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I segnali del parto, come riconoscerli

febbraio 13, 2016 3:00 pm

Qualche giorno prima del parto la pancia cambia la sua forma ed il desiderio di fare pipì è costante. Quando mancano pochi giorni si può avere una piccola perdita rosata.

Si sono rotte le acque e … via di corsa in ospedale, iniziano le contrazioni e parte il tipo di respirazione appresa nei corsi pre-parto! Non sono le scene di un parto reale, piuttosto la consueta rappresentazione cinematografica, che difficilmente corrisponde alla realtà. Infatti, di solito, se la gravidanza si è svolta bene, sotto il regolare monitoraggio da parte del ginecologo, i futuri genitori non vengono colti impreparati, ma imparano a riconoscere i segnali che, già da qualche settimana prima, fanno capire alla donna e alla coppia che il momento fatidico si sta avvicinando. Si parla in questi casi, è bene ricordarlo, di gravidanze fisiologiche che si sono svolte senza problemi e che annunciano il parto.

Che cosa succede qualche giorno prima
Da quattro a sei settimane prima del parto avviene il cosiddetto periodo di preparazione. Iniziano le prime contrazioni non dolorose, difficilmente distinguibili da quando il piccolo si sposta nell’utero e spesso preme con i piedini sulle pareti del sacco amniotico. In effetti, queste manifestazioni hanno l’obiettivo di aiutare il feto a posizionarsi nel modo giusto. È importante imparare a riconoscerle, per distinguerle da quelle del travaglio vero e proprio, che sono dolorose e via via ravvicinate: quando queste si presentano prima della data presunta del parto, può essere il segnale di un parto pre-termine. Inoltre, in queste ultime settimane la futura mamma avverte la stanchezza prima del solito, può avere bruciori di stomaco o nausea e avere la necessità di fare pipì ancora più spesso. Il feto infatti è ormai voluminoso, preme sugli organi interni come la vescica e lo stomaco. La forma del pancione cambia: da rotonda che era assume una forma a pera, perché il piccolo ormai è sceso in basso, incuneandosi nel canale del parto al centro delle ossa del bacino.

Quando manca davvero poco
Due o tre giorni prima del parto e nelle immediate vicinanze si verifica la cosiddetta marcatura, cioè la perdita del tappo mucoso, una membrana gelatinosa di colore rosso chiaro o rosato posto davanti all’orifizio dell’utero proteggendolo in questo modo il feto dai germi dell’ambiente esterno. La funzione del tappo è arrivata al termine e per questo viene espulso. Dopo qualche ora, compaiono le doglie vere e proprie, cioè le contrazioni del parto , l’utero si dilata e si restringe per favorire l’uscita del neonato. Sono spasmi simili ai dolori mestruali ma più intensi, accompagnati una sensazione di irrigidimento dell’addome, da dolore alla schiena e alla parte alta delle gambe. All’inizio, le contrazioni sono irregolari e durano pochi minuti, quando assumono la regolarità, all’inizio ogni quindici minuti esatti, per passare a dieci fino a diventare un continuo senza interruzione e diventando sempre più dolorose. Sotto la spinta delle contrazioni si verifica la cosiddetta – rottura delle acque – più esattamente la rottura del sacco amniotico, nel quale è contenuto il feto assieme al liquido amniotico stesso. In altri casi la rottura del sacco amniotico anticipa la comparsa delle contrazioni di parto, che si manifestano circa 24 ore dopo. È bene, in questi casi recarsi, senza fretta, in ospedale.

Giorgia Andretti

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