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La cinetosi ovvero il mal d’auto e di mare: ne soffrono molti bambini

agosto 9, 2013 9:30 am

Tutti in macchina, si parte! Ma dopo pochi chilometri il bambino diventa pallido, suda ed ha conati di vomito: è la cinetosi, il disturbo si può presentare anche in nave, in aereo, in treno e qualsiasi mezzo di trasporto.

Il mal d’auto, un fastidioso malessere che compare spesso quando ci si mette in viaggio. Ne sono soggetti gli adulti ma soprattutto i bambini, ancora poco abituati a viaggiare. Con il passare degli anni, il fisico si rafforza e si abitua ai viaggi, ma nel frattempo, cosa fare quando il piccolo inizia a lamentarsi? Come fare per evitargli questa spiacevole situazione e aiutarlo a godersi il piacere di un viaggio?

Cinetosi, di che cosa si tratta
Il mal d’auto consiste in una serie di disturbi causati dal movimento: il termine medico usato per indicare il malessere da movimento. Compare mentre si è in automobile, in aereo, in nave, in pullman oppure in treno. Si pensa sia legato a un disturbo degli organi dell’equilibrio, che hanno sede nell’orecchio e che sono influenzati dalle immagini che si vedono mentre si viaggia. Quando una persona è in movimento rispetto a dei punti fermi, i suoi occhi compiono una serie di movimenti repentini: la velocità dei movimenti degli occhi può alterare il senso dell’equilibrio, provocando una serie di fastidiosi sintomi fisici. Il conducente di un’automobile non ha questo problema perché mentre guida tiene gli occhi fermi su un punto fisso davanti a sé. I sintomi del mal d’auto sono tipici e molto fastidiosi e possono presentarsi anche subito dopo la partenza: il piccolo avverte all’inizio un malessere generale e assume un colorito pallido. La pressione si abbassa, mentre il cuore comincia a battere più in fretta per compensare l’ipotensione. I genitori possono anche notare un aumento della sudorazione e della salivazione. Molto spesso, poi il bimbo è preso da conati di vomito. I piccoli sono spesso soggetti a questo fastidio poiché non possiedono ancora un senso dell’equilibrio stabilizzato e perché, essendo molto vivaci, durante i viaggi in automobile, si muovono molto di più rispetto agli adulti. Se poi la strada che si sta percorrendo è particolarmente accidentata, questo può contribuire ad amplificare il fastidio.

Che cosa fare per il mal d’auto
Se il bambino in auto si lamenta, non sta facendo i capricci: è opportuno fermarsi, per tutto il tempo necessario, fino a quando il piccolo non si sente meglio. Sarebbe opportuno, se possibile, far stare il bambino seduto sul sedile anteriore, in modo che possa guardare davanti a sé. Abbassare il finestrino dell’auto per far circolare l’aria o bere qualche goccia di succo di limone sono rimedi di una volta, che possono dare un po’ di sollievo ma non risolvono la situazione. Per evitare il mal d’auto sarebbe meglio mettersi in viaggio nelle ore in cui il bimbo dorme: al mattino presto, per esempio, oppure nel primo pomeriggio o alla sera. Questo non sempre è possibile, perché spesso ci si sposta in aereo o in nave: in questi casi si deve fare in modo che il piccolo stia fermo il più possibile nella stessa posizione, per non stimolare eccessivamente il senso dell’equilibrio. Se il bimbo è soggetto a crisi di vomito, è bene tenere a portata di mano dei sacchetti di plastica per le situazioni di emergenza. Un regime alimentare corretto è essenziale per prevenire il mal d’auto. Il giorno della partenza e quello precedente sarebbe necessario che il bimbo evitasse tutti i cibi elaborati e di difficile digestione: no, quindi, a cioccolato, uova, dolci, cibi fritti o unti. Anche il latte, contrariamente a quanto si crede, non va bene, poiché comporta una digestione abbastanza lunga ed elaborata. Meglio tanti piccoli pasti a base soprattutto di carboidrati, come pane, pasta, riso, crackers, grissini e biscotti secchi, evitando di bere troppi liquidi.

Quando ricorrere ai farmaci
Esistono farmaci per bambini in compresse o in gomme da masticare, riescono ad alleviare i sintomi del mal d’auto poiché diminuiscono la sensibilità del centro dell’equilibrio agli stimoli del movimento. I pediatri, tuttavia, preferiscono non somministrare i farmaci quando i bambini sono molto piccoli: fino ai sei-sette anni è meglio far dormire il piccolo. Quando il bambino è un po’ più grandicello, è possibile somministrargli non più di una compressa o di chewing gum a viaggio. I farmaci devono essere assunti prima della partenza oppure quando cominciano a manifestarsi i primi sintomi di malessere: possono dare qualche lieve effetto collaterale tra cui la sonnolenza.

Sahalima Giovannini

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