prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Il capo-parto: perché, quando e cosa fare

novembre 11, 2015 9:21 am

Dopo la nascita del bambino, compare il capo-parto: è il segnale di inizio dell’attività ormonale del sistema riproduttivo. Occorre un contraccettivo se non si desidera subito un figlio.

Il bimbo è venuto al mondo: quasi contemporaneamente si verificano le perdite dette lochiazioni, sono di colore rosso vivo come le mestruazioni ma molto più abbondanti; Le lochiazioni durano diversi giorni e divengono via via più chiare, fino a raggiungere una colorazione biancastra e una consistenza cremosa. È l’utero che, attraverso mini contrazioni, espelle tutti i residui della placenta affinché eventuali ristagni di tessuto diano luogo a infezioni. Se si allatta al seno con regolarità, le mestruazioni possono non comparire per diversi mesi, mentre se il bimbo è nutrito al biberon o al seno, ma non in modo esclusivo, il flusso può comparire anche subito: si tratta del cosiddetto – capo-parto – la prima mestruazione dopo la nascita del bimbo.

Occorrono mesi se si allatta al seno
Quando il bambino succhia dal seno, la ghiandola mammaria viene stimolata e come tale invia messaggi all’ipofisi a secernere prolattina, l’ormone che regola la produzione del latte e nello stesso tempo inibisce l’ovulazione. Se l’ovulazione è assente, come conseguenza non vengono prodotti gli ormoni che inducono la membrana uterina a inspessirsi per accogliere un’eventuale nuova gravidanza. Le mestruazioni, quindi, non compaiono fino a quando i livelli di prolattina restano sufficientemente alti. Le donne che non allattano hanno livelli di prolattina bassa e questo fa sì che l’FSH – ormone follicolo stimolante e l’LH – ormone luteinizzante, stimolino la maturazione di una nuova cellula uovo, pronta per essere fecondata e anche l’utero si prepara di conseguenza. Ma attenzione: questa situazione si può verificare anche se si allatta al seno. E’ sufficiente che il bimbo inizi a succhiare meno voracemente, come quanto è stato iniziato lo svezzamento o anche se il piccolo è raffreddato, per far abbassare i livelli di prolattina. A questo punto tornano alti i livelli di ormoni che inducono l’ovulazione.

Meglio pensare subito alla contraccezione
Il capo-parto compare circa due settimane dopo l’ovulazione e questa spesso passa inosservata, soprattutto quando si ha un bambino piccolo e mille incombenze alle quali provvedere. Quindi è possibile restare incinte anche se non è ancora comparso alcun flusso. Se si allatta al seno ma ci si accorge che il bambino succhia meno voracemente, oppure si è già iniziato a proporgli la prima frutta o la pappa, è possibile che i livelli di prolattina siano già bassi al punto che il corpo si sta preparando a nuovi cicli mestruali. Se non si desidera subito un altro bambino e sono stati già ripresi i rapporti con il partner, è il caso di rivolgersi al ginecologo che potrà suggerire un metodo contraccettivo, meglio se di barriera come il diaframma, per poter continuare tranquillamente ad allattare il bimbo senza progettare un’altra gravidanza. Solitamente si suggerisce a una donna di attendere un anno e mezzo circa prima di pensare a un’altra gravidanza. È giusto dedicare tempo e attenzione al bimbo piccolo ma anche per permettere al corpo di riprendersi dopo la nascita del primo bambino.

Giorgia Andretti

- -



Advertising