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Le mamme in forma fisicamente producono latte ricco di batteri buoni

gennaio 16, 2013 9:30 am

Il latte della mamma è l’alimento migliore per il bambino. E lo è ancora di più a certe condizioni. Uno studio ha dimostrato che se la mamma è normopeso e non ha fatto il cesareo il latte è più ricco di batteri buoni.

Meno cesarei programmati, meno chili di troppo. Adesso sembra esserci un’altra validissima ragione contro queste due condizioni non ottimali nella vita di una donna: la qualità del latte prodotto dal seno, nel caso in cui si diventi mamma. Secondo uno studio spagnolo il latte delle donne sovrappeso e delle mamme che hanno subito il cesareo è meno ricco di batteri buoni. È quindi opportuno, per la salute del figlio e propria, cercare di mantenere un peso forma prima di restare incinte o, se si è già in attesa, impegnarsi per non accumulare un eccessivo numero di chili di troppo. E il cesareo? Non sempre lo si sceglie… ma la notizia è proprio questa: con il cesareo eseguito in urgenza la composizione microbica del latte è ottimale, affine a quello delle donne che hanno partorito per via vaginale. Un altro motivo per non decidere per il cesareo a priori e per optare per il parto naturale. In questo modo si contribuirà anche a tenere sotto controllo il numero dei cesarei, che in Italia supera il 30 per cento. Troppo, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Più batteri buoni senza cesareo
Ma ecco che cosa hanno scoperto gli esperti spagnoli. Secondo la dottoressa Maria Carmen Collado, dell’Istituto di agrochimica e tecnologia alimentare del Consiglio nazionale delle ricerche di Valencia, il latte materno è caratterizzato da una bioflora ricchissima, determinante per il benessere e la salute del bambino. Il latte materno, però, non è uguale per tutte le donne. A prescindere dalle differenze individuali, i ricercatori hanno scoperto che il latte delle donne in sovrappeso o di quelle che hanno accumulato troppi chili durante la gravidanza contiene i livelli più bassi di batteri buoni. Anche il tipo di parto fa la differenza e chi ha scelto un cesareo programmato ha una composizione microbica differente da quella di chi ha invece avuto un parto vaginale. Chi ha subito un cesareo non pianificato, di emergenza per intenderci, ha invece livelli di flora batterica simili a chi ha avuto un parto fisiologico. Gli esperti si spiegano questa differenza collegandola allo stato ormonale della madre al momento del parto, giocherebbe un ruolo importante nella composizione del latte. La carenza di segnali di stress fisiologico e di segnali ormonali specifici del parto potrebbero influenzare la composizione e le caratteristiche della microflora nel latte. Il travaglio, insomma, causerebbe uno stress naturale che arricchirebbe il latte di batteri buoni: una situazione analoga avverrebbe se la donna è normopeso. La scoperta dei ricercatori di Valencia non è fine a se stessa: gli esperti stanno infatti studiando in che modo il latte materno favorisce lo sviluppo del sistema immunitario di un bambino e contribuisce alla digestione del latte stesso. Se le ricerche daranno buon esito, non si esclude in futuro di aggiungere i batteri al latte di formula per l’infanzia, per renderli ancora più affini al latte materno.

Tutte le qualità del latte della mamma
Ma che cosa c’è di così prezioso nel latte materno per renderlo così unico? Quello che si sa oggi, in attesa di ulteriori scoperte, è che le sostanze contenute nel latte di donna garantiscono un accrescimento ottimale del bambino. Le immunoglobuline sono infatti anticorpi attivi contro batteri e virus, che svolgono un’azione anti-infettiva svolta a livello delle mucose. Nell’intestino dei bimbi allattati al seno si sviluppa il Bacillus bifidus, batterio buono che mantiene sotto controllo la proliferazione degli altri batteri intestinali. Inoltre, nel latte materno è presente una sostanza antibatterica, il lisozima, un fattore che protegge dalle infezioni intestinali. Non manca la lattoferrina, sostanza attiva nel contrastare la proliferazione di funghi saprofiti come Candida albicans, causando infezioni tipo il mughetto. Ci sono importanti proteine e lipidi con azione anti-infettiva e anti-infiammatoria. Infine, i bimbi allattati al seno mostrano una minore incidenza di infezioni delle vie urinarie, eczemi ed eruzioni cutanee nella zona del pannolino. Ultimo, ma non meno importante, l’allattamento ha anche effetti benefici sulla madre. Allattare al seno per qualche mese riduce il rischio per le donne di sviluppare tumore al seno di circa il 20 per cento e aiuta a riprendere il peso forma più in fretta.

Giorgia Andretti

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