapia. Una volta a casa il programma di assistenza, cui fulcro è il follow- up, le cure seguenti alle dimissioni, sarà condiviso con l’èquipe ospedaliera e il pediatra di famiglia. A questo punto il piccolo sarà accudito con estrema tenerezza e amore, per avviarsi pian piano ad una quanto più normale esistenza.

Fabiana Angelucci
Con la collaborazione della dott.ssa Anna Maria Vulpiani
Specialista in Ginecologia a Roma

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