Famiglia: Leggi e Diritto

Stipsi dopo il parto

28 febbraio 2011 in Il parto

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È un disagio che in molte si trovano ad affrontare dopo la nascita del bambino. Acqua, frutta, verdura e un blando lassativo naturale, suggerito dal ginecologo, possono aiutare.

Quando si parla di stipsi nel periodo della maternità, si pensa subito al tempo della gravidanza. I problemi di stitichezza, al contrario, si presentano con frequenza anche nel post- partum. In questo periodo il perineo è messo alla prova dal parto stesso e non solo: possono essere stati utilizzati punti di sutura per l’episiotomia o ci possono essere emorroidi. La ripresa della regolarità intestinale, insomma, non è semplice. È necessario seguire qualche accorgimento, chiedendo eventualmente consiglio al ginecologo.

Perché si verifica la stipsi
Dopo il parto, l’organismo della donna va incontro a un periodo di riassestamento. Scende velocemente il progesterone, un ormone in circolo a livelli elevati durante gli ultimi mesi di gravidanza, la cui funzione è favorire il rilassamento dei tessuti nella zona genitale, per rendere più elastiche le articolazioni del bacino, in vista del passaggio del bimbo nel canale del parto. Calando il livello di progesterone, i tessuti dell’utero si riassestano, tornando poco per volta alle dimensioni originarie. Queste modificazioni influenzano anche gli altri organi addominali, compreso l’intestino: subisce un rallentamento la peristalsi, meccanismo di contrazione involontaria che porta a termine il processo digestivo ed aiuta ad espellere le scorie. Il rallentamento rende difficile il percorso delle scorie nell’intestino e le feci diventano secche e compatte. L’impossibilità di “spingere†in modo efficace, utilizzando come prima la muscolatura addominale, porta quindi alla comparsa del problemi di stitichezza.

Si deve bere molta acqua
La difficoltà ad evacuare può risultare molto frustrante per la donna, ma è bene avere pazienza e ricorrere a qualche accorgimento. Dopo alcune settimane, quando l’organismo avrà completato il lavoro di ricomposizione, anche l’intestino riprenderà la sua regolarità attività. Possiamo però mettere in atto alcune strategie, prima tra tutte bere molti liquidi, almeno due litri al giorno sotto forma di acqua naturale non gassata, brodo e spremute fresche. La frutta e la verdura aiutano molto, a patto di limitare le varietà astringenti e privilegiare quelle che esercitano un effetto ammorbidente sulle feci, favorendo l’evacuazione. Patate, carote, banane e le mele rallentano l’attività intestinale. Al contrario, kiwi maturi, prugne, pere, zucchine e zucca rendono le feci più morbide. Le fibre contenute nei cereali integrali possono aiutare, quindi possiamo concederci senz’altro una porzione di muesli al mattino con latte e frutta o un piatto di pasta o riso integrali. Le fibre non riescono ad essere scisse e metabolizzate dal processo digestivo, giungendo intere nell’intestino, assorbendo acqua e favorendo l’eliminazione delle feci. Anche per questo è importante bere molto. Con le fibre è bene però non eccedere. L’acido fitico di cui sono ricche può limitare l’assorbimento del ferro dagli alimenti e una neomamma ha molto bisogno di questo minerale dopo le perdite ematiche del parto. Tra le bevande calde, il caffè è più “lassativo†rispetto al tè. Se quindi piace e non rende nervose possiamo berne una tazzina dopo il pasto.

Niente lassativi chimici
Un rimedio molto efficace, nell’attesa che l’intestino riprenda la sua funzionalità, consiste nel porre in mezzo bicchiere di acqua tiepida tre prugne secche e lasciarle in ammollo tutta la notte per mangiarle il mattino. Mastichiamo lentamente subito dopo beviamo un bel bicchiere d’acqua un bicchiere d’acqua. È bene evitare l’impiego di lassativi chimici, che possono causare disturbi gastrointestinali al bimbo se lo allattiamo al seno. E che, in ogni caso, risolvono il problema una volta, ma possono rendere più seria la stipsi. Piuttosto, possiamo chiedere al ginecologo di suggerirci qualche lassativo di contatto, a base, per esempio di lattulosio. Se ne assume un cucchiaio al giorno, tutti i giorni per qualche tempo. Quando il dolore al perineo si sarà alleviato, è anche possibile utilizzare, solo se indispensabile, un microclisma con glicerina e sostanze emollienti. È consigliabile soprattutto cercare di riprendere un minimo di attività fisica, anche soltanto passeggiate. Muoversi con calma, soprattutto dopo i pasti, aiuta la digestione e aumenta la peristalsi intestinale.

 

Giorgia Andretti

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