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Parto pretermine, gli ultrasuoni lo prevedono

settembre 28, 2015 3:06 pm

Il parto pretermine oggi può essere scoperto in anticipo con gli ultrasuoni, le onde sonore che si utilizzano per le ecografie. Quando questi sono indeboliti, il bambino potrebbe nascere.

Un nuovo sistema è in grado di predire se il bambino nascerà prima del tempo: gli ultrasuoni, già utilizzati da tempo in medicina e soprattutto in diagnostica da oggi hanno una funzione in più. Infatti, si tratta di onde sonore, non percepibili dall’orecchio dell’uomo, che hanno la capacità di attraversare i tessuti e gli organi del corpo e, a seconda della densità di questi ultimi, esserne assorbiti oppure rimbalzati. Tutto questo permette di individuare eventuali alterazioni a carico delle strutture esaminate e, in gravidanza, questo metodo si rivela particolarmente utile anche per individuare disturbi a carico del feto.

Segnale debole, bambino in arrivo
Un gruppo di ricercatori americani ha scoperto che il sistema degli ultrasuoni è in grado anche di prevedere un parto prematuro. Il merito arriva dagli esperti del dipartimento di scienze infermieristiche dell’università dell’Illinois a Chicago. II ricercatori hanno individuato una diversa risposta degli ultrasuoni, ovvero se questi risultano indeboliti, il parto si attiverà a breve in pratica gli ultrasuoni rimbalzano debolmente quando attraversano la struttura del collo dell’utero, la struttura con il compito di reggere il peso del bambino. Inoltre, gli ultrasuoni individuano il modo in cui l’acqua presente nell’organismo della mamma in attesa e concentrata soprattutto nel sacco amniotico viene riassorbita dall’organismo e anche questo aiuterebbe a prevedere una nascita prima del tempo. Prima di questa scoperta, il parto anticipato veniva individuato essenzialmente attraverso la visita ginecologica che accertava l’appiattimento del collo dell’utero, un parametro che veniva poi confermato dall’ecografia, la quale rivelava questa modificazione anatomica. Gli esperti sono giunti a questa conclusione dopo aver effettuato oltre 240 ecografie a donne afroamericane, in periodi diversi della gravidanza. Si è scoperto che l’appiattimento del collo dell’utero e l’indebolimento del rimbalzo degli ultrasuoni andavano di pari passo nelle ultime settimane di gestazione.

Ecco i segnali del parto prematuro
Ma quali sono le cause che portano la donna ad andare soggetta a parto prematuro? La nascita anticipata può avvenire per diverse cause: malattie infettive della donna o disturbi dell’apparato riproduttore provocano il rilascio di interleuchine, responsabili dell’innalzamento delle prostaglandine: queste favoriscono le contrazioni dell’utero. Anche l’età avanzata o troppo giovane della gestante, i problemi della placenta, forme di anemia, diabete e ipertensione possono portare a parto prima del tempo. Per questa ragione, le donne che presentano queste patologie vengono tenute particolarmente sotto controllo dal ginecologo durante i nove mesi. Il parto imminente viene segnalato dalle contrazioni, che si estendono a tutta la superficie dell’utero, sono involontarie e intermittenti, susseguendosi a intervalli sempre più ravvicinati. Inoltre, la rottura delle acque, cioè la fuoriuscita del liquido amniotico, è il segnale della completa dilatazione del collo dell’utero. In caso di parto prematuro, le acque non sono limpide, ma possono contenere tracce di sangue o di muco verdastro. Il problema del parto prematuro è che questi segnali premonitori compaiono spesso anche in donne che non hanno problemi di salute. Per questo si rivela particolarmente importante la scoperta dell’indebolimento degli ultrasuoni comunicando di fatto modificazioni al complesso del collo dell’utero.

Sahalima Giovannini

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