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Domenica tutti al parco

settembre 28, 2011 12:33 pm

Le giornate sono ancora belle e il desiderio di sole e aria non solo rendono felici i nostri bambini, ma il movimento ed il sole migliorano il loro benessere psico-fisico. Il clima autunnale, quando il tempo è bello, è decisamente il più gradevole dell’anno: la luce è rosea, i colori della natura assumono tonalità tutte…

Domenica tutti al parco

Le giornate sono ancora belle e il desiderio di sole e aria non solo rendono felici i nostri bambini, ma il movimento ed il sole migliorano il loro benessere psico-fisico.

Il clima autunnale, quando il tempo è bello, è decisamente il più gradevole dell’anno: la luce è rosea, i colori della natura assumono tonalità tutte nuove. E la voglia di stare all’aperto, per i nostri bambini sempre in movimento, è tanta. Certo, se piove ci sono le proposte al cinema e a teatro, ma quando è bello sono proprio i bambini a chiederci: “dove andiamo oggi?” Senza allontanarci troppo dalle nostre città è possibile scoprire angoli di natura splendidi per correre liberi, giocare, magari fare un pic nic a contatto con la natura. Sono i parchi in città: e ce ne sono tanti, a pochi minuti di auto e forse anche a piedi. Ne abbiamo scelto qualcuno.

TORINO
A pochi passi dal centro del capoluogo piemontese c’è il Parco del Nobile, caratterizzato da un’ampia zona boschiva, prati, un giardino delle farfalle, un piccolo orto didattico ed un piccolo laghetto artificiale realizzato per la salvaguardia degli anfibi. Il Parco ospita diversi animali domestici tra cui asini che sono protagonisti di attività di avvicinamento, pecore, capre, conigli, galline ed api. Vi è inoltre un apiario didattico ed il Centro di Osservazione delle Api. Il Centro, grazie ad una comoda casetta di legno dotata di due ampie finestre, davanti alle quali sono posizionate alcune arnie, consente a chiunque di osservare da vicino le api in estrema sicurezza, avvicinandosi, così, al mondo dell’apicoltura. Il parco, di proprietà della Città di Torino, si trova in località Val Salice lungo la Strada vicinale del Nobile, nel territorio di competenza amministrativa della Circoscrizione 8. Si estende per 106.900 metri quadrati ed è attraversato dal rio Paese di Val Salice che ne divide la zona boschiva dalle aree prative. Il sottobosco è caratterizzato da aglio orsino, pervinca, polmonaria, anemone dei boschi, dente di cane, sigillo di Salomone. Non mancano specie rare e protette come il bellissimo giglio martagone. A un quarto d’ora di strada dal centro-citta, nell’area nota come Collina Torinese nella frazione di Castagneto Po, c’è la Riserva naturale speciale del Bosco del Vaj, area regionale protetta dal 1978 ricca di castagni, roveri e dove si possono incontrare faggi di dimensioni monumentali e trovano rifugio volpi, tassi, poiane, allocchi e picchi verdi. Tutte le informazioni riguardo il verde pubblico del Comune di Torino sul sito istituzionale.
www.comune.torino.it/verdepubblico

MILANO
Si chiama Boscoincittà uno dei parchi pubblici di proprietà del comune di Milano ma dato in gestione all’associazione Italia Nostra. Possiamo definirlo un bosco a portata di autobus; si estende per una superficie totale di circa 110 ettari (di cui 50 recintati) nella periferia ovest della città e comprende boschi, radure, corsi d’acqua, un laghetto e un’antica cascina (la quattrocentesca cascina San Romano) che ospita la direzione del parco oltre a una “Biblioteca verde”, nata con l’obiettivo di raccogliere libri, documenti e articoli concernenti il verde pubblico, l’ambiente e l’agricoltura. Il parco è un’area fortemente “rinaturalizzata” e flora e fauna ne rispecchiano appieno le caratteristiche. Tra le principali specie arboree, acero di monte e campestre, quercia rossa, olmo, pioppo bianco nero e cipressino, frassino, robinie e salice. Il parco è percorso da diversi fontanili che si intrecciano fino a formare un piccolo lago; di recente realizzazione una zona umida con una serie di bacini d’acqua. Il lago, iniziato nel 1989 e concluso nel 1992, è stato progettato per migliorare il microclima, favorendo lo sviluppo della flora e della fauna acquatica e terrestre. È stato successivamente arricchito da strutture per la fruizione, come un pontile sospeso sulle acque, dotato di panchine da cui ammirare il paesaggio. Nella fascia esterna si trovano anche aree a coltivazione guidata assegnate per sorteggio fra i richiedenti. Tutte le info su come organizzare una visita sul sito del comune.
www.comune.milano.it/boscoincitta

TRIESTE
E’ una specie di quercia, farnus, a dare il nome al Parco Farneto, il più esteso polmone verde della città di Trieste, con 915.400 mq. di superficie che sovrasta il rione di San Giovanni e che si estende da San Luigi a Melara fino al Rio Farneto che scorre nella valle di Longera. E’ stato riaperto al pubblico nel 2000 dopo la ristrutturazione ed il recupero dei sentieri storici che sono stati in parte lastricati e lungo i quali sono state create delle aree di sosta. L’area dispone inoltre di un percorso naturalistico per poter osservare le famiglie di caprioli e altri animali, di un percorso vita per praticare attività ginniche, di un’area giochi per i bambini. Il Parco, ben servito dai mezzi pubblici, si gode in tutta la sua estensione percorrendolo a piedi attraverso i sentieri, ma per chi proprio non volesse rinunciare all’automobile sono disponibili due zone di parcheggio con accesso da via Marchesetti. Denominato nel linguaggio comune Giardino Pubblico, luogo legato al romanzo La coscienza di Zeno dello scrittore Italo Svevo, altro spazio verde di Trieste è il Giardino storico Muzio De Tommasini, realizzato tra il 1854 e il 1864 su terreni acquistati dal comune dalle monache benedettine. L’area verde, cui si accede attraverso sette entrate, è ampia (30.000 mq.) e pianeggiante, con un alto valore paesaggistico. Sono ben 368 gli esemplari arborei di grandi dimensioni tra cui spiccano platani, olmi, ippocastani e querce, accompagnati da specie esotiche quali cedri, araucaria, gynkgo e koelreuteria. Anche il patrimonio arbustivo è molto ricco con aiuole costituite da bosso, alloro, ligustro, viburno, pittosporo, aucuba, tasso e agrifoglio. Al centro del giardino si trova un suggestivo laghetto e nelle vicinanze l’area per i bambini con i tradizionali giochi dell’Oca e del Portone disegnati sulla pavimentazione, oltre a questi anche una Dama gigante sulla quale si possono tenere tornei di scacchi.
www.retecivica.trieste.it/parchi_giardini

BOLOGNA
I parchi nel comune di Bologna rappresentano il 5% del verde pubblico presente per un totale di oltre 542 mila metri quadrati. Tra questi c’è il Parco dei Cedri e Lungosavena che si caratterizza per la notevole ampiezza dei prati, qualche macchia alberata e il boschetto che accompagna il torrente Savena, il cui corso lo delimita a sud-est. Quasi eccessiva è la varietà della sua composizione vegetale che, tra sempreverdi e caducifoglie, comprende moltissime specie di alberi e arbusti. Si entra da via Emilia Levante, viale Cavina, via Cracovia, via Longo e via Mario. C’è poi il Parco Cavaioni, nel quartiere di Santo Stefano, uno dei parchi più estesi fra quelli collinari, circoscrive la testata del torrente Ravone, spingendosi a cavallo dello spartiacque che sovrasta il versante destro del Reno, e comprende vaste zone a bosco e a prato e terreni ancora coltivati. Ingressi da via Cavaioni, via di Casaglia, via San Mamolo e via dei Colli.
www.comune.bologna.it/ambiente

FIRENZE
Non c’è ombra di degrado nel parco e giardino comunale di Villa Favar, un pezzo di quite ritagliato in città, dove le famiglie possono fare dei tranquilli pic nic. Si entra da via Aretina ed è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20. Il parco, di impianto rinascimentale e progettato insieme all’edificio dal grande Baccio d’Agnolo, venne ristrutturato secondo il tipico schema all’inglese, con una gran quantità di piante autoctone (come querce e lecci), e numerosi alberi di gusto esotico tra i quali spiccano cedri del Libano e magnolie; i viali bordati da olmi inframmezzati da siepi di rose. Non ci sono buste di plastica vaganti e cartacce al vento. Ci sono diversi pratoni attrezzati con pochi tavoli in legno sotto l’ombra di giganti alberi. Possenti cedri secolari che raggiungono anche l’altezza di 24 metri e una circonferenza del fusto di quasi 6 metri. C’è un grazioso parco giochi che ha sullo sfondo la cappella gentilizia – originale progetto del Poggi – che un tempo formava un unicum con parco e villa. Ma Firenze ospita anche uno degli orti botanici più famosi, il Giardino dei Semplici, fondato nel 1545 e copre una superficie di circa 2 ettari e mezzo con alberi ad alto fusto e specie erbacee nelle aiuole del giardino detto dei semplici, cioè delle piante medicinali. L’Orto Botanico organizza itinerari guidati per tutti coloro che ne facciano richiesta e per facilitare la visita sono state pubblicate delle guide che sono in vendita presso la portineria. Con la distruzione di habitat particolari e i cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento, più di 1/4 di tutte le specie vegetali presenti sul pianeta potrebbero scomparire, qui i bambini possono imparare l’importanza della biodiversità. La salvaguardia della flora e della natura tutta è affidata alla coscienza delle generazioni future magari istruite e sensibilizzate all’interno di uno di questi spazi verdi, veri musei viventi. L’ingresso è libero per bambini sotto i sei anni e adulti con più di 65 anni. Entrata da via Micheli, 3. Per ulteriori informazioni, su questa e altre aree verdi di Firenze sul sito web.
http://www.firenze-online.com/visitare/parchi-giardini-firenze.php

ROMA
La maggior parte dei parchi della capitale erano in origine tenute di campagna di qualche nobile famiglia romana. Con i suoi 180 ettari di superficie, il Villa Doria-Pamphili è il più grande parco romano con entrate da Via Aurelia Antica, Via Leone XIII (Olimpica), Via della Nocetta, Via Vitellia, Via di Porta S. Pancrazio. Al secondo posto, prima della famosissima Villa Borghese che non ha bisogno di presentazioni, c’è il Parco di Villa Ada, collocato nella zona settentrionale della città, sulla via Salaria, poco fuori le Mura Aureliane che racchiudono il centro storico. La popolazione faunistica, grazie alla vicinanza col fiume Tevere, è abbastanza ricca di scoiattoli+, talpe, ricci, conigli selvatici, istrici e ricche comunità di uccelli, compresi i pappagalli, una colonia ben nutrita che vive soprattutto vicino alla ex Villa del Re. Il territorio è alberato all’80%, mentre il restante 20% è a vegetazione erbacea (prati, arbusti). La flora è estremamente varia, in prevalenza Pino domestico, specie indigena che caratterizza in generale il paesaggio di Roma. Sono presenti molte essenze autoctone come Lecci, Allori, Ulivi, Olmi, Aceri, pioppi, svariati esemplari di Larix decidua pendula, e molte varietà di quercia, ma anche molte specie non autoctone, come alberi tropicali e palme, inserite a scopo ornamentale. Nella villa si trovano inoltre grandi individui arborei, posizionati in modo da costituire punti focali del paesaggio. All’interno della villa è presente anche una rarissima metasequoia, abete acquatico importato dal Tibet nel 1940.
www.romabeniculturali.it/villeparchi/

NAPOLI
Il sistema delle aree verdi napoletane ha avuto negli ultimi anni un forte rilancio attraverso la proposizione di piani, programmi e progetti volti a promuovere la realizzazione di nuovi parchi e la rivitalizzazione di quelli esistenti, nel rispetto dell’ambiente e all’interno della logica di uno sviluppo urbano sostenibile. Nel 3° municipio si trova il Bosco di Capodimonte, si estende su una superficie molto ampia di circa 1.300.000 mq. Nel 1734 Carlo III di Borbone utilizzò questo spazio per la sua attività di caccia. Con Ferdinando II divenne il giardino all’inglese che conosciamo oggi, entrando a far parte del patrimonio reale. Il parco si presenta con boschi intervallati da ampie praterie, valloni solcati da piccoli torrenti e aree ricche di cave. Da via 2 Giugno, nel VI Municipio de capoluogo campano, si entra invece nel Parco Massimo Troisi. Occupa una superficie di 120.000 mq; la collinetta artificiale e il laghetto di 8.000 mq, che funge da vasca di accumulo delle acque d’irrigazione, ne fanno un punto di particolare attrazione nella zona. La flora annovera in preminenza specie mediterranee e nostrane: pini, lecci, bagolari, pioppi, tamerici, sughere accanto a palmizi, magnolie, cedri e talune essenze rare, quali la HorisiaSpeciosa, l’ErythrinaCrista-Gallìe il Cipresso Calvo tipico delle paludi della Luisianae della Florida. Tante informazioni in più sul sito istituzionale.
www.comune.napoli.it/parchi

TARANTO
I giardini del Peripato sono il cuore verde della città di Taranto e costituiscono uno dei motivi di orgoglio per l’Amministrazione Comunale, che ha fortemente voluto e realizzato i loro ripristino. Dopo 20 anni di incuria questo incantevole angolo di verde, che affaccia sull’azzurro Mar Piccolo è rifiorito. I giardini pubblici ufficialmente sono diventati proprietà del Comune nel 1913, ma già nel 1863 la famiglia Beaumont aveva trasformato gli orti preesistenti in un lussureggiante parco. Oggi fra le palme e i pini rigogliosi sono tornati i colori di fiori stagionali e perenni, la simmetria di cespugli e aiuole, lo stagno è animato da papere e oche, i giochi fanno la gioia dei bambini.
www.comune.taranto.it/

CATANZARO
Nel cuore di questa città calabrese si trova il Parco della Biodiversità Mediterraneagrande area verde , che si estende per circa 60 ettari, dedicata alla flora e alla fauna tipiche dell’area mediterranea. Un giardino botanico che raccoglie piante e arbusti che vivono ed esistono proprio grazie alla particolare temperatura del Mediterraneo e che sono curate e controllate dalla Scuola Agraria che ha sede nel territorio del Parco. Circa 20mila diverse specie di piante fanno da cornice a quello che è anche un parco giochi, fornito di aree ciclabili e culturali. A partire dal 2002, l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha realizzato un massiccio intervento di rimodellamento del paesaggio nello spirito di un’ingegneria naturalistica orientata al rispetto e alla valorizzazione della biodiversità. Oggi il Parco è un ecosistema in cui convivono grandi varietà floristiche e faunistiche ed è soprattutto un sistema multitematico in cui la dimensione naturalistica si intreccia a quella culturale, sportiva e ludica. Al suo interno il Parco ospita anche le sedi Centro Recupero Animali Selvatici.
www.parco.provincia.catanzaro.it/

PALERMO
Il capoluogo siciliano era noto anche con il nome di Conca d’Oro, conferitogli per la grande quantità di agrumeti che fino a qualche decennio fa orlavano le coste palermitane. Le speculazioni edilizie e l’avanzata inevitabile del cemento hanno ridotto di molto questi rilucenti mandarineti e limoneti; fortunatamente Palermo custodisce gelosamente alcuni polmoni verdi nei quali è possibile godere il piacevole clima che caratterizza l’Isola. Tra questi il Parco della Favorita, la ex riserva di caccia Reale alle falde del Monte Pellegrino, che con i suoi circa quattrocento ettari è anche uno dei più grandi parchi d’Europa. Molto cara ai Palermitani che ne sfruttano gli ampi spazi per picnic e scampagnate. Vi si accede da Piazza Leoni, Attualmente il Parco della Favorita fa parte della Riserva naturale di Monte Pellegrino, estesa su 1020 ettari, istituita nel 1995 per il mantenimento delle tradizionali attività agro-silvo-pastorali.
www.parcodellafavorita.it/

CAGLIARI
Il polmone verde della parte nord di Cagliari è il Parco del Castello di San Michele (253 mila metri quadrati, raggiungibile attraverso la via Giovanni Cinquini), situato in uno dei molti colli che circondano la città. Si trova a 120 metri dal livello del mare, dalla cima si gode di un panorama incredibile: dalla pianura del Campidano alla Sella del Diavolo, da Monte Urpinu al porto. Il percorso che porta al Castello è circondato di alberi e prati dove si può passeggiare, fare jogging e giocare nello spazio riservato ai bambini. In quest’area, annualmente il comune di Cagliari organizza “La festa degli alberi”, coinvolgendo le scuole elementari e medie, permettendo così ai bambini di conoscere le essenze mediterranee e di contribuire al rimboschimento del parco. Questa zona è caratterizzata dalla presenza di ginepro, lentisco, fillirea, rosmarino, corbezzolo, mirto e carrubo. Lungo il viale troviamo piante di leccio e ulivo. Tra le specie animali presenti sul colle: passero, pettirosso, cinciallegra, codirosso, cardellino, merlo, gheppio, ballerina bianca, verdone, verzellino, merlo, tortora, storno), roditori (topo e coniglio selvatico). Tutte le info su questo e gli altri parchi di Cagliari sul sito istituzionale.
www.comune.cagliari.it/parchi

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Marina Zenobio

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