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Sulle candide orme di Heidi

novembre 9, 2000 12:00 pm

Nel nord della Svizzera è sorto un “parco virtuale” dedicato al celebre personaggio dei cartoni Drappelli di giapponesi, italiani e americani sulle orme del personaggio animato più popolare della terra. Succede nel cuore della Svizzera, in un’area di 62 chilometri quadrati che è stata consacrata al culto della piccola Heidi, la “dolce montanara” che ha…

Nel nord della Svizzera è sorto un “parco virtuale” dedicato al celebre personaggio dei cartoni

Drappelli di giapponesi, italiani e americani sulle orme del personaggio animato più popolare della terra. Succede nel cuore della Svizzera, in un’area di 62 chilometri quadrati che è stata consacrata al culto della piccola Heidi, la “dolce montanara” che ha fatto appassionare generazioni di bambini ed emozionare torme di adulti che, negli anni, non hanno abbandonato il ricordo di quelle tenere vicende.

Ovviamente non sussiste nessuna documentazione storica sulla reale esistenza di Heidi, nata dalla fantasia e dalla penna di Johanna Spyri che in questa zona trascorreva le sue vacanze e che, nel 1880, diede alle stampe la favola dell’ingenua bambina, legata indissolubilmente alle sue montagne e al roccioso nonno dalla barba bianca. Ora gli abitanti di Maienfeld, Bad Ragaz e Tannenboden, nella regione del Sarganserland – Walensee, cavalcando l’onda del successo planetario del cartone giapponese, accanto alle attrattive tradizionali di questi luoghi, hanno allestito dei veri e propri percorsi denominati “i sentieri di Heidi” che conducono alla “casa di Heidi”, una cascina secolare restaurata che contiene il lettone di fieno su cui è adagiata la candida camicia da notte di Heidi e vicino al quale sono sistemati anche gli scarponcini e il vasino da notte.

Ma Heidiland non si riduce a questo: sulla scorta del successo ottenuto dai luoghi “virtuali” della vita di Heidi è sorto un fruttuoso commercio che offre prodotti come il mangime per le caprette, la “terra del giardino di Heidi” oppure le “schegge della pialla del Nonno”, articoli che da questo remoto angolo di terra elevetica ai confini con l’Austria conquisteranno i mercati di tutto il mondo insieme ad un gel che si chiamerà Ghiacciaio e che riporterà sulla confezione la figura della piccola pastorella insieme al cane Nebbia. Non mancano ovviamente il ristorante denominato “Il cortile di Heidi” e un minuscolo museo. Caprette e cascine ricostruite sul modello del famoso cartone trasmesso per la prima volta dalla Rai nel 1978 hanno attirato sinora ben 60mila visitatori, ma gli svizzeri sono fiduciosi: “sono arrivati qui dal Giappone per immergersi in questa atmosfera irreale, siamo sicuri che l’eco della terra di Heidi farà presto il giro del mondo” e gli Svizzeri di eco se ne intendono.

In Rete:
Il cantone dei Grigioni
La Svizzera in pillole

 

Giancarlo Strocchia

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