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Il papà in sala parto

aprile 18, 2011 12:46 pm

Assistere alla nascita del figlio per molti padri è un’emozione unica ma per alcuni può compromettere il rapporto di coppia. Sono i risultati di uno studio della SIMP. Un’esperienza unica, che resta impressa nella memoria, se il padre del bimbo che sta per venire al mondo è veramente convinto di voler essere presente alla nascita…

Il papà in sala parto

Assistere alla nascita del figlio per molti padri è un’emozione unica ma per alcuni può compromettere il rapporto di coppia. Sono i risultati di uno studio della SIMP.

Un’esperienza unica, che resta impressa nella memoria, se il padre del bimbo che sta per venire al mondo è veramente convinto di voler essere presente alla nascita del figlio. Un momento sicuramente ricco di emozione, che però espone a sensazioni nuove verso se stessi e la partner e dunque in grado di cambiare le dinamiche della coppia, in altri casi. Al punto che vedere il bimbo che nascere può segnare un momento di crisi nel rapporto con la partner. Dirlo fa un po’ di tristezza, eppure sono i dati a parlare. L’Istat ha infatti rilevato che si verifica un più elevato numero di fallimenti matrimoniali nelle regioni in cui i papà partecipano di più al parto.

Più divorzi se i papà sono presenti
Il dato ha incuriosito gli esperti della SIMP, Società Italiana di medicina perinatale, che hanno deciso di approfondire la questione intervistando oltre 300 coppie in tutte le regioni d’Italia, che avevano avuto un bambino con parto spontaneo nel 1998. Nella maggior parte dei casi, il papà aveva assistito alla nascita del figlio. Dopo dieci anni, un terzo delle coppie intervistate risultava separato o divorziato. Il numero di separazioni è più elevato tra le coppie in cui marito ha assistito al parto della moglie. I risultati dell’indagine confermerebbero quindi i dati dell’Istat, secondo cui nelle Regioni del Nord Ovest d’Italia, dove otto mariti su dieci assistono al parto, si separa una coppia su 2,5. Al Centro, i papà stanno in sala parto nel 63% dei casi e le separazioni iniziano a calare: 1 su 4,5. Nelle Isole Maggiori, solo la metà dei mariti o compagni è presente e le separazioni sono 1 caso su 7. Il Sud è la zona in cui il futuro papà entra meno in sala parto: solo 30 uomini su 100 e le separazioni sono una su otto. Secondo gli esperti, le cause che legano le separazioni più frequenti all’aver assistito di più al parto sono di tipo socio-culturale: gli uomini più moderni, più disponibili a rivedere il proprio ruolo maschile e quindi a partecipare a un momento “da donne” come il parto, sono anche quelli meno legati ai valori dell’indissolubilità del matrimonio e della coppia.

Quelle emozioni poco piacevoli
Questi dati, più che far preoccupare e indurre i papà di oggi a non entrare in sala parto, devono aiutare a riflettere. Quanto gli uomini moderni desiderano davvero assistere alla nascita del proprio bambino e quanti lo fanno per accontentare la compagna, perché lo fanno tutti, per mostrarsi “forti” o anche solo per indecisione? Vedere il proprio bambino che viene al mondo è sicuramente un momento straordinario se la decisione è meditata, se il futuro papà è convinto fino in fondo di volerlo fare. Se il rapporto di coppia è solido e cementato, il maschio può essere sicuro di poter vedere la propria compagna anche in un momento fatto di sofferenza, di lamenti, di sangue, assistendola e confortandola negli ultimi passi di un meraviglioso progetto a due iniziato nove mesi prima e che ora sta davvero per cominciare. In caso contrario, una coppia troppo recente, che magari non aveva realmente riflettuto sull’opportunità di avere un figlio, o che era già in crisi, potrebbe avere dei problemi. Vedere la compagna in una situazione ben lontana dall’immaginario erotico maschile, può suscitare emozioni nuove, non sempre positive. Può quindi avviare una crisi che, con il tempo e se non affrontata adeguatamente, può condurre a una separazione.

Ammettere di non essere pronti
Non è però il fatto di assistere alla nascita a mettere a repentaglio la solidità di una relazione a due. Questo evento, che segna un momento fondamentale, può essere un passaggio, non la causa di un fallimento. Se la coppia è stabile, collaudata, la nascita del figlio è un collante meraviglioso e l’inizio della vita della famiglia. I futuri papà, però, devono essere onesti con se stessi e con la propria compagna: se non se la sentono di essere presenti alla nascita del bambino, devono poterlo ammettere con franchezza. Non devono avere il timore che la partner pensi che lui non è pronto alla paternità. Il non sentirsi pronti a vedere i primissimi momenti di vita del figlio non equivale infatti a non essere disposti a godere i piaceri e le responsabilità dell’essere padre. È soprattutto questo, infatti, che rende più stabile l’unione: aiutare la donna nei primi delicatissimi giorni, quando è stanca, emotivamente fragile, quando deve alzarsi innumerevoli volte nella notte per nutrire il piccolo. È da qui che si vede il vero, profondo, amore di un papà.

 

Giorgia Andretti

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