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La scelta di allattare

luglio 4, 2011 12:56 pm

L’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita. Le donne che non possono o scelgono di non allattare, però, non vanno colpevolizzate.

Un genitore deve sempre essere libero di scegliere ciò che è meglio per il suo bambino, dopo aver preso visione di tutte le informazioni possibili. Abbiamo sostenuto questa tesi, anni or sono, per rendere possibile l’eliminazione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni. Allo stesso modo siamo convinti che anche l’allattamento al seno deve essere una priorità. Se però non è possibile metterlo in atto, la donna deve sentirsi libera di scegliere. Le mamme che decidono, per vari motivi, di non allattare il proprio bambino, vanno insomma comprese e rispettate.

Il genitore deve poter scegliere
La neo-mamma che arriva a prendere la decisione di passare all’alimentazione con latte ricostituito, è una mamma che sicuramente ha analizzato tutti i benefici dell’allattamento al seno. Una serie di motivazioni personali, tuttavia, non le consentono l’allattamento. Di certo non deve essere una scelta facile per la donna rinunciare ad alimentare il piccolo con il suo latte. Sono circa il 5% le donne che decidono di non avviare l’allattamento, pur nella consapevolezza che il latte della mamma è l’ideale per la corretta crescita del bambino. Le motivazioni che portano a questa scelta possono essere sia di ordine fisico, per esempio per l’assunzione di farmaci specifici, sia psicologico, nella difficoltà a porsi a totale disposizione. In entrambi i casi, deve essere concessa la massima comprensione, evitando di colpevolizzare la mamma già provata per la sua scelta.

Se nasce il senso di colpa
Le associazioni che sostengono l’allattamento al seno in modo esclusivo, inconsapevolmente, stimolano il senso di colpa nella madre che decide, per scelta personale o dietro suggerimento dello specialista che ha prescritto una terapia farmacologica incompatibile con l’allattamento. Il senso di colpa nuoce profondamente alla mamma, che oltre a non poter adempiere al suo ruolo di madre – nutrice, per ragioni da lei ritenute più che valide, può sentirsi incriminata di non essere una madre attenta al benessere del proprio bambino. Ma anche le donne che non hanno voglia di allattare perché semplicemente non amano farlo posso arrivare a sentirsi in colpa. Quella di non voler o poter allattare è una realtà che non può essere ignorata ed una donna deve sentirsi libera di non allattare il bimbo al proprio seno. E’ decisamente meglio per il buon rapporto madre – figlio alimentare il bimbo con il biberon che offrire il seno malvolentieri.

Non è il tipo di latte quanto il come alimentare
E’ indubbio che anche i bambini allattati con il latte di formula, abbiano a disposizione tutti i nutrienti necessari per un buon sviluppo psico-fisico e quindi per una crescita sana. Anche il legame tra la madre ed il neonato non subisce eccessive privazioni purché al bambino venga offerto il biberon tenendolo tra le braccia nella stessa modalità in cui si sorregge un bambino allattato al seno. Mentre il bambino succhia il latte dal biberon, si può fare sempre in modo che ci sia uno scambio di sguardi, gli occhi della mamma devono incontrare i suoi. Gli studi sulla nutrizione dei bambini hanno permesso di produrre latte di formula sicuro, sia sul piano nutrizionale che sotto il profilo igienico e può essere considerato una valida alternativa al latte materno, quando non può essere attivato l’allattamento al seno. Il latte ricostituito è il prodotto finale del latte vaccino al quale vengono tolte le proteine in eccesso e vengono aggiunti nutrienti per rendere il latte formulato più simile a quello della mamma.

 

dott.ssa Rosalba Trabalzini

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