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Rischio parto prematuro: ecco cosa fare

marzo 3, 2016 9:27 am

Non serve il progesterone per prevenire il parto prematuro. È meglio seguire i consigli del ginecologo e osservare il riposo, prestando attenzione a eventuali segnali.

L’assunzione del progesterone, un ormone presente nell’organismo femminile che favorisce il buon andamento della gravidanza, è stata a lungo raccomandata in Europa e negli Usa per evitare il parto prematuro. Gli esperti, però, hanno scoperto la usa inutilità. Lo ha accertato uno studio condotto dall’università di Edimburgo su oltre 1.200 bambini nati tra il 2009 e 2013. Lo studio si è focalizzato sulle donne a rischio di parto prematuro perché ne avevano già avuto tra la 22a e 34a settimana di gestazione. A metà delle donne è stato somministrato del progesterone, all’altra metà un placebo. Il risultato non ha mostrato alcun effetto benefico del progesterone: non ha ridotto il rischio di parto prematuro né offerto benefici in termini di salute per mamma e bambino. Insomma, il progesterone non è nocivo, ma non è nemmeno utile e quindi la sua assunzione non è giustificata.

Sempre più bambini nascono prima
I motivi che causano un parto prima del tempo sono molti e sono legati allo stato di salute della mamma. Un’infezione, un’alimentazione squilibrata o insufficiente, problemi alla placenta, possono indurre una nascita prima del tempo per salvare il bambino. A volte, non c’è un vero e proprio motivo per cui i bambini nascono prematuri: semplicemente sono pronti per venire al mondo. Oggi, tuttavia, nascono più bimbi prematuri anche a causa dei procedimenti di fecondazione assistita, che causano gravidanze bi o anche tri-gemellari, decisamente più impegnative per il fisico della donna poiché sottraggono energie e nutrienti in misura maggiore rispetto alla gravidanza singola. Inoltre, nell’utero lo spazio è limitato e, quando i bimbi hanno raggiunto le dimensioni ottimali per la vita, fisicamente non ci stanno più e devono venire al mondo. Esistono vari gradi di prematurità e dipendono proprio dall’aver trascorso meno tempo nell’utero materno. I prematuri sono più piccoli e più leggeri, hanno una quantità di grasso insufficiente alterando di fatto la termoregolazione. Anche il sistema nervoso, l’apparato cardiocircolatorio e i polmoni possono essere non completamente maturi e per questo hanno bisogno di restare nelle cullette termiche.

Come prevedere un parto prematuro
Il ruolo delle visite ginecologiche durante tutto l’arco della gestazione è essenziale per prevenire un parto prima del tempo. La donna deve inoltre cercare di mantenersi in salute, sottoponendosi a regolari visite, in modo tale che il medico si renda conto che c’è un rischio di parto prematuro, soprattutto se ci sono problemi di diabete o di pressione alta. Queste condizioni infatti possono predisporre a una nascita anzi tempo. La donna poi deve assumere eventuali integratori, per esempio di ferro e acido folico per combattere le anemie. È essenziale che smetta di fumare e di bere alcolici. L’alcol ha un effetto nocivo sullo sviluppo del feto ed è certo che il fumo, oltre a intossicare, impedisce il corretto nutrimento del bambino, che quindi nasce più piccolo rispetto ai coetanei figli di mamme che non fumano. In caso di parto prematuro, oppure davanti al reale rischio perché il ginecologo ha prospettato questa possibilità, è bene individuare sul proprio territorio una struttura di terzo livello, in grado di garantire a mamma e neonato la migliore assistenza possibile.

Sahalima Giovannini

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